Diritto Tributario

The lawyers are technically strong, always make themselves available and are very good at responding to our needs
Chambers Europe
This fast-growing firm has a strong tax team to support its busy workload in corporate, M&A, banking and finance. The team is recognised for its commercial sensibilities and a practical, hands-on approach. Tax litigation has been a busy area for the team of late, including contentious matters relating to transfer pricing. Sources say: “These lawyers are helpful, practical and hands-on: we’re very happy with them.
Chambers Europe

Il team di fiscalisti di Nctm ha una consolidata reputazione sul mercato ed è in grado di soddisfare le diverse esigenze della clientela nazionale ed internazionale.
Offre assistenza in materia tributaria sia in ambito domestico che cross-border, specie in relazione ad operazioni straordinarie e di pianificazione fiscale, continuando ad assistere la propria clientela anche nelle attività day-by-day o nelle più complesse aree del contenzioso fiscale.

Le aree specialistiche sono:

  • fiscalità diretta nazionale e internazionale;
  • transfer pricing;
  • IVA;
  • contenzioso tributario;
  • assistenza fiscale in operazioni di M&A e private equity;
  • due diligence;
  • pianificazione fiscale internazionale;
  • trust ed estate planning;
  • aspetti fiscali e previdenziali inerenti la compensation dei dipendenti ed amministratori;
  • pianificazione IVA e doganale, e delle strutture di distribuzione;
  • tax ruling;
  • ottimizzazione fiscale di prodotti finanziari, finanziamenti strutturati e strumenti ibridi.
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10/01/2017
Il Sole 24 Ore

La finanza islamica, rappresenta un modo di intendere l’economia e gli investimenti che in futuro avrà più rilevanza.

16/05/2017

On April 24th, 2017, the Italian Government enacted the Law Decree n. 50/2017 that introduces a new

tax regime applicable to “carried interest”, i.e. the share to the profit of an investment earned by managers of undertaking for collective investments and more generally by employees/directors of companies.

The new rules provide that the income realized by managers/employees in relation to carried interest embedded into units of undertaking for collective investments (“UCIs”) or shares/financial instruments of companies qualifies as financial income (in principle subject to 26% substitute tax).

The new regime applies to carried interests deriving from the participation to companies, entities or UCIs resident or established in the Italian territory or in States that allow an adequate exchange of information.

Conditions of applicability
In particular, the carried interest regime applies to the income deriving from the direct or indirect participation in companies and UCIs, earned by employees and directors of such companies/UCIs (or of any other entity controlling such companies or managing the UCIs) and relating to units, shares and other financial instruments embedding economic returns higher than the ordinary ones (the “Preferred Financial Instruments“), provided that the following conditions are met:

  1. the actual commitment in the UCI of all the employees/directors entitled to the carry interest is equal, at least, to (i) 1% of the overall investment carried out by the UCI or (ii) 1% of the net equity value of companies or other entities issuing the Preferred Financial Instruments. The 1% minimum commitment is determined by computing also the amount invested in ordinary units or shares (i.e. financial instruments having the same economic rights of all the other investors/shareholders), as well as the amount, if any, taxed as employment income in the hands of the employees/directors upon subscription of the shares or quotas (or that would have been taxed in Italy if the employees/managers had been Italian tax residents);
  2. the carried interest, i.e. the higher return embedded in the Preferred Financial Instruments, is paid to employees/directors only   after   the    repayment    of    the    invested    capital    contributed    by    all    the investors/shareholders plus the agreed-upon minimum yield of return (“hurdle rate”) provided for by  the by-laws or the internal rules of the UCI. In case of change of control, the carried interest accrues upon the condition that the other investors/shareholders realize a consideration for the sale at least equal to the invested capital plus the hurdle rate;
  3. the Preferred Financial Instruments are held by the employees/directors (or, in case of death, by their heirs) for a period of at least 5 years, or until the date of change of control (that should also include the liquidation event) or substitution of the management company if such events occur prior than the five-years period.

Entry into force
The new provisions apply to the income from the Preferred Financial Instruments received from the date of   entry into force of the Law Decree. The Law Decree has entered into force on April 24 2017 and it must be converted into law within 60 days (i.e. within June 23rd, 2017), otherwise it will decay. At the moment, the Decree is under examination at the Parliament, which can amend or abolish, during the conversion procedure, the current version of the new provisions.

For any other information or clarification about the new tax regime do not hesitate to contact Barbara Aloisi b.aloisi@nctm.it or Andrea Mantellini a.mantellini@nctm.it

15/03/2017

Lo scorso 8 marzo 2017, l’Agenzia delle Entrate ha emanato il provvedimento attuativo n. 47060 del regime dei neo domiciliati, previsto dall’art. 24-bis del t.u.i.r., introdotto dalla legge di bilancio 2017.

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre dichiarato che verrà pubblicata a breve una circolare esplicativa con la quale verranno forniti i necessari chiarimenti sul funzionamento del nuovo regime.

L’art. 24-bis t.u.i.r prevede un’agevolazione su base opzionale per i neo residenti attraverso la tassazione forfettaria di 100.000 euro annui per tutti i redditi di fonte estera. Possono godere dell’agevolazione i soggetti che non siano stati residenti in Italia per almeno nove periodi di imposta sui dieci che precedono l’inizio della validità dell’opzione.

Il provvedimento ha ad oggetto le modalità con cui esercitare l’opzione per il nuovo regime.

Viene chiarito che l’opzione si perfeziona con la presentazione della dichiarazione riferita al periodo di imposta in cui la persona fisica ha trasferito la propria residenza fiscale in Italia, o nella dichiarazione riferita al periodo di imposta successivo. Nella dichiarazione si dovranno fornire una serie di dati quali l’attestazione dello status di non residente per almeno nove periodi di imposta sugli ultimi dieci, la giurisdizione della precedente residenza fiscale prima dell’esercizio dell’opzione, nonché gli Stati esteri per i quali non si intende usufruire delle agevolazioni previste dal neo regime.

L’opzione per il periodo di imposta 2017, dovrà quindi essere esercitata entro il 30 settembre 2018.

Fermo restando il soddisfacimento dei requisiti, il provvedimento ha inoltre confermato l’applicabilità dell’agevolazione anche ai cittadini italiani che in passato si erano traferiti in Stati o territori a fiscalità privilegiata e per i quali vige la presunzione ex art. 2, comma 2-bis, t.u.i.r.

La novità di maggior rilievo prevista dal provvedimento consiste nella facoltatività dell’interpello per l’ammissibilità al beneficio.

In altre parole la sussistenza delle condizioni per accedere all’agevolazione viene rimessa alla valutazione individuale del soggetto, il quale può decidere di presentare interpello o meno, fermo restando che l’opzione si perfeziona con la presentazione della dichiarazione.

L’istanza può essere inoltrata all’Agenzia anche prima della ricorrenza dei requisiti della residenza ai sensi dell’art. 2 del t.u.i.r.

Posta la complessità e la delicatezza della materia, onde evitare di incorrere in errori valutativi da cui possono derivare conseguenze sfavorevoli, dovrà essere valutata caso per caso l’opportunità di presentare comunque interpello all’Agenzia delle Entrate e, in ogni caso, farsi assistere da un professionista di fiducia.

 

 

15/03/2017

Lo scorso 8 marzo 2017, l’Agenzia delle Entrate ha emanato il provvedimento attuativo n. 47060 del regime dei neo domiciliati, previsto dall’art. 24-bis del t.u.i.r., introdotto dalla legge di bilancio 2017.

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre dichiarato che verrà pubblicata a breve una circolare esplicativa con la quale verranno forniti i necessari chiarimenti sul funzionamento del nuovo regime.

L’art. 24-bis t.u.i.r prevede un’agevolazione su base opzionale per i neo residenti attraverso la tassazione forfettaria di 100.000 euro annui per tutti i redditi di fonte estera. Possono godere dell’agevolazione i soggetti che non siano stati residenti in Italia per almeno nove periodi di imposta sui dieci che precedono l’inizio della validità dell’opzione.

Il provvedimento ha ad oggetto le modalità con cui esercitare l’opzione per il nuovo regime.

Viene chiarito che l’opzione si perfeziona con la presentazione della dichiarazione riferita al periodo di imposta in cui la persona fisica ha trasferito la propria residenza fiscale in Italia, o nella dichiarazione riferita al periodo di imposta successivo. Nella dichiarazione si dovranno fornire una serie di dati quali l’attestazione dello status di non residente per almeno nove periodi di imposta sugli ultimi dieci, la giurisdizione della precedente residenza fiscale prima dell’esercizio dell’opzione, nonché gli Stati esteri per i quali non si intende usufruire delle agevolazioni previste dal neo regime.

L’opzione per il periodo di imposta 2017, dovrà quindi essere esercitata entro il 30 settembre 2018.

Fermo restando il soddisfacimento dei requisiti, il provvedimento ha inoltre confermato l’applicabilità dell’agevolazione anche ai cittadini italiani che in passato si erano traferiti in Stati o territori a fiscalità privilegiata e per i quali vige la presunzione ex art. 2, comma 2-bis, t.u.i.r.

La novità di maggior rilievo prevista dal provvedimento consiste nella facoltatività dell’interpello per l’ammissibilità al beneficio.

In altre parole la sussistenza delle condizioni per accedere all’agevolazione viene rimessa alla valutazione individuale del soggetto, il quale può decidere di presentare interpello o meno, fermo restando che l’opzione si perfeziona con la presentazione della dichiarazione.

L’istanza può essere inoltrata all’Agenzia anche prima della ricorrenza dei requisiti della residenza ai sensi dell’art. 2 del t.u.i.r.

Posta la complessità e la delicatezza della materia, onde evitare di incorrere in errori valutativi da cui possono derivare conseguenze sfavorevoli, dovrà essere valutata caso per caso l’opportunità di presentare comunque interpello all’Agenzia delle Entrate e, in ogni caso, farsi assistere da un professionista di fiducia.

19/01/2017

Potential implications on the taxation of Italy-UK relations

The United Kingdom decided to leave the European Union. The “leave” vote does not imply the immediate exit from the EU since it is required for the UK to invoke article 50 of the Lisbon Treaty. Negotiations between the UK and the EU would further define the exact terms and conditions of the exit of the UK from the EU (i.e. the UK joining the European Economic Area “EEA” – as Norway, Iceland and Liechtenstein – and/or the UK joining the customs union). The results of the negotiations between the UK and the EU would significantly impact on the concrete consequences of Brexit on the taxation of Italy-UK relations.

We analyse the main potential tax implications of Brexit and the treatment of the next Italy-UK relations focusing on the following topics: withholding taxes applicable on financial flows between Italy and UK; taxation of the M&A transactions, Impact on indirect taxation (VAT and customs) and other, including specific tax regimes and dispute resolution mechanisms.

Withholding taxes

The EU adopted some Directives aimed at removing double taxation in case of group of companies operating across different Member States.

More specifically, the Parent-Subsidiary Directive eliminates withholding tax on dividends paid between associated companies located in different Member States, as well as the Interest and Royalties Directive eliminates withholding taxes on interest and royalty payments between associated companies located in different Member States.

If the above mentioned Directives will no longer be applicable and no similar agreements will be negotiated between UK and the EU, double taxation would arise on dividend payments – as well as on interests and royalties payments – between an Italian parent company and a UK subsidiary or vice versa.

As a consequence, in case of payment of dividend, interest or royalties from Italy to the UK, Italian withholding taxes will apply at domestic rates (respectively 26% withholding on dividend/interest, 30% on royalties).

On the basis of the Double Tax Treaty (hereinafter, the “DTT”) currently in place between Italy and UK, the withholding taxes applicable on payments between associated companies would instead be the following:

  • Dividends: according to Article 10 of the Italy-UK DTT, the withholding tax on dividends can not exceed 5% in case the beneficial owner of the dividends holds at least 10% of the voting rights of the entity paying the dividends. In the other cases, the withholding tax can not exceed 15%;
  • Interests: according to Article 11 of the Italy-UK DTT, the withholding tax on interests can not exceed 10% in case the recipient is the beneficial owner of the interests;
  • Royalties: according to Article 12 of the Italy-UK DTT, the withholding tax on royalties can not exceed 8% in case the recipient is the beneficial owner of the royalties.

With specific reference to dividends, it is worth mentioning that the Italian domestic tax law provides for a 1.375% withholding tax on outbound dividends distributed to companies located in EU/EEA countries. Therefore, the circumstance that the UK would or not join the EEA would be extremely relevant to define the withholding tax applicable on dividends.

M&A transactions

Through the Merger Directive, the EU adopted a tax deferral mechanism aimed at removing tax obstacles to cross-border reorganizations involving associated companies situated in two or more different Member States. More specifically, the Merger Directive provides for the deferral of the taxes that could be charged on capital gains derived from the restructuring transactions. This mechanism ensures the tax neutrality of restructuring transactions by deferring the capital gain taxation until the assets transferred are effectively realized.

In case the tax deferral regime would no longer be applicable in UK as a result of Brexit, the capital gains deriving from the cross-border reorganizations involving UK would be immediately taxable.

Additionally, the tax treatment of the deferred capital gains would have to be further investigated upon Brexit since it can not be excluded that the tax deferral regime would be interrupted – even if the assets are not yet realized – also with regard to the cross-border reorganizations realized before Brexit.

Indirect taxation

As a consequence of Brexit, the UK would no longer be required to apply VAT Directives and Regulations. Therefore, the sale of goods between Italy and the UK would be no more considered as intra-EU transactions but as import/export. Also the VAT regime applicable to the provision of services would be strongly impacted by Brexit and specific regimes as the Mini One Stop Shop (the “MOSS” that applies to services provided via electronic means) would no more be applicable in the UK.

Additionally, Brexit may – depending on the effective negotiations between the UK and the EU – result in the exit of the UK from the customs union. Indeed, the UK could also remain in the customs union in accordance to a separate agreement to be stipulated with the EU as Turkey already did. In such a case, there would be no significant differences from the current customs discipline applicable to the trading of goods within the EU. On the contrary, customs – and duties where applicable – would be applicable on the trading of goods between the UK and the EU Member States.

Other considerations

Brexit would also impact on the applicability of specific Italian tax regimes and EU dispute resolution mechanisms that are applicable only to companies located in the EU Member States/EEA countries.

For instance, the “horizontal fiscal unit regime” that has been recently introduced in the Italian tax law requires that the holding company is resident in a EU Member State or in an EEA country with which Italy has signed an exchange of information agreement. Consequently, assuming that the UK would leave EU without entering the EEA, Italian subsidiaries controlled by a UK entity would not be able to opt for the horizontal fiscal unit regime.

With regard to dispute resolution mechanisms, the EU Arbitral Convention establishes a procedure to resolve disputes where double taxation occurs between enterprises of different Member States as a result of an upward adjustment of profit for transfer pricing purposes of an enterprise of one Member State.

Similarly, most of the bilateral DTTs provide for a mutual agreement procedure (hereinafter, “MAP”) that – in accordance with Article 25 of the OECD Model Tax Convention – can be invoked by the taxpayer in case of transfer pricing adjustments in order to avoid double taxation.

Differently from the MAP, the EU Arbitral Convention imposes an obligation on the Member States to achieve a result eliminating the double taxation. Indeed, if no agreement is achieved between the Member States within two years, the case has to be analysed by an independent advisory body and Member States shall conform to the decision of the independent advisory body – or adopts a different agreement – in order to avoid double taxation.

Consequently, the exit of the UK from the EU would result in the inapplicability of the EU Arbitral Convention implying that double taxation arising from transfer pricing adjustments on intercompany transactions between Italy and the UK could be eliminated only through MAPs that, however, do not provide for a result obligation.

In light of the above, the results of the negotiations between the UK and the EU would significantly impact on the concrete consequences of Brexit on the taxation of Italy-UK relations.

 

The contents of this article is meant for informative purposes only and cannot be considered as professional advice.

For further information please contact Federico Trutalli federico.trutalli@nctm.it

Cause di ineleggibilità e decadenza del sindaco professionista in uno studio associato
Ai sensi dell’art. 2399, lett. c), c.c. è ineleggibile, e se eletto decade dall’ufficio, il sindaco che intrattiene con la società o sue controllate rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l’indipendenza. Ci si interroga se il caso in cui il sindaco sia parte di uno studio associato che presta attività di consulenza alla medesima società integri l’ipotesi prevista dalla legge. Sebbene il quesito sia risolto tendenzialmente in senso affermativo, permangono tuttavia dubbi circa i criteri adottati dalla Corte di Cassazione al fine di determinare i casi in cui, concretamente, l’indipendenza del sindaco possa dirsi compromessa.

La portata della delega gestoria nelle s.r.l.: contenuto e limiti
La Suprema Corte, con sentenza n. 25085 del 7 dicembre 2016, ha riconosciuto la legittimità di una delega di gestione di carattere generale, da parte del consiglio di amministrazione a favore di singoli consiglieri delegati con esercizio disgiunto dei poteri, nella misura in cui la stessa non sia diretta ad escludere l’esercizio di un concorrente potere di gestione da parte dell’organo collegiale amministrativo.

Trattamento di dati per finalità di marketing: la tutela delle persone giuridiche
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali, con provvedimento n. 4 del 12 gennaio 2017, ha precisato la disciplina relativa al trattamento di dati personali per finalità di marketing, dichiarando illegittimo sia  il trattamento di dati raccolti per il tramite di moduli presenti all’interno dei siti internet delle società sia il trattamento di dati (i.e. le utenze telefoniche) autonomamente reperiti sul web.

La responsabilità amministrativa degli enti ex d.lgs. n. 231/2001 all’interno dei gruppi di imprese
È ammissibile una responsabilità, ai sensi del d.lgs. n. 231 del 2001, della società capogruppo per reati commessi nell’ambito delle attività svolte dalle società da essa controllate a condizione che a) il soggetto che agisce per conto della holding concorra con il soggetto che commette il reato per  conto  della persona giuridica controllata; e che b) possa ritenersi che la holding abbia ricevuto un concreto vantaggio o perseguito un effettivo interesse a mezzo del reato commesso nell’ambito dell’attività svolta dalla società controllata.

Considerazioni in merito alla rinunciabilità dell’effetto risolutorio della diffida ad adempiere
La sentenza della Corte di Cassazione, sez. II, n. 4205 del 3 marzo 2016 offre l’opportunità per dare brevemente conto delle diverse posizioni di giurisprudenza e dottrina in materia di rinunciabilità dell’effetto risolutorio della diffida ad adempiere.

La responsabilità degli amministratori non operativi e il dovere di agire in modo informato
La responsabilità degli amministratori privi di deleghe operative, alla luce della sentenza della Corte di Cassazione Civile, Sez. I, 31 agosto 2016, n. 17441 in commento, non può discendere da una generica condotta di omessa vigilanza – tale da essere identificata nei fatti come una responsabilità oggettiva – ma deve essere ricondotta alla violazione del dovere di agire informati, sia sulla base delle informazioni che devono essere rilasciate da parte degli amministratori operativi, sia sulla base delle informazioni che gli amministratori non operativi possono acquisire di propria iniziativa. L’individuazione dei presupposti della responsabilità degli amministratori deleganti si inquadra, pertanto, in un discorso che valorizza la differenziazione dei doveri imposti agli amministratori delegati e quelli tipici degli amministratori non esecutivi.

 

Patti parasociali di rinuncia preventiva all’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori
Con sentenza 28 settembre 2015, n. 19193, la sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Roma, nell’affrontare il tema della rinuncia pattizia all’azione di responsabilità verso gli amministratori di una società, ha affermato la validità delle clausole dei patti parasociali, con le quali i soci “entranti” si impegnano a non esercitare l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori “uscenti” o comunque a non votare favorevolmente in assemblea.

La Suprema Corte cambia orientamento: invalido il contratto bancario e finanziario firmato dal solo cliente
La Suprema Corte torna sulla questione della validità dei contratti c.d. monofirma, ossia della copia del contratti bancari e finanziari conservati negli archivi della banca recanti la sola sottoscrizione del cliente e privi invece della firma dell’istituto di credito, affermando che detti contratti sono nulli e, come tali, inopponibili al correntista.

Acquisto di quote di s.n.c.: l’errore sul valore della partecipazione può essere fondatamente dedotto come errore essenziale?
Il Tribunale di Milano ha affermato che di regola – anche con riferimento alle compravendite di quote di s.n.c. – l’accoglimento della domanda di annullamento del contratto per errore essenziale non può prescindere dall’esistenza nel contratto di una esplicita garanzia circa il valore del patrimonio e la qualità dei beni della società (garanzia che nella concreta fattispecie, a giudizio del Tribunale, mancava). 

Le nuova disciplina del giudizio davanti alla Corte di cassazione (D.L. 168/2016, convertito dalla L. 197/2016)
Con un nuovo intervento di fine estate, il legislatore è intervenuto ancora una volta in via d’urgenza sulla disciplina del codice di procedura civile, in particolare sulla disciplina del giudizio davanti alla Corte di cassazione: il 31 agosto 2016 è stato infatti pubblicato il decreto legge 168/2016, recante “Misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di cassazione e per l’efficienza degli uffici giudiziari” (“D.L. 168/2016”).

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sulla qualificazione e l’impugnazione del lodo non definitivo e del lodo parziale
Lodo che decide parzialmente il merito della controversia, immediatamente impugnabile a norma dell’art. 827 c.p.c., comma 3, è sia quello di condanna generica ex art. 278 c.p.c. sia quello che decide una o alcune delle domande proposte senza definire l’intero giudizio, non essendo immediatamente impugnabili i lodi che decidono questioni pregiudiziali o preliminari.

Europe Must Go On 

The 60th anniversary of the Treaty of Rome sees the EU much changed from its early origins. We have moved from an economic community to a Union based on civil and human rights and the values common to the peoples of Europe. It has been, and is, a great success.

However it is clear that the Union is not without its troubles on this important anniversary. The Brexit negotiations are about to start. There are nationalist and decentralizing tendencies in many Member States and important elections in Germany and France. There are real problems of immigration and the absence of, or the uneven distribution of, economic growth.

These problems should not daunt us. Our fathers in the integration process faced greater problems. They sought to make peace and to make an institution to guarantee peace from the ashes of the most destructive of European wars.

What we must do is face up to our problems and resolve them. We have great shoulders to stand on. We have been given the evolving EU treaties, the Single Market, a strong Court of Justice in Luxembourg, good competition law, the rights of citizens, in other words a strong legal framework.

This is no time for faintheartedness. We must move on with courage and ensure that the Union is with us for more than another 60 years.

 

In questo numero, analizziamo una pronuncia del Consiglio di Stato secondo la quale non sarebbe necessaria la pubblicazione sulla Gazzetta UE dell’istanza di proroga di una concessione portuale. I terzi eventualmente interessati a presentare offerte concorrenti sarebbero garantiti, infatti, dalla possibilità di potersi preventivamente informare circa la scadenza della concessione e dalla istruttoria della Autorità Portuale (oggi Autorità di Sistema Portuale), che dovrà rispettare il principio dell’affidamento al soggetto che offre le «maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione».

Approfondiamo poi le differenze nel diritto italiano tra un contratto di trasporto e un contratto di appalto avente ad oggetto l’esecuzione di trasporti. È importante qualificare correttamente il tipo di rapporto e qui spieghiamo il perché.

Passiamo, poi, ad esaminare due recenti sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali. La prima decisione riguarda le possibili modalità di assentimento delle concessioni demaniali marittime. La seconda statuisce l’applicabilità del Codice dei Contratti Pubblici anche alla gestione degli interporti con le inevitabili conseguenze che brevemente ricordiamo.

Alla luce della prossima entrata in vigore della Convenzione IMO per il controllo e la gestione delle acque di zavorra, esaminiamo le prevedibili ripercussioni per il settore armatoriale. Uno dei problemi più rilevanti consiste nel fatto che, ad oggi, mancano chiare indicazioni di come rendere le navi compliant rispetto alla nuova normativa. Vi sono, poi, Stati che hanno normative più stringenti rispetto alla Convenzione IMO. Il rischio è quindi quello di investire in apparecchiature che potrebbero non essere ritenute idonee.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ci consente di fare un breve punto sul tema del mancato pagamento di un premio assicurativo e la conseguente sospensione della garanzia. La Suprema Corte, in particolare, afferma la sussistenza della copertura assicurativa qualora il sinistro si verifichi entro il «periodo di tolleranza», a prescindere dal pagamento della successiva rata di premio.

In materia aeroportuale, la Suprema Corte ha aperto le porte alla possibile configurazione di nuovi profili di responsabilità in capo all’ENAC, l’ente che sovraintende alla attività aereoportuale e della navigazione aerea in Italia, nel caso di inadeguata manutenzione della pista che abbia creato danno ad un aeromobile.

Infine, concludiamo con la consueta rassegna delle notizie dal mondo del lavoro marittimo e portuale. La notizia di maggior rilievo è il rinnovo, in Italia, del contratto collettivo nazionale dei dirigenti delle Agenzie Maritime, che ha portato un miglioramento della situazione corrente.

Ringraziamo i nostri colleghi dell’ufficio di Bruxelles per il loro consueto aggiornamento sulle azioni più significative delle istituzioni dell’UE adottate in materia di trasporti e di commercio intenzionale.

Troverete, infine, un primo elenco dei prossimi eventi previsti nelle nostre sedi di Milano e di Roma, oltre al consueto update sulle attività dello Studio nel bimestre passato.

Per la Cassazione non è fattibile il concordato se il piano non specifica le modalità di attuazione
La Corte di Cassazione (n. 4915 del 27 febbraio 2017) ha ribadito che il Tribunale può sindacare la «causa concreta» del concordato preventivo, interpretando in senso estensivo il criterio della assoluta, manifesta inettitudine del piano del debitore a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Spettano ai creditori tutte le risorse generate dalla prosecuzione dell’attività nel concordato con continuità aziendale ?

Il Tribunale di Firenze (2 novembre 2016) ha confermato che il debitore può conservare parte dell’attivo, in un’ottica di favore verso il risanamento dell’impresa ed in deroga ai principi della responsabilità patrimoniale.

Cram down ex art. 182-septies l.fall. se l’accordo è conveniente per la banca rispetto al fallimento

 La recente decisione del Tribunale di Padova (31 dicembre 2016) viene messa a raffronto con i pochi precedenti editi in tema di estensione degli effetti degli accordi di ristrutturazione dei debiti a creditori finanziari non aderenti.

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