Diritto Bancario & Finanziario

At your disposal day and night, and works in a very strategic way. Quick, efficient and always available.
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Nctm Studio Legale Associato advised a pool of banks, headed by Intesa Sanpaolo, on a financing for Farmafactoring, and acted for Blu Solar Uno on an acquisition and project financing
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Nctm Studio Legale Associato is praised for its business acumen and industry knowledge
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This firm handles a steady stream of quality transactions on a wide range of banking and finance matters…A very prepared and personable team
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Finanziamenti
L’esperienza maturata e la varietà delle operazioni a cui i professionisti di questa practice hanno partecipato garantiscono un´assistenza e una consulenza completa nella strutturazione e attuazione di operazioni sia domestiche che internazionali, spesso innovative e complesse, unendo una conoscenza profonda del mercato italiano a una spiccata propensione internazionale.

L´attività del team di Diritto Bancario e Finanziario di Nctm in questo settore comprende:

  • finanziamenti destinati ad acquisizioni di società e imprese mediante ricorso all’indebitamento;
  • finanziamenti destinati a investimenti in proprietà immobiliari e in operazioni di sviluppo immobiliare;
  • finanziamenti all´esportazione;
  • prestiti sindacati e corporate finance in generale;
  • finanziamenti navali ed aeronautici;
  • lettere di garanzia e di credito;
  • contratti di locazione finanziaria, operativa e factoring;
  • credito al consumo;
  • emissione di strumenti finanziari derivati.


Finanza Strutturata e Cartolarizzazioni
Nctm presta consulenza a banche, fondi, intermediari finanziari, banche d’affari ed altri soggetti emittenti nel settore della finanza strutturata, con particolare riferimento a:

  • operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto mutui fondiari ed ipotecari residenziali e commerciali, CDO (collateralized debt obligations), CLO (collateralized loan obligations), CLN (credit-linked notes), crediti sanitari e del settore pubblico in generale, crediti derivanti dall’utilizzo di carte di credito, crediti da leasing, factoring e credito al consumo;
  • ristrutturazioni di cartolarizzazioni;
  • operazioni di repackaging;
  • covered bonds.


Project Finance
Nctm ha maturato una significativa competenza in materia di finanza di progetto anche nel settore del partenariato pubblico-privato (PPP), avendo assistito finanziatori e sponsors in diversi ed importanti progetti nei settori dell’energia, dello smaltimento dei rifiuti, delle telecomunicazioni, delle infrastrutture e dei trasporti, curando tutte le fasi e gli aspetti delle relative operazioni, ivi incluse:

  • la costituzione di joint ventures e di raggruppamenti temporanei di imprese, costituzione e strutturazione di società veicolo e negoziazione dei relativi accordi parasociali;
  • la partecipazione e gestione di gare di appalto pubbliche, negoziazioni di contratti e concessioni, gestione del procedimento nella fase successiva alla gara;
  • la redazione di contratti di EPC, di O&M e di fornitura;
  • la predisposizione dei contratti di finanziamento e del relativo security package.
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26/06/2017
Diritto Bancario & Finanziario - Fusioni & Acquisizioni, Private Equity

Nctm Studio Legale ha assistito Banca d’Italia, MEF, e i commissari liquidatori di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, nella cessione, a Intesa Sanpaolo, di alcune attività creditizie dei due istituti veneti.

Nctm ha seguito l’operazione con un team composto da Stefano Padovani, Alessandra Stabilini, Giovanni de’ Capitani, Luigi Ardizzone e Francesca Rogai.

25/05/2017
Ambienta
Diritto Bancario & Finanziario - Fusioni & Acquisizioni, Private Equity

Nctm Studio Legale con un team guidato da Simone De Carli ed Eugenio Siragusa coadiuvati da Giulio Della Casa e Martina Marmo ha assistito il fondo Ambienta SGR e Tattile S.r.l., società leader nella realizzazione di sistemi di visione intelligente, nell’operazione di acquisizione di Chromanses GMBH e nel rifinanziamento del debito del gruppo Lakesight Tecnologies Holding.

Le banche Crèdite Agricole Cariparma e Banco BPM sono state assistite da Pedersoli Studio Legale con l’equity partner Maura Magioncalda, Consuelo Citterio e Nicola Nocerino.

I profili di diritto tedesco sono stati seguiti dallo studio legale Pollath Partners per la società e dallo studio legale Noerr per le finanziatrici, mentre lo Studio CBA con Giuseppe Galeano e KPMG Germania si sono occupati degli aspetti fiscali e della strutturazione dell’operazione.

 

27/04/2017
Diritto Bancario & Finanziario

Nctm Studio Legale ha assistito un pool di banche, composto da Banca Popolare di Bari S.c.p.A., in qualità di banca Agente, Banca Popolare di Milano S.p.A. e Banca di Puglia e Basilicata S.c.p.A., nel finanziamento in regime di project financing, a Dynamica S.r.l. , controllata di PLT energia S.p.A., società quotata all’AIM.

L’operazione del valore complessivo di circa 40 milioni di euro, permetterà la realizzazione di un impianto eolico dalla potenza complessiva di 22,55 MW, sito nel Comune di Simeri Crichi (CZ).

Nctm Studio Legale ha assistito il pool di banche con un team guidato da Eugenio Siragusa.

26/04/2017
Diritto Bancario & Finanziario

Nctm Studio Legale e Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners hanno assistito rispettivamente MPS Capital Services Banca per le imprese, in qualità di banca arranger, e la società veicolo e gli sponsor, nell’operazione in regime di project financing per il finanziamento del parco eolico di 10 MW di Marche Energie Rinnovabili (gruppo Fortore) sito nel Comune di Apecchio, Regione Marche.

Il team di Nctm Studio Legale è stato guidato da Eugenio Siragusa, mentre il team di Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners è stato guidato da Giovanni Santangelo coadiuvato da Flavia Bertini.

1/06/2017
Diritto Bancario & Finanziario

During the last two years, a number of investment arbitration claims have been filed against Russia as regards to the consequences of its actions in the Autonomous Republic of Crimea and the city of Sevastopol (“Crimea”).
The various claims include claims for the seizure of banking operations, airport, gas stations, and real estate following the seizure of Crimea and its “accession” to Russia in May, 2014.
All of the above cases have been filed under the UNCITRAL Arbitration Rules 1976 pursuant to the Agreement between the Government of the Russian Federation and the Cabinet of Ministers of Ukraine on the Encouragement and Mutual Protection of Investments dated 27 November 1998 (the “Russia-Ukraine BIT” or “BIT”) which provides protection for the investments made by the investors of one party in the territory of the other.
On the one hand, Ukrainian entities had to demonstrate that the Russia–Ukraine BIT applies to the territory of Crimea, or else the tribunals would not have had the jurisdiction to hear the case. On the other hand, certain submissions made by the Ukrainian investors and/or decisions made by the tribunals might undermine Ukraine’s position as regards the territorial dispute with Russia over the Crimean peninsular.

The Russia-Ukraine BIT
Article 1 of the Russian-Ukraine BIT provides the following definitions:

“Investments” shall denote all kinds of property and intellectual values, which are put in by the investor of one Contracting Party on the territory of the other Contracting Party in conformity with the latter’s legislation […]”;

“Territory” shall denote the territory of the Russian Federation or the territory of the Ukraine and also their respective exclusive economic zone and the continental shelf as defined in conformity with the international law.

Article 12 of the BIT also provides for its ratione temporis:
This Agreement shall apply to all investments carried out by the investors of one Contracting Party on the territory of the other Contracting Party, as of January 1, 1992.
Considering the above articles of the BIT in light of the events in Crimea that brought about the arbitration claims against Russia, arbitral tribunals had to deal with several complicated jurisdictional issues. In particular, in order to establish the jurisdiction, the tribunal had to establish that the investments were made / are within the respondent contracting party’s territory.
One problem with it is that the purported investments have been made prior to February 2014, when Russia initiated its “reunification with Crimea”. Therefore, one might argue that the investments were made in the territory of Ukraine by domestic investors in accordance with Ukraine’s domestic legislation; thus, not in “territory of the other Contracting Party [Russia] in conformity with [Russian] legislation[1].

Notwithstanding, even if the tribunal were to establish that the above consideration is not persuasive and the BIT was meant to also cover the investments which were initially made in the territory of one contracting party and then found themselves in the territory of the other following the change of borders, the other problem would have arisen. That is, by admitting that Crimea was within the territory of Russia, the tribunal would have opined on a matter which would have been outside the subject matter of the dispute and would have gone far beyond its competence. Besides, it would have undermined Ukraine’s territorial claim against the annexation of Crimea, which, in turn, would be at odds with the UN General Assembly Resolution 68/262 (Territorial integrity of Ukraine) adopted on 27 March 2014 and thus, allegedly, would have breached international law, a direct reference to which is also made in Article 1 of the BIT cited above.
Finally, had Russia been completely mute, the PCA could have relied on the consensual character of the arbitration and might have assumed that both the claimant and the respondent acquiesce to the jurisdiction of the tribunal. However, in two cases brought before the tribunal, the PCA Press Release of 06 January 2016 and 30 March 2016[2] clarifies that Russia “indicated, inter alia, that the ‘[Ukraine-Russia BIT] cannot serve as a basis for composing an arbitral tribunal to settle [the Claimants’ claim]” and that it “does not recognize the jurisdiction of an international arbitral tribunal at the [PCA] in settlement of the [Claimants’ claims].’ It also stated that nothing in its correspondence ‘should be considered as consent of the Russian Federation to constitution of an arbitral tribunal, participating in arbitral proceedings, or as procedural actions taken in the framework of the proceedings.’” 

Considering Russia’s position, the arbitral tribunal has understandably decided to bifurcate the proceedings to “address issues of jurisdiction and admissibility in a preliminary procedure.”

The PCA interim Award and Possible Consequences
On 24 February 2017, identical arbitral tribunals in a pair of Crimea-related investment arbitrations, after a hearing on jurisdiction and admissibility in July 2016, issued their unanimous Interim Award, as disclosed in a PCA Press Release dated 9 March 2017[3]. While the Press Release itself does not address the conclusions of the tribunals, according to the Claimants’ counsel[4] and several arbitration online services[5], the arbitrators concluded that “an occupying power may be held responsible under a BIT for its conduct in the occupied territory”.
While the text of the award is not yet available and one may only imagine which legal considerations have been put in its reasoning, one can still find certain grounds for such an award in the contemporary international law. In particular, one may refer to the “law of occupation”. While the concept of occupation is an integral part of war, it is as such governed by the sources of international armed conflict. These sources are made up by various conventions on international armed conflict together with customary law and law on state responsibility. The rules of international armed conflict are found in The Hague Convention of 1899 and 1907 Hague Regulations (Hague Regulations), the Fourth Geneva Convention of 1949 and the Additional Protocol I to the Geneva Convention. The aforementioned sources may at first have been seen as “innovative” but have received a declaratory status as a reflection of customary law and as such they also apply for states that are not parties to the conventions. These sources move away from the territorial dispute between states and focus on protection for the population on the disputed territory. As such, the law of occupation imposes certain obligations on the “occupant” vis-à-vis private parties in the occupied territory, which also include honoring the property and other “acquired rights” of such private parties. It may have been that with this consideration in mind the PCA has extended to the protection of the BIT to the property of the Ukrainian entities situated in the occupied Crimea.
Another important source of international law which may be relevant to the matter in question is the famous ICJ Advisory Opinion on Legal Consequences for States of the Continued Presence of South Africa in Namibia notwithstanding Security Council Resolution 276 (1970) (Advisory Opinion) issued in 1971. The Advisory Opinion, in particular, held that there was an obligation for all member states of UN to not recognize South Africa’s occupation of Namibia and to refrain from any dealings with the government of South Africa that implied recognition of the legality of the South African presence in Namibia. The Advisory Opinion is still regarded as the most authoritative legal source governing relations with illegal regimes. From the Advisory Opinion comes an obligation, now regarded as customary, of non-recognition of illegal regimes and an obligation “not to enter into treaty relations with the illegal regime when the latter purports to act on behalf of the territory”. Also, the Advisory Opinion holds that states are prohibited of applying previous treaties concluded with the illegal

regime in respect to the occupied territory. Basically, all acts that would imply that South Africa had competence to act on behalf of the territory were prohibited. The obligation of non-recognition, however, came with an exception in that it “should not result in depriving the people of Namibia of any advantages derived from international agreements”. Thus, when it is of benefit for the local population, application of treaties, including bilateral ones, that otherwise would be regarded as recognizing the illegal regime, shall be acceptable.[7]

Conclusion
The arbitration claims brought Ukrainian legal entities against Russia, on the basis of the BIT, feature a politically and legally complicated factual situation that required arbitral tribunals to examine their jurisdiction with a careful eye on the wider implication of whatever decision they take.
It might be even argued that the current investment claims, under the Russia-Ukraine BIT, effectively contradict the last paragraph of the UN Resolution on Territorial integrity of Ukraine, whereas Ukraine itself engages in actions that might at a future stage be interpreted as recognising Crimea’s altered status.
Perhaps, a better way of resolving present investment disputes under the Russia-Ukraine BIT would have been first to answer several complex legal and political questions, allowing for a thorough examination of wider questions of public international law, through the dispute resolution mechanism in Article 10 of the BIT (Resolution of Disputes between the Contracting Parties).
This conclusion of the PCA tribunals to make a BIT applicable as regards investments made prior to the change of the legal status of the territory, is novel and unprecedented, however, it may become “model” for other pending Crimea-related arbitral proceedings and may set a precedent for future cases regarding the protection of the investments by BITs in occupied territories. The cases will now proceed to the merits stage, where the Russian Federation will face claims ranging from USD 15 million to USD 1 billion, with the date of the hearing not yet known.
Notably, if the PCA rules in favor of these claimants despite Russia’s boycott of the proceedings, it would not be the first time. Last July, a PCA tribunal ruled unanimously in favor of the Philippines in a dispute with China over the role of historic rights and the source of maritime entitlements in the South China Sea, despite China’s continued, vehement opposition to the tribunal’s jurisdiction. It, too, had refused to participate in the proceeding.

 

[1] https://pcacases.com/web/sendAttach/2090

[2] https://www.hugheshubbard.com/news/breaking-news-hughes-hubbard-secures-first-award-holding-russia-responsible-in-crimea

[3] https://www.law360.com/articles/900136/ukrainian-investors-claims-against-russia-pass-first-hurdle

[4] http://www.cisarbitration.com/2016/02/17/arbitration-claims-by-ukrainian-investors-under-the-russia-ukraine-bit-between-crimea-and-a-hard-place/

[5] http://www.pcacases.com/web/sendAttach/1553, https://pcacases.com/web/sendAttach/1619
[7] https://www.diva-portal.org/smash/get/diva2:799247/FULLTEXT01.pdf

La legge portuale italiana vieta ad un operatore la gestione di più aree demaniali aventi ad oggetto la stessa attività di impresa in un medesimo porto. Analizziamo come questo divieto potrebbe essere stato modificato a seguito della recente riforma del 2016.

Proseguiamo ad esaminare una recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, la quale ha chiarito gli obblighi gravanti sull’Amministrazione Pubblica in caso di espropriazione di aree private nei porti italiani.

La recente estensione del campo di applicazione del Regolamento generale di esenzione per categoria (2014) alla concessione di aiuti di stato a porti ed aeroporti dell’UE ci induce a ricordare due recenti sentenze della Corte di Giustizia in merito agli aiuti di Stato nel settore marittimo e – in particolare – alla compensazione degli obblighi di servizio pubblico alle imprese incaricate della gestione di servizi d’interesse economico generale.

Poi, analizziamo due sentenze, provenienti da Regno Unito e Spagna, riguardanti l’applicazione di due importanti convenzioni internazionali nell’ambito de trasporti internazionali, le Hague-Visby Rules e la CMR. La sentenza inglese conferma che la mancata materiale emissione di una polizza di carico non rileva al fine di escludere l’applicabilità della normativa uniforme, mentre la sentenza spagnola ci fornisce una definizione di “colpa parificata a dolo” ai fini dell’esclusione del limite di responsabilità vettoriale.

Anche la Corte di Cassazione italiana ha emesso due interessanti sentenze in materia di trasporti. La Suprema Corte italiana ha negato al portatore della polizza di carico la titolarità ad agire nei confronti di un vettore marittimo per danni alla merce, in caso di mancata girata della polizza di carico dal ricevitore al portatore, e ha considerato uno “scambio di contenitori” quale ipotesi di colpa grave del vettore stradale.

Infine, analizziamo una sentenza della Commissione Tributaria di Roma, relativa alla IRESA, la tassa sul rumore negli aeroporti italiani. Tale sentenza, in considerazione del fatto che la Regione Lazio ha disatteso i principi e le finalità previsti dalla normativa nazionale ed europea relativi alla destinazione del gettito derivante dall’imposta, ha concluso per la disapplicazione dell’IRESA per come prevista dalla normativa regionale.

Alberto Rossi

There’s a fair European wind blowing

Probably the most important outcome of the French election is not so much the actual electoral defeat of the National Front but the decision of that party to remove from its policy programme the idea of withdrawing from the Euro and promoting a referendum on Frexit. In other words, those parties which have based their political offer to the electorate on the negative impact of globalization and the hard impact of immigration, no longer see the solution as the break-up of the EU.

The same in happening in the Netherlands and even in the UK where the May government is promoting the need to address the negative aspects of globalization and migration in a substantive manner and not long saying that Brexit itself is the answer.

This is a window of opportunity that the EU must embrace. The underlying issues of migration and globalization must be addressed. But if they are addressed in a satisfactory manner the EU itself is not being challenged. There is a recognition in France and in the Netherlands, and even in Germany given the results in the recent Lander elections among the vast majority of the electorate that the EU remains a valid project and that the solutions are best found within its remit.

If Macron and Merkel can get together with the Italy and Spain, much can be done. From an insider’s point of view the only possible hiccup in catching this favourable wind is the capacity of the Commission to recognize it.

 

Alitalia: amministrazione straordinaria secondo round
Con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) del 2 maggio 2017 è stata disposta la procedura di amministrazione straordinaria di Alitalia Società Aerea Italiana S.p.A. ai sensi del d.l. n. 347/2003 (c.d. legge Marzano) e con sentenza del Tribunale di Civitavecchia dell’11 maggio 2017 è stato dichiarato lo stato di insolvenza.

Il Tribunale può inserire in sede di omologazione clausole modificative della proposta di concordato?
La Cassazione 3 aprile 2017, n. 8632 ha stabilito che il decreto di omologazione può essere reclamato, anche in assenza di opposizioni, in relazione ad addizioni estranee alla proposta introdotte d’imperio dal Tribunale, che non rappresentino semplici formule organizzative della fase di esecuzione del concordato.

La banca risponde del danno causato alla società dagli amministratori per ricorso abusivo al credito?
La Cassazione 20 aprile 2017, n. 9983 conferma un proprio precedente secondo cui la banca può essere ritenuta responsabile per concorso nell’illecito, distinguendo la fattispecie da quella della concessione abusiva di credito.

Cause di ineleggibilità e decadenza del sindaco professionista in uno studio associato
Ai sensi dell’art. 2399, lett. c), c.c. è ineleggibile, e se eletto decade dall’ufficio, il sindaco che intrattiene con la società o sue controllate rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l’indipendenza. Ci si interroga se il caso in cui il sindaco sia parte di uno studio associato che presta attività di consulenza alla medesima società integri l’ipotesi prevista dalla legge. Sebbene il quesito sia risolto tendenzialmente in senso affermativo, permangono tuttavia dubbi circa i criteri adottati dalla Corte di Cassazione al fine di determinare i casi in cui, concretamente, l’indipendenza del sindaco possa dirsi compromessa.

La portata della delega gestoria nelle s.r.l.: contenuto e limiti
La Suprema Corte, con sentenza n. 25085 del 7 dicembre 2016, ha riconosciuto la legittimità di una delega di gestione di carattere generale, da parte del consiglio di amministrazione a favore di singoli consiglieri delegati con esercizio disgiunto dei poteri, nella misura in cui la stessa non sia diretta ad escludere l’esercizio di un concorrente potere di gestione da parte dell’organo collegiale amministrativo.

Trattamento di dati per finalità di marketing: la tutela delle persone giuridiche
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali, con provvedimento n. 4 del 12 gennaio 2017, ha precisato la disciplina relativa al trattamento di dati personali per finalità di marketing, dichiarando illegittimo sia  il trattamento di dati raccolti per il tramite di moduli presenti all’interno dei siti internet delle società sia il trattamento di dati (i.e. le utenze telefoniche) autonomamente reperiti sul web.

La responsabilità amministrativa degli enti ex d.lgs. n. 231/2001 all’interno dei gruppi di imprese
È ammissibile una responsabilità, ai sensi del d.lgs. n. 231 del 2001, della società capogruppo per reati commessi nell’ambito delle attività svolte dalle società da essa controllate a condizione che a) il soggetto che agisce per conto della holding concorra con il soggetto che commette il reato per  conto  della persona giuridica controllata; e che b) possa ritenersi che la holding abbia ricevuto un concreto vantaggio o perseguito un effettivo interesse a mezzo del reato commesso nell’ambito dell’attività svolta dalla società controllata.

Considerazioni in merito alla rinunciabilità dell’effetto risolutorio della diffida ad adempiere
La sentenza della Corte di Cassazione, sez. II, n. 4205 del 3 marzo 2016 offre l’opportunità per dare brevemente conto delle diverse posizioni di giurisprudenza e dottrina in materia di rinunciabilità dell’effetto risolutorio della diffida ad adempiere.

La responsabilità degli amministratori non operativi e il dovere di agire in modo informato
La responsabilità degli amministratori privi di deleghe operative, alla luce della sentenza della Corte di Cassazione Civile, Sez. I, 31 agosto 2016, n. 17441 in commento, non può discendere da una generica condotta di omessa vigilanza – tale da essere identificata nei fatti come una responsabilità oggettiva – ma deve essere ricondotta alla violazione del dovere di agire informati, sia sulla base delle informazioni che devono essere rilasciate da parte degli amministratori operativi, sia sulla base delle informazioni che gli amministratori non operativi possono acquisire di propria iniziativa. L’individuazione dei presupposti della responsabilità degli amministratori deleganti si inquadra, pertanto, in un discorso che valorizza la differenziazione dei doveri imposti agli amministratori delegati e quelli tipici degli amministratori non esecutivi.

 

Patti parasociali di rinuncia preventiva all’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori
Con sentenza 28 settembre 2015, n. 19193, la sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Roma, nell’affrontare il tema della rinuncia pattizia all’azione di responsabilità verso gli amministratori di una società, ha affermato la validità delle clausole dei patti parasociali, con le quali i soci “entranti” si impegnano a non esercitare l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori “uscenti” o comunque a non votare favorevolmente in assemblea.

La Suprema Corte cambia orientamento: invalido il contratto bancario e finanziario firmato dal solo cliente
La Suprema Corte torna sulla questione della validità dei contratti c.d. monofirma, ossia della copia del contratti bancari e finanziari conservati negli archivi della banca recanti la sola sottoscrizione del cliente e privi invece della firma dell’istituto di credito, affermando che detti contratti sono nulli e, come tali, inopponibili al correntista.

Acquisto di quote di s.n.c.: l’errore sul valore della partecipazione può essere fondatamente dedotto come errore essenziale?
Il Tribunale di Milano ha affermato che di regola – anche con riferimento alle compravendite di quote di s.n.c. – l’accoglimento della domanda di annullamento del contratto per errore essenziale non può prescindere dall’esistenza nel contratto di una esplicita garanzia circa il valore del patrimonio e la qualità dei beni della società (garanzia che nella concreta fattispecie, a giudizio del Tribunale, mancava). 

Le nuova disciplina del giudizio davanti alla Corte di cassazione (D.L. 168/2016, convertito dalla L. 197/2016)
Con un nuovo intervento di fine estate, il legislatore è intervenuto ancora una volta in via d’urgenza sulla disciplina del codice di procedura civile, in particolare sulla disciplina del giudizio davanti alla Corte di cassazione: il 31 agosto 2016 è stato infatti pubblicato il decreto legge 168/2016, recante “Misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di cassazione e per l’efficienza degli uffici giudiziari” (“D.L. 168/2016”).

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sulla qualificazione e l’impugnazione del lodo non definitivo e del lodo parziale
Lodo che decide parzialmente il merito della controversia, immediatamente impugnabile a norma dell’art. 827 c.p.c., comma 3, è sia quello di condanna generica ex art. 278 c.p.c. sia quello che decide una o alcune delle domande proposte senza definire l’intero giudizio, non essendo immediatamente impugnabili i lodi che decidono questioni pregiudiziali o preliminari.

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