Diritto delle Assicurazioni

Invaluable for explaining Italian legal issues to clients who are more familiar with English law.
Chambers Europe

La complessità ed i molteplici campi di applicazione del diritto assicurativo necessitano di specifiche competenze ed elevata specializzazione.
Nctm offre la propria consolidata esperienza a società italiane ed estere di assicurazione e riassicurazione, assistendole in tutte le fasi dell’attività di impresa: dalla creazione e sviluppo di nuovi prodotti alla gestione dei claim, agli aspetti regolamentari, alle operazioni straordinarie, fusioni ed acquisizioni.

Questi i principali servizi offerti dallo Studio:

  • assistenza nella preparazione e/o revisione dei testi di polizza;
  • assistenza nell’ideazione e predisposizione di coperture innovative e nell’analisi dei relativi rischi;
  • analisi di operatività della copertura e reporting;
  • assistenza nell’ambito di controversie giudiziarie o arbitrali;
  • gestione dei claim;
  • azioni surrogatorie e recuperatorie;
  • costituzione di società svolgenti attività assicurativa, riassicurativa o di intermediazione;
  • rapporti con le Autorità di vigilanza;
  • normativa regolamentare, compliance e procedimenti autorizzativi;
  • M&A, accordi di joint venture e accordi di bancassurance;
  • risk management e risk assessment;
  • rapporti con brokers,  agenti ed altri intermediari.
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16/03/2017

The UK is nothing if not pragmatic. The pragmatism has sometime been referred to as perfidiousness: perfidious Albion. What is sure is that the UK will approach the divorce with the EU in a very pragmatic fashion. It will seek to develop bi-lateral relations with its direct trading partners. It will seek to revive the trade pre erences in the Commonwealth. It will seek independent influence in all international bodies.

16/05/2016

La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, con sentenza n. 9140 depositata il 6 maggio 2016, si e’ pronunciata con riguardo alla validità della clausola “claims made”, enunciando il seguente principio di diritto: “nel contratto di assicurazione della responsabilità civile la clausola che subordina l’operatività della copertura alla circostanza che tanto il fatto illecito quanto la richiesta risarcitoria intervengano entro il periodo di efficacia del contratto o, comunque, entro determinati periodi di tempo preventivamente individuati (cd. clausola claims made mista o impura) non è vessatoria; essa, in presenza di determinate condizioni, può tuttavia essere dichiarata nulla per difetto di meritevolezza ovvero, laddove sia applicabile la disciplina di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, per il fatto di determinare, a carico del consumatore, un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto; la relativa valutazione, da effettuarsi dal giudice di merito, è incensurabile in sede di legittimità; ove congruamente motivata”.

È necessario premettere che le Sezioni Unite, in linea con precedenti pronunce , hanno suddiviso le clausole “claims made” in due macro-categorie: una relativa alle clausole c.d. “pure” ed una relativa alle clausole cd. “miste” o “impure”. Le prime sono destinate alla manleva delle richieste di risarcimento ricevute dall’assicurato per la prima volta durante il periodo di decorrenza della polizza indipendentemente dalla data di commissione del fatto illecito. Le seconde, invece, prevedono l’operatività della copertura assicurativa quando la richiesta di risarcimento sia ricevuta dall’assicurato per la prima volta durante il periodo di decorrenza della polizza, a condizione che i relativi comportamenti colposi dell’assicurato siano intervenuti anch’essi  durante il periodo di decorrenza della polizza, o in un limitato periodo di tempo immediatamente precedente la data di inizio di decorrenza della polizza (c.d. periodo di “retroattivita’”).

La Suprema Corte, con la pronuncia a Sezioni Unite, quindi, in adesione al proprio precedente orientamento (cfr. Cass. 7273/2013 e 3622/2014), ha riconosciuto la possibilità di derogare – attraverso la pattuizione claims made, al disposto dell’art. 1917, I comma, c.c. (il quale prevede che “l’assicuratore è obbligato a tenere indenne l’assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dell’assicurazione, deve pagare a un terzo, in dipendenza della responsabilità dedotta nel contratto”) ed ha quindi affermato la piena validità della clausola claims made, superando definitivamente un orientamento della giurisprudenza di merito che riteneva la clausola stessa invalida per violazione dell’art. 1917, dell’art. 2965, ovvero degli artt. 2965, 2932 e 2935 del Codice Civile (cfr. Tribunale di Genova, 8 aprile 2008; Tribunale di Roma sez. XIII, 1 marzo 2006; Tribunale Bologna, 2.10.2002).

Accanto al profilo della validità della clausola claims made, la Suprema Corte ha affrontato anche  il tema della sua “vessatorietà”, affermando – diversamente da quanto statuito da buona parte della recente giurisprudenza – che la clausola claims made (inclusa quella “mista”)  non possa ritenersi vessatoria.

Per contro, ad avviso della Suprema Corte, la clausola claims made “mista” deve essere scrutinata sotto il profilo della meritevolezza e potrà essere dichiarata nulla ove tale valutazione risultasse essere negativa.

Sul punto, le Sezioni Unite hanno precisato che “la prospettazione dell’immeritevolezza è, in via di principio, infondata con riferimento alle clausole c.d. pure, che non prevedendo limitazioni temporali alla loro retroattività, svalutano del tutto la rilevanza dell’epoca di commissione del fatto illecito mentre l’esito dello scrutinio è più problematico con riferimento alle clausole cd. impure”. La Cassazione non ha fornito delle direttive precise con riguardo agli indici  idonei a dare concretezza al concetto di “immeritevolezza”, ma si è limitata a dichiarare che “qualsivoglia indagine sulla meritevolezza deve essere condotta in concreto, con riferimento, cioè, alla fattispecie negoziale di volta in volta alla valutazione dell’interprete”.

Inoltre la Suprema Corte, approfondendo la questione riguardante gli effetti della dedotta nullità, afferma che, nel caso di accertata immeritevolezza della clausola cd. “impura”, si dovrà applicare lo schema legale del contratto di assicurazione della responsabilità civile, e cioè della formula loss occurrence. Tale applicazione sarebbe consentita, secondo le Sezioni Unite, dalla previsione di cui all’art. 1419, II comma, c.c. e dal precetto dettato dall’art. 2 della Costituzione “che consente al giudice di intervenire anche in senso modificativo o integrativo sullo statuto negoziale, qualora ciò sia necessario per garantire l’equo contemperamento degli interessi delle parti e prevenire o reprimere l’abuso del diritto”. Quindi, la nullità della clausola cd. “mista” non rende il contratto nullo (come in precedenza sostenuto dalla Corte d’Appello di Roma con sentenza n. 312 del 18 gennaio 2012), ma si limita a trasformare lo schema assicurativo in loss occurrence.

Da ultimo, va ricordato il punto di vista esposto dalla Suprema Corte con riferimento all’impatto della clausola claims made con riguardo all’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile connessa all’esercizio della propria attività professionale. Infatti, argomenta la Suprema Corte,. l’art. 3, comma 5, del D.L. 138 del 2011 prevede l’obbligo per i professionisti di stipulare “idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale”. A riguardo, prosegue la sentenza, “il giudizio di idoneità della polizza difficilmente potrà avere esito positivo in presenza di una clausola claims made, la quale, comunque articolata, espone il garantito a buchi di copertura”.”

Europe Must Go On 

The 60th anniversary of the Treaty of Rome sees the EU much changed from its early origins. We have moved from an economic community to a Union based on civil and human rights and the values common to the peoples of Europe. It has been, and is, a great success.

However it is clear that the Union is not without its troubles on this important anniversary. The Brexit negotiations are about to start. There are nationalist and decentralizing tendencies in many Member States and important elections in Germany and France. There are real problems of immigration and the absence of, or the uneven distribution of, economic growth.

These problems should not daunt us. Our fathers in the integration process faced greater problems. They sought to make peace and to make an institution to guarantee peace from the ashes of the most destructive of European wars.

What we must do is face up to our problems and resolve them. We have great shoulders to stand on. We have been given the evolving EU treaties, the Single Market, a strong Court of Justice in Luxembourg, good competition law, the rights of citizens, in other words a strong legal framework.

This is no time for faintheartedness. We must move on with courage and ensure that the Union is with us for more than another 60 years.

 

In questo numero, analizziamo una pronuncia del Consiglio di Stato secondo la quale non sarebbe necessaria la pubblicazione sulla Gazzetta UE dell’istanza di proroga di una concessione portuale. I terzi eventualmente interessati a presentare offerte concorrenti sarebbero garantiti, infatti, dalla possibilità di potersi preventivamente informare circa la scadenza della concessione e dalla istruttoria della Autorità Portuale (oggi Autorità di Sistema Portuale), che dovrà rispettare il principio dell’affidamento al soggetto che offre le «maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione».

Approfondiamo poi le differenze nel diritto italiano tra un contratto di trasporto e un contratto di appalto avente ad oggetto l’esecuzione di trasporti. È importante qualificare correttamente il tipo di rapporto e qui spieghiamo il perché.

Passiamo, poi, ad esaminare due recenti sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali. La prima decisione riguarda le possibili modalità di assentimento delle concessioni demaniali marittime. La seconda statuisce l’applicabilità del Codice dei Contratti Pubblici anche alla gestione degli interporti con le inevitabili conseguenze che brevemente ricordiamo.

Alla luce della prossima entrata in vigore della Convenzione IMO per il controllo e la gestione delle acque di zavorra, esaminiamo le prevedibili ripercussioni per il settore armatoriale. Uno dei problemi più rilevanti consiste nel fatto che, ad oggi, mancano chiare indicazioni di come rendere le navi compliant rispetto alla nuova normativa. Vi sono, poi, Stati che hanno normative più stringenti rispetto alla Convenzione IMO. Il rischio è quindi quello di investire in apparecchiature che potrebbero non essere ritenute idonee.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ci consente di fare un breve punto sul tema del mancato pagamento di un premio assicurativo e la conseguente sospensione della garanzia. La Suprema Corte, in particolare, afferma la sussistenza della copertura assicurativa qualora il sinistro si verifichi entro il «periodo di tolleranza», a prescindere dal pagamento della successiva rata di premio.

In materia aeroportuale, la Suprema Corte ha aperto le porte alla possibile configurazione di nuovi profili di responsabilità in capo all’ENAC, l’ente che sovraintende alla attività aereoportuale e della navigazione aerea in Italia, nel caso di inadeguata manutenzione della pista che abbia creato danno ad un aeromobile.

Infine, concludiamo con la consueta rassegna delle notizie dal mondo del lavoro marittimo e portuale. La notizia di maggior rilievo è il rinnovo, in Italia, del contratto collettivo nazionale dei dirigenti delle Agenzie Maritime, che ha portato un miglioramento della situazione corrente.

Ringraziamo i nostri colleghi dell’ufficio di Bruxelles per il loro consueto aggiornamento sulle azioni più significative delle istituzioni dell’UE adottate in materia di trasporti e di commercio intenzionale.

Troverete, infine, un primo elenco dei prossimi eventi previsti nelle nostre sedi di Milano e di Roma, oltre al consueto update sulle attività dello Studio nel bimestre passato.

Per la Cassazione non è fattibile il concordato se il piano non specifica le modalità di attuazione
La Corte di Cassazione (n. 4915 del 27 febbraio 2017) ha ribadito che il Tribunale può sindacare la «causa concreta» del concordato preventivo, interpretando in senso estensivo il criterio della assoluta, manifesta inettitudine del piano del debitore a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Spettano ai creditori tutte le risorse generate dalla prosecuzione dell’attività nel concordato con continuità aziendale ?

Il Tribunale di Firenze (2 novembre 2016) ha confermato che il debitore può conservare parte dell’attivo, in un’ottica di favore verso il risanamento dell’impresa ed in deroga ai principi della responsabilità patrimoniale.

Cram down ex art. 182-septies l.fall. se l’accordo è conveniente per la banca rispetto al fallimento

 La recente decisione del Tribunale di Padova (31 dicembre 2016) viene messa a raffronto con i pochi precedenti editi in tema di estensione degli effetti degli accordi di ristrutturazione dei debiti a creditori finanziari non aderenti.

Trade features significantly in this first edition of Across the EUniverse for the year 2017. It cannot be otherwise. US President Trump has said that he will change US trade policy building barriers to market access and forcing US companies to manufacture at home. China President Xi has said that China promotes barrier free trade so long as the barriers are in third countries (not in China). The EU is in the process of reforming its trade defence instruments and digesting how a post Brexit world will look.

This change in trade is evidence of wider change that is taking place around us and which is likely to continue into 2017. There will be federal elections in Germany and national elections in France. If Italy gets to change its electoral law there may well be an election in Italy. Will the forces that backed President Trump in the US win in the EU as well. The country most likely to change is the Netherlands, once a bastion of openness but now toying with the idea of giving the most votes to an anti-Islam party.

In this issue we look at the legal debate concerning an Italian exit from the Euro; a comparison between Trump and Xi approach on the concept of trade; some consequences of the excessive length of court proceeding; we also examine the advantages of the new italian “rent to buy” agreement; as well as the Multilateral Investment Court; an overview of the service sector; a further examination of the trade consequences of Brexit and finally the advantages or disadvantages of enhancing the bilateral framework between EU and US in the field of energy.

As we settle into 2017 the drama of Brexit and Trump seem to have eased somewhat. While the drama might have lifted it doesn’t mean that the complexities that these two phenomena have introduced and are introducing into the practice of law have gone away. In fact, the more we reflect on what needs to be done to achieve Brexit the less clear the situation is. This week President Trump will outline what he means by the Wall and taxes on imports of goods. From a WTO law point of view it can only be disruptive and even destructive. The drama might have gone but the work is only beginning. In this issue we have a range of contributions covering how the Russian constitutional court has reacted to the European Court of Human Rights rulings in favour of the owners of Yukos, the OECD’s review of its own bribery rules, the EU’s new proposed ePrivacy Regulation, how the European Court of Auditors confirms our understanding of the responsibilities and obligations of Port Authorities in relation to concessionaires. We explain the new Italian Save the Banks decree and show how the EU Commission has a strong role in every step of the process and look at how the Commission proposes disciplining insurance distribution agents.

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