Diritto della Proprietà Intellettuale

An impressive list of long-standing blue-chip clients, which the firm advises primarily on ongoing trade mark issues, but also frequently patents.Excellent ability to interact with the business and quickly transpose its requirements.
Chambers Europe
Nctm Studio Legale Associato was appointed for the third year running as Ferrari’s sole law firm responsible for all IP matters worldwide.
Legal 500

Nctm è in grado di offrire un servizio di assistenza integrata, sia di consulenza, sia di enforcement, nella protezione del patrimonio immateriale delle imprese (marchi, brevetti, indicazioni geografiche, industrial design, domain names, diritto d’autore, ecc.).
Nctm assiste le imprese italiane che operano all’estero grazie ad una collaudata rete di selezionati studi di comprovata esperienza e professionalità. Questi i principali settori in cui opera il dipartimento:

  • controversie in materia di marchi e brevetti;
  • repressione della contraffazione e della concorrenza sleale – enforcement doganale;
  • azioni in materia di usurpazione di nomi a dominio;
  • tutela del copyright in campo artistico, editoriale e dello spettacolo;
  • pubblicità e comunicazione;
  • cessione e licenza di marchi, brevetti, know how;
  • trademark clearance;
  • sponsorizzazioni;
  • “Made in Italy” ed etichettatura prodotti;
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31/03/2017
Il Sole24ore

Lo scorso 16 febbraio il Parlamento europeo ha inoltrato alla Commissione alcune raccomandazioni (A8-0005/2017) concernenti norme di diritto civile sulla robotica. Il Parlamento ha inteso sensibilizzare la Commissione sulla necessità di verificare l’idoneità delle attuali norme di diritto civile a disciplinare le situazioni che necessariamente sempre di più prenderanno vita per effetto dell’attività svolta dalle macchine aventi un’intelligenza artificiale, in generale, e dai robot, in particolare.

Siamo, infatti, certamente alle porte di una nuova rivoluzione industriale e, pertanto, gli ordinamenti giuridici, a maggior ragione quello europeo, devono aggiornarsi per tempo al fine di non farsi trovare inadeguati. La Commissione è libera di seguire i suggerimenti del Parlamento, ma, qualora non li seguisse – evento che, peraltro, accade poco frequentemente – deve motivarne il motivo. È ben possibile, quindi, già in questa fase iniziale dell’iter legislativo comunitario, commentare il contenuto del documento parlamentare, avendo una ragionevole aspettativa di un provvedimento finale in linea con quanto suggerito.

Una simulazione dell’intelletto umano L’intelligenza artificiale (IA) può essere, in buona sostanza, definita come una simulazione dell’intelletto umano da parte di un computer o altre macchine, come, tra le altre, i robot. L’evoluzione tecnologica sta portando alla creazione di macchine autonome ed intelligenti sicuramente pronte a prendere decisioni in modo indipendente dagli umani creatori o utilizzatori tanto da potere un giorno – si pensa – persino superare le nostre capacità intellettive. Alcuni Stati (Giappone, Corea del Sud, Cina) hanno già iniziato ad elaborare una disciplina normativa diretta a regolare questo sviluppo economico. Nel Regno Unito, la questione di un’opera creata da un computer veniva già disciplinata nel Copyright Act del 1988. Deve conseguentemente considerarsi corretta la preoccupazione del Parlamento europeo di sollecitare i lavori per far nascere una medesima disciplina anche in Europa. Il documento del Parlamento si occupa, in realtà, di diversi aspetti del diritto e in particolare dell’impatto sull’attività lavorativa delle macchine dotate di IA, del fondamentale tema dell’attribuzione della responsabilità derivante dagli atti compiuti da tali macchine e, infine, di un argomento apparentemente di minor importanza, ma di fatto estremamente attuale e cioè l’applicabilità delle norme di diritto d’autore al mondo della IA.

Il nodo del diritto d’autore In altre parole, il Parlamento pone il problema se un robot possa essere considerato autore di un’opera dell’ingegno, divenendone titolare dei relativi diritti di utilizzazione economica e, inoltre, se possa essere ritenuto direttamente responsabile nel caso in cui tali opere risultino, poi, plagio di opere create da terzi.

La questione, lungi dall’essere solo teorica, si pone concretamente poiché è attesa per la fine dell’anno la pubblicazione del primo album di musica pop interamente creato da un robot.

Nel prossimo futuro, vedremo, quindi, libri, film ed opere dell’arte figurativa create da macchine con IA. In relazione al primo degli anzidetti argomenti, il Parlamento invita la Commissione ad elaborare criteri per definire una «creazione intellettuale propria» da parte della macchina, suggerendo – sembra – sostanzialmente la creazione di un nuovo genus di soggetto giuridico titolare di proprietà intellettuale: il soggetto elettronico. Tale impostazione appare peraltro, quantomeno apparentemente, in contrasto con la nostra normativa (articoli 6 e seguenti della legge 633/1941), secondo cui l’autore può solo essere un umano, poiché l’opera è un’espressione del lavoro intellettuale, lavoro che, però, forse, in una nuova interpretazione innovativa potrebbe anche esser stato eseguito da un robot.

La soluzione prospettata, se in linea astratta condivisibile sul piano del diritto morale d’autore (articoli 20 e seguenti della legge.633/1941), lascia diversi dubbi sul piano di quello patrimoniale (articoli 12 e seguenti della legge633/1941) non essendo possibile che il “soggetto elettronico” riceva i ricavi derivanti dallo sfruttamento dell’opera. La responsabilità a chi sfrutta la creazione Con riferimento, invece, alla questione della responsabilità per plagio, non potendo davvero immaginare un giudizio in cui viene chiamata a rispondere una macchina, nel silenzio del Parlamento sul punto dedicato alla proprietà intellettuale, si può immaginare che la stessa venga attribuita a chi sfrutta commercialmente la creazione, il quale dovrà premurarsi di verificare che quest’ultima non leda diritti di terzi. Un’altra soluzione – meno convincente – può essere quella di attribuire diritti e responsabilità al soggetto che ha predisposto le funzioni della macchina.

da Il Sole 24 ore di venerdì 31 marzo

18/05/2017

Nctm Studio Legale ha assistito con successo Supreme, l’iconico brand americano di abbigliamento streetwear, nel primo e secondo grado di giudizio cautelare, per contraffazione e concorrenza sleale
innanzi al Tribunale di Milano, sezione specializzata d’impresa, ottenendo per la prima volta in un paese europeo il riconoscimento della notorietà del marchio. L’azione cautelare si è resa necessaria per contrastare una rete di contraffattori che operavano tra San Marino, l’Italia e il Regno Unito.

Il team di Nctm Studio Legale è stato guidato da Paolo Lazzarino, coadiuvato da Roberto Cesaro e Maddalena Moro.

 

23/05/2016

Nctm Studio Legale ha assistito Sky International AG, titolare dei marchi Sky in Italia, nel procedimento arbitrale svoltosi innanzi alla World Intellectual Property Organization (WIPO) di Ginevra, ottenendo la riassegnazione dei nomi a dominio radiosky1.com e sky1radio.com.

La WIPO, con decisione divenuta definitiva, oltre ad aver riconosciuto che i marchi SKY sono rinomati nel settore radiotelevisivo, ha ritenuto che la registrazione dei domini radiosky1.com  e sky1radio.com, da parte di un terzo non autorizzato, sia avvenuta in mala fede.

Sky International AG è stata assistita da un team guidato da Paolo Lazzarino, coadiuvato da Margherita Banfi.

12/07/2016

Introduction
On 9 December, 2015, the EU Commission revealed its expected plans for the modernisation of copyright law.
According to the Commission, the goal is to adapt copyright law to technological challenges making it more European and digital-friendly, in order to “overcome fragmentation and frictions within a functioning single market”, ensure wider access to content across the EU adapting ex- ceptions to digital and cross-border environments, achieve a well-functioning marketplace for copyright, and provide an effective and balanced enforcement system.
In particular, the strategy discussed by the Commission focuses on three topics, already indicat- ed in the well-known Digital Single Market Communication, dated May 6th, 2015: (i) content portability across borders; (ii) copyright exceptions; (iii) enforcement (1).
In addition, the Commission proposals clearly aim at renewing the single market and the princi- ple of copyright territoriality, even adapting copyright rules to new technological realities.
The Commission confirms the step-by-step approach in a context of a short-term copyright re- form, without abandoning the long-term vision of EU copyright codification. The long term ob- jectives are just moved a little further into the future (2).

The “portability” of online content services
With reference to the matter of “content portability”, EU Commission has taken a concrete step. In particular, “the ultimate objective of full cross-border access for all types of content across Europe needs to be balanced with the readiness of markets to respond rapidly to legal and policy changes and the need to ensure viable financing models for those who are primarily responsible for content creation. The Commission is therefore proposing a gradual approach to removing obstacles to cross-border access to content and to the circulation of works”(3).
In this regard, the proposal for a regulation on the “cross-border portability” of online content services ensures that users – who have subscribed to or acquired content in their country of res- idence – can access the above-mentioned services when they temporarily move to another Member State.

In particular, as described in the official Q&A published by the Communication in December, the European Commission wants to allow cross-border portability enabling European consumers who buy or subscribe to films, sports broadcasts, music, e-books and games at home to access them when they travel in other EU countries. In any case, the Regulation leaves service provid- ers free to implement appropriate measures in order to verify the identity of the subscriber, bearing the liability of selecting those verification measures which effectively respect the priva- cy of the latter (4).
Therefore, the main objectives of the Commission are:

  • the promotion of tools in order to bring more European works into the single market, in- cluding the creation of ready-to-offer catalogues of European films, the development of li- censing hubs, and a larger use of standard identifiers of works;
  • the support and development of a European aggregator of online search tools destined to end-users;
  • the implementation of its dialogue with the audio-visual industry in order to promote legal offers and to find ways for a more sustained exploitation of existing European films, even exploring alternative models of financing, production and distribution in the animation sec- tor.

Furthermore, a goal of the Regulation must be the obligation for online content service provid- ers to offer cross-border portability to their customers. This provision will take place in the Member State in which the consumer resides, therefore, “no separate license would be required to cover the temporary use of the service in other Member States”(5).

The exceptions area
In the section of copyright exceptions and limitations, the Commission highlighted the scope of the exceptions relating to the field of research and education.
In particular, the project of the Commission is to take into account legislative initiatives imple- menting the Marrakesh Treaty(6) and involving:

  • the chance for public interest research organisations to carry out text and data mining of content they have lawful access to for scientific research purposes;
  • the clarification of the EU exception for ‘illustration for teaching’, and its related applica- tion;
  • the preservation of cultural heritage institutions and/or support remote consultation, in closed electronic networks, of works held in research and academic libraries and other rel- evant institutions, for research and private study;
  • the clarification of the so-called ‘panorama exception’(7).

With reference to this last point, it must be underlined that what it is expected is a concrete commitment to a strong exception for Freedom of Panorama. At the same time, on the other mentioned points, it has to be noted that the language describing a possible exception for text and data mining is extremely limited both in terms of beneficiaries (‘public interest research or- ganisations’) and purpose (‘for scientific research purposes’). Furthermore, restricting an excep- tion for text and data mining to the public interest academic research severely underestimates the transformative potential of these technologies, and will do little to improve the competitiveness of Europe in this expanding field (8).
With such respect, the Commission has proposed a “three-step” test, meaning that the excep- tions shall be applied only in “certain specific cases which do not conflict with a normal exploita- tion of a work or other subject matter and do not unreasonably prejudice the legitimate inter- ests of the right holder”.
At the same time, the Commission underlined the importance to harmonise the levies that compensate right holders for reprography and private copying. Indeed, the Commission pointed out that many Member States imposed those levies on a wide range of media and devices, ap- plied in many different ways across Europe. This caused a legal uncertainty that must be settled.
The Commission observed a need for action to ensure that different systems of levies imposed by Member States work well in the single market without raising barriers to the free movement of goods and services. The Commission has also explained that “issues that may need to be ad- dressed include the link between compensation and harm to right holders, the relation between contractual agreements and the sharing of levies, double payments, transparency towards con- sumers, exemptions and the principles governing refund schemes, and non-discrimination between nationals and non-nationals in the distribution of any levies collected”(9). This means that the Commission will also begin to reflect on how levies can be more efficiently distributed to right holders.

 A brief outline of the remuneration of authors and performers
The Communication calls for action to ensure right protection of authors against unfair con- tracts. In particular, due to the strategy adopted by the EU Commission, in order to achieve a modern, more European copyright framework, in a highly competitive market-place, the au- thors shall be equally treated and remunerated.  The Commission examined possible definitions of the “making available” and “communication  to the public” rights10. In particular, the Commission must consider whether any specific action on news aggregators is needed, including intervening on rights. The Commission seems to want to take into account the different factors that influence this situation beyond copyright law,  “to ensure consistent and effective policy responses. Initiatives in this area will be consistent with  the Commission’s work on online platforms as part of the digital single market strategy”.
Lastly, it has to be considered whether solutions at EU level are required in order to achieve le- gal certainty and balance in the area of remuneration of authors and performers in the EU, even taking national competences into account.

The expected balanced enforcement
At the end of its Communication, the EU Commission also announced that there is a need for concrete reform in the field of enforcement.
In particular, the role of intermediaries in the fight against copyright infringement must change. As seen in the official Q&A, “the Commission will facilitate the development of efficient and bal- anced “follow the money” initiatives which aim at depriving commercial-scale infringers of intel- lectual property rights of their revenue flows. This process will involve rights holders and inter- mediary service providers (such as advertising and payment service providers and shippers) but also consumers and the civil society”(11).
In other words, this means that internet service providers shall not be liable for the content that they hold and/or transmit passively. However, intermediaries should take effective action to remove illegal content, both in case of illegal information (e.g. terrorism/child pornography) and in case of infringing information (e.g. copyright).
The Commission will ask for more rigorous procedures in order to remove illegal content, such  as ‘notice and action’ mechanisms and the ‘take down and stay down principle’).
All in all, the Commission package has regard to emerging issues relating to the full harmonisa- tion of copyright in the EU, even in the form of a single copyright code, creating a situation “where authors and performers, the creative industries, users and all those concerned by copy- right are subject to the very same rules, irrespective of where they are in the EU”.

 

On a long-term basis, the purpose is to build a European single market, where the different cul- tural, intellectual and scientific productions “travel across the Europe as freely as possible”.

 

1 As illustrated by the Communication, the “copyright framework” is a set of 10 directives, including, without limitation, the Directive on Copyright in the Information Society (2001/29/EC, the “InfoSoc Directive”) and the Directive on the Enforcement of Intellectual Property Rights (2004/48/EC, the “IPRED Directive”).
2 “Towards  a  modern,  more  European  copyright  framework”,  “Beautiful”  moves  and  “bold”  inspirations  in  EU  digital  copyright  law, www.kluwercopyrightblog.com.

3 “COMMUNICATION  FROM  THE  COMMISSION  TO  THE  EUROPEAN  PARLIAMENT,  THE  COUNCIL,  THE  EUROPEAN  ECONOMIC  AND    SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS – Towards a modern, more European copyright framework”, Bruxelles December 9th, 2015.

4 “Towards a modern, more European copyright framework”, “Beautiful” moves and “bold” inspirations in EU digital copyright law, www.kluwercopyrightblog.com.

5 “European Commission – Fact Sheet. Making EU copyright rules fit for the digital age – QUESTIONS & ANSWERS”.

6 The Marrakesh Treaty promised to “Facilitate Access to Published Works for Persons Who Are Blind, Visually Impaired, or Otherwise Print Disabled”.

7 Must be reminded that freedom of panorama is a rule contained in some jurisdiction that allows taking photographs and video of buildings, sculptures and other art-works located in a public place, without infringing on any copyright provision subsisting in such works, and to publishing such images.

8 “Leaked copyright communication: A more modern copyright framework for Europe?”, Paul Keller, November 6th, 2015.

9 “COMMUNICATION  FROM  THE  COMMISSION  TO  THE  EUROPEAN  PARLIAMENT,  THE  COUNCIL,  THE  EUROPEAN  ECONOMIC  AND    SOCIAL

COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS – Towards a modern, more European copyright framework”, Bruxelles December 9th, 2015.

10 Reference is made to the Directive 2001/29/EC.

11 “European Commission – Fact Sheet. Making EU copyright rules fit for the digital age – QUESTIONS & ANSWERS”.

14/05/2016

On 26 February 2014, the European Parliament and the Council of the European Union agreed a Directive on the collective management of copyright and the related rights as well as on multi- territorial licensing of rights in musical works for online use in the internal market (hereinafter referred to as the “Directive”).
According to Article 43 of the Directive, Member States were to bring into force by 10 April  2016 the provisions agreed in the Directive. Italy is late in transposing the law into national law since, for the time being, only a draft law has been presented on 15 April 2016.

The main objectives of the Directives include the harmonisation of the operation of the so- called collecting societies managing copyright and the related rights in order to:

  • improve the efficiency of collective management organisations of authors’ rights and related rights and assure an even greater protection of such rights in respect of free movement of goods and services, within the framework of the single European market;
  • create a digital single market of copyright and related rights on works for online use and regulate platforms offering a musical service on the

Indeed, as stated by Recital 6 of the Directive, “The need to improve the functioning of collective management organisations has already been identified in Commission Recommendation 2005/737/EC (3). That Recommendation set out a number of principles, such as the freedom of rightholders to choose their collective management organisations, equal treatment  of  categories of rightholders and equitable distribution of royalties”.

Of course some of the first commentators on the issue attributed to the Directive the task to overthrow the monopoly of SIAE. As a matter of fact, the objectives pursued by the  new Directive seem to be quite different. Hence, some observations must be made on the scope of the change introduced by the new law.

In the first place, authors, artists, interpreters and performers are given the right to choose to become members of different collecting societies for different types of works and for different uses.

Thus Article 5 of the Directive provides that “rightholders shall have the right to authorise a collective management organisation of their choice to manage the rights, categories of rights or types of works and other subject-matter of their choice, for the territories of their choice, irrespective of the Member State of nationality, residence or establishment of either the collective management organisation or the rightholder. Unless the collective management organisation has objectively justified reasons to refuse management, it shall be obliged to manage such rights, categories of rights or types of works and other subject-matter, provided that their management falls within the scope of its activity”.

In addition, “rightholders shall have the right to terminate the authorisation to manage rights, categories of rights or types of works and other subject-matter granted by them to a collective management organisation or to withdraw from a collective management organisation any of  the rights, categories of rights or types of works and other subject-matter of their choice, as determined pursuant to paragraph 2, for the territories of their choice, upon serving  reasonablenotice not exceeding six months. The collective management organisation may decide that such termination or withdrawal is to take effect only at the end of the financial year”.

Therefore, authors who filed rights, categories of rights or types of works and other subject- matter with SIAE may freely withdraw them by submitting a notice not exceeding six months. The collective management organisation may not oppose but, at the most, may decide that  such termination or withdrawal is to take effect only at the end of the financial year.

In the second place, a greater participation by rightholders is expected in the management of the collective organisation, implementing harsher controls on conflicts of interest and establishing new obligations for collective management organisations.

In particular, Article 15 of the Directive, expressly provides that “Member States  shall ensure that a collective management organisation does not make deductions, other than in respect of management fees, from the rights revenue derived from the rights it manages on the basis of a representation agreement, or from any income arising from the investment of that rights revenue, unless the other collective management organisation that is party to the  representation agreement expressly consents to such deductions”. And also, “The collective management organisation shall carry out such distribution and payments to the other collective management organisation as soon as possible but no later than nine months from the end of the financial year in which the rights revenue was collected, unless objective reasons relating in particular to reporting by users, identification of rights, rightholders or matching of information on works and other subject-matter with rightholders prevent the collective management organisation from meeting that deadline”.

Control and transparency mechanisms have been introduced on financial statements and management policies, even through the publication, in the websites of the collective management organisations, of the following information:

“a) the rights revenue attributed to the rightholder, the amount paid by the collective management organisation to the rightholder per category of rights managed and per type of  use for the rights managed within the representation agreement, and any rights revenue attributed to the rightholder and not yet paid for any period;

  1. deductions made in respect of management fees;
  2. deductions made for any purpose other than in respect of management fees pursuant to Article 15;
  3. information on any licences granted or refused with regard to works and other subject-matter covered by the representation agreement;
  4. resolutions adopted by the general assembly of members in so far as those resolutions are relevant to the management of the rights under the representation agreement”(see Article 19)

Finally, new rightholders’ obligations were established to set up mechanisms for handling complaints and for the alternative resolution of disputes, by making available “effective and timely procedures” (Articles 33 and 34).

Lastly, Title III of the Directive deals with multi-territorial licensing and applies only to collective management organisations of authors’ rights in musical works.

The new system should suggest be a simplification in the licensing processes to the advantage of companies wishing to create a music service on the web in Europe, which will no longer be forced  to  individually  contact  each  national  collective  management  organisation,  but   may interact and negotiate with a single interlocutor to obtain a pan-European licence.

For this purpose, the Directive enables management companies to interconnect through mandates for the mutual representation of their repertoire on a non-discriminatory and non- exclusive basis for multi-territorial and multi-repertoire licensing (Article 29-30). Should a collective management organisation refuse or not be able to grant such licensing because the mentioned mutual representation agreements have not been entered into – upon the expiry of the term of 10 April 2017, set out in Article 31 of the Directive – rightholders may withdraw the online rights in their licensed musical works so as to manage, autonomously or through any other intermediary, multi-territorial licences for their online rights in musical works.
The consequences of this new law will concern the facilitation of the voluntary aggregation of repertoire for online use of musical works all over the European Union and the increase of a competition pressure pushing each national management company to develop more efficient licensing practices, contributing to the birth of a new future scenario for online musical works.

In light of the foregoing, it is clear that the implementation difficulties that Member States shall have to address are, mainly, the harmonisation of the different national laws that govern the operation and management of collecting societies, practical inefficiencies in the management  of copyright and the related rights in the framework of the various internal markets, lack of transparency and efficiency in the procedure for the distribution of profits to rightholders, as well as the non-licensing of rights on new digital platforms, and, lastly, the phenomenon of piracy.

As regards Italy and the much debated monopoly of SIAE, it cannot be left unsaid that the Directive, in actual terms, does not affect the monopoly. It is only Italy which can abrogate article 180 of Copyright law and put an end to the monopoly of SIAE.

Therefore even after the approval of the Directive, the monopoly regime in which SIAE operates is still to be considered intact.

At the most, authors wishing to avoid adherence to SIAE can, on the basis of the terms of the Directive, turn to other Authors’ societies of other Member States operating also in Italy.

 

Cause di ineleggibilità e decadenza del sindaco professionista in uno studio associato
Ai sensi dell’art. 2399, lett. c), c.c. è ineleggibile, e se eletto decade dall’ufficio, il sindaco che intrattiene con la società o sue controllate rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l’indipendenza. Ci si interroga se il caso in cui il sindaco sia parte di uno studio associato che presta attività di consulenza alla medesima società integri l’ipotesi prevista dalla legge. Sebbene il quesito sia risolto tendenzialmente in senso affermativo, permangono tuttavia dubbi circa i criteri adottati dalla Corte di Cassazione al fine di determinare i casi in cui, concretamente, l’indipendenza del sindaco possa dirsi compromessa.

La portata della delega gestoria nelle s.r.l.: contenuto e limiti
La Suprema Corte, con sentenza n. 25085 del 7 dicembre 2016, ha riconosciuto la legittimità di una delega di gestione di carattere generale, da parte del consiglio di amministrazione a favore di singoli consiglieri delegati con esercizio disgiunto dei poteri, nella misura in cui la stessa non sia diretta ad escludere l’esercizio di un concorrente potere di gestione da parte dell’organo collegiale amministrativo.

Trattamento di dati per finalità di marketing: la tutela delle persone giuridiche
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali, con provvedimento n. 4 del 12 gennaio 2017, ha precisato la disciplina relativa al trattamento di dati personali per finalità di marketing, dichiarando illegittimo sia  il trattamento di dati raccolti per il tramite di moduli presenti all’interno dei siti internet delle società sia il trattamento di dati (i.e. le utenze telefoniche) autonomamente reperiti sul web.

La responsabilità amministrativa degli enti ex d.lgs. n. 231/2001 all’interno dei gruppi di imprese
È ammissibile una responsabilità, ai sensi del d.lgs. n. 231 del 2001, della società capogruppo per reati commessi nell’ambito delle attività svolte dalle società da essa controllate a condizione che a) il soggetto che agisce per conto della holding concorra con il soggetto che commette il reato per  conto  della persona giuridica controllata; e che b) possa ritenersi che la holding abbia ricevuto un concreto vantaggio o perseguito un effettivo interesse a mezzo del reato commesso nell’ambito dell’attività svolta dalla società controllata.

Considerazioni in merito alla rinunciabilità dell’effetto risolutorio della diffida ad adempiere
La sentenza della Corte di Cassazione, sez. II, n. 4205 del 3 marzo 2016 offre l’opportunità per dare brevemente conto delle diverse posizioni di giurisprudenza e dottrina in materia di rinunciabilità dell’effetto risolutorio della diffida ad adempiere.

La responsabilità degli amministratori non operativi e il dovere di agire in modo informato
La responsabilità degli amministratori privi di deleghe operative, alla luce della sentenza della Corte di Cassazione Civile, Sez. I, 31 agosto 2016, n. 17441 in commento, non può discendere da una generica condotta di omessa vigilanza – tale da essere identificata nei fatti come una responsabilità oggettiva – ma deve essere ricondotta alla violazione del dovere di agire informati, sia sulla base delle informazioni che devono essere rilasciate da parte degli amministratori operativi, sia sulla base delle informazioni che gli amministratori non operativi possono acquisire di propria iniziativa. L’individuazione dei presupposti della responsabilità degli amministratori deleganti si inquadra, pertanto, in un discorso che valorizza la differenziazione dei doveri imposti agli amministratori delegati e quelli tipici degli amministratori non esecutivi.

 

Patti parasociali di rinuncia preventiva all’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori
Con sentenza 28 settembre 2015, n. 19193, la sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Roma, nell’affrontare il tema della rinuncia pattizia all’azione di responsabilità verso gli amministratori di una società, ha affermato la validità delle clausole dei patti parasociali, con le quali i soci “entranti” si impegnano a non esercitare l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori “uscenti” o comunque a non votare favorevolmente in assemblea.

La Suprema Corte cambia orientamento: invalido il contratto bancario e finanziario firmato dal solo cliente
La Suprema Corte torna sulla questione della validità dei contratti c.d. monofirma, ossia della copia del contratti bancari e finanziari conservati negli archivi della banca recanti la sola sottoscrizione del cliente e privi invece della firma dell’istituto di credito, affermando che detti contratti sono nulli e, come tali, inopponibili al correntista.

Acquisto di quote di s.n.c.: l’errore sul valore della partecipazione può essere fondatamente dedotto come errore essenziale?
Il Tribunale di Milano ha affermato che di regola – anche con riferimento alle compravendite di quote di s.n.c. – l’accoglimento della domanda di annullamento del contratto per errore essenziale non può prescindere dall’esistenza nel contratto di una esplicita garanzia circa il valore del patrimonio e la qualità dei beni della società (garanzia che nella concreta fattispecie, a giudizio del Tribunale, mancava). 

Le nuova disciplina del giudizio davanti alla Corte di cassazione (D.L. 168/2016, convertito dalla L. 197/2016)
Con un nuovo intervento di fine estate, il legislatore è intervenuto ancora una volta in via d’urgenza sulla disciplina del codice di procedura civile, in particolare sulla disciplina del giudizio davanti alla Corte di cassazione: il 31 agosto 2016 è stato infatti pubblicato il decreto legge 168/2016, recante “Misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di cassazione e per l’efficienza degli uffici giudiziari” (“D.L. 168/2016”).

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sulla qualificazione e l’impugnazione del lodo non definitivo e del lodo parziale
Lodo che decide parzialmente il merito della controversia, immediatamente impugnabile a norma dell’art. 827 c.p.c., comma 3, è sia quello di condanna generica ex art. 278 c.p.c. sia quello che decide una o alcune delle domande proposte senza definire l’intero giudizio, non essendo immediatamente impugnabili i lodi che decidono questioni pregiudiziali o preliminari.

Europe Must Go On 

The 60th anniversary of the Treaty of Rome sees the EU much changed from its early origins. We have moved from an economic community to a Union based on civil and human rights and the values common to the peoples of Europe. It has been, and is, a great success.

However it is clear that the Union is not without its troubles on this important anniversary. The Brexit negotiations are about to start. There are nationalist and decentralizing tendencies in many Member States and important elections in Germany and France. There are real problems of immigration and the absence of, or the uneven distribution of, economic growth.

These problems should not daunt us. Our fathers in the integration process faced greater problems. They sought to make peace and to make an institution to guarantee peace from the ashes of the most destructive of European wars.

What we must do is face up to our problems and resolve them. We have great shoulders to stand on. We have been given the evolving EU treaties, the Single Market, a strong Court of Justice in Luxembourg, good competition law, the rights of citizens, in other words a strong legal framework.

This is no time for faintheartedness. We must move on with courage and ensure that the Union is with us for more than another 60 years.

 

In questo numero, analizziamo una pronuncia del Consiglio di Stato secondo la quale non sarebbe necessaria la pubblicazione sulla Gazzetta UE dell’istanza di proroga di una concessione portuale. I terzi eventualmente interessati a presentare offerte concorrenti sarebbero garantiti, infatti, dalla possibilità di potersi preventivamente informare circa la scadenza della concessione e dalla istruttoria della Autorità Portuale (oggi Autorità di Sistema Portuale), che dovrà rispettare il principio dell’affidamento al soggetto che offre le «maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione».

Approfondiamo poi le differenze nel diritto italiano tra un contratto di trasporto e un contratto di appalto avente ad oggetto l’esecuzione di trasporti. È importante qualificare correttamente il tipo di rapporto e qui spieghiamo il perché.

Passiamo, poi, ad esaminare due recenti sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali. La prima decisione riguarda le possibili modalità di assentimento delle concessioni demaniali marittime. La seconda statuisce l’applicabilità del Codice dei Contratti Pubblici anche alla gestione degli interporti con le inevitabili conseguenze che brevemente ricordiamo.

Alla luce della prossima entrata in vigore della Convenzione IMO per il controllo e la gestione delle acque di zavorra, esaminiamo le prevedibili ripercussioni per il settore armatoriale. Uno dei problemi più rilevanti consiste nel fatto che, ad oggi, mancano chiare indicazioni di come rendere le navi compliant rispetto alla nuova normativa. Vi sono, poi, Stati che hanno normative più stringenti rispetto alla Convenzione IMO. Il rischio è quindi quello di investire in apparecchiature che potrebbero non essere ritenute idonee.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ci consente di fare un breve punto sul tema del mancato pagamento di un premio assicurativo e la conseguente sospensione della garanzia. La Suprema Corte, in particolare, afferma la sussistenza della copertura assicurativa qualora il sinistro si verifichi entro il «periodo di tolleranza», a prescindere dal pagamento della successiva rata di premio.

In materia aeroportuale, la Suprema Corte ha aperto le porte alla possibile configurazione di nuovi profili di responsabilità in capo all’ENAC, l’ente che sovraintende alla attività aereoportuale e della navigazione aerea in Italia, nel caso di inadeguata manutenzione della pista che abbia creato danno ad un aeromobile.

Infine, concludiamo con la consueta rassegna delle notizie dal mondo del lavoro marittimo e portuale. La notizia di maggior rilievo è il rinnovo, in Italia, del contratto collettivo nazionale dei dirigenti delle Agenzie Maritime, che ha portato un miglioramento della situazione corrente.

Ringraziamo i nostri colleghi dell’ufficio di Bruxelles per il loro consueto aggiornamento sulle azioni più significative delle istituzioni dell’UE adottate in materia di trasporti e di commercio intenzionale.

Troverete, infine, un primo elenco dei prossimi eventi previsti nelle nostre sedi di Milano e di Roma, oltre al consueto update sulle attività dello Studio nel bimestre passato.

Per la Cassazione non è fattibile il concordato se il piano non specifica le modalità di attuazione
La Corte di Cassazione (n. 4915 del 27 febbraio 2017) ha ribadito che il Tribunale può sindacare la «causa concreta» del concordato preventivo, interpretando in senso estensivo il criterio della assoluta, manifesta inettitudine del piano del debitore a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Spettano ai creditori tutte le risorse generate dalla prosecuzione dell’attività nel concordato con continuità aziendale ?

Il Tribunale di Firenze (2 novembre 2016) ha confermato che il debitore può conservare parte dell’attivo, in un’ottica di favore verso il risanamento dell’impresa ed in deroga ai principi della responsabilità patrimoniale.

Cram down ex art. 182-septies l.fall. se l’accordo è conveniente per la banca rispetto al fallimento

 La recente decisione del Tribunale di Padova (31 dicembre 2016) viene messa a raffronto con i pochi precedenti editi in tema di estensione degli effetti degli accordi di ristrutturazione dei debiti a creditori finanziari non aderenti.

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