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01/02/2015
Diritto dei Trasporti Marittimi, Aerei, Terrestri

La Corte d’Appello di Genova si pronuncia sul caso “Redwood”

Il caso

Nel Gennaio 2003 la M/n “Redwood”, battente bandiera Maltese, venne noleggiata a tempo per il trasporto di un carico dal porto di Amburgo alla Libia.

Nel 2001, in India, la nave aveva ricevuto, da parte dell’ente di classifica Lloyd Register, la miglior notazione di classe (LR 100 A1) nonché il certificato cd. “clean class”.

Nel corso delle operazioni di carico, l’Autorità Marittima (Port Maser Control) di Amburgo, riscontrava alcune manchevolezze tecniche  dalle quali, tra l’altro, dedusse che al mercantile non avrebbero dovuto essere stati rilasciati i certificati emessi dal Lloyd Register .

Veniva disposto il fermo della nave, e ciò costringeva i noleggiatori a provvedere allo scarico della merce già a bordo della “Redwood” ed alla ricerca di altra nave che effettuasse il viaggio programmato verso la Libia.

La causa giudiziale

I noleggiatori decidevano di convenire in giudizio il Lloyd Register avanti al Tribunale di Genova per ottenere il risarcimento dei danni che si assumevano subiti a causa dell’avventata classificazione della nave.

A conclusione del giudizio di primo grado venivano accolte le pretese attoree sulla base di due considerazioni:

(i) i noleggiatori fanno, generalmente, affidamento sulla veridicità delle certificazioni rilasciate dagli enti di classifica: in particolare, pur non essendo, tali società, configurabili quali enti od agenzie di diritto pubblico, e pur intercorrendo tra le stesse e gli armatori rapporti giuridici regolati dal diritto privato, le amministrazioni degli Stati, delegano ad esse funzioni di ispezione e supervisione sulle navi tali da ingenerare nel pubblico un affidamento. Secondo l’orientamento espresso dal Tribunale di Genova, tale ruolo, de jure e de facto esercitato dagli enti di classifica, fonda l’affidamento posto sul loro operato anche in occasione della conclusione di un contratto di noleggio a tempo di nave.

Ad avviso del Tribunale, tale assunto assume maggior valore alla luce delle disposizioni della Convenzione SOLAS e nella Direttiva Europea 94/75/CE, ai sensi delle quali, i certificati rilasciati dagli enti di classe costituiscono documenti i quali attestano, a livello immediato e universale,  l’integrità e affidabilità di una nave;

(ii) il rilascio, a favore della M/n “Redwood”, della miglior notazione di classe nonché del certificato “clean class”, era risultato dovuto a colpa grave degli ispettori incaricati dal Lloyd Register. La responsabilità degli ispettori dell’ente, è stata dimostrata in giudizio a seguito delle perizie licenziate da due consulenti tecnici designati dal Tribunale. [1]

Alla luce delle riferite considerazioni, il Tribunale condannava, quindi, il Lloyd Register alla rifusione di tutti i danni sofferti dai noleggiatori.

Il diverso orientamento espresso dalla Corte di Appello

La Corte di Appello di Genova, nel decidere in secondo grado la controversia, ha focalizzato la propria attenzione più che sul principio, espresso dal giudice di prime cure, della responsabilità dell’ente di classifica, sull’onere della prova a carico del soggetto che voglia vedere riconosciuta detta responsabilità.

La Corte non ha messo in alcun dubbio l’assunto secondo il quale, il soggetto che faccia affidamento sull’attività degli enti di classifica al momento di concludere un contratto di noleggio a tempo di nave, debba essere risarcito dei danni subiti a causa di una negligente (o non veritiera) certificazione.

Ciò nondimeno, afferma il Giudice dell’appello, l’ente di classifica deve essere considerato responsabile di tali danni e, pertanto, condannato a risarcire i noleggiatori, solo nel caso in cui gli stessi, forniscano “chiara evidenza” di avere “effettivamente” fatto affidamento sulla certificazione rilasciata dall’ente “prima della conclusione del contratto di noleggio”.

In particolare, i ricorrenti, avrebbero dovuto provare:

(i) di essere stati effettivamente a conoscenza del tipo di certificazione rilasciata alla nave che intendevano noleggiare;

(ii) che tale effettiva conoscenza sussisteva prima della conclusione del contratto di noleggio a tempo;

(iii) che la decisione di noleggiare la nave è stata, inoltre, presa, sulla base dei contenuti delle certificazioni rilasciate alla nave dall’ente di classifica .

Poiché i noleggiatori non sono stati in grado di dimostrare la sussistenza di queste tre circostanze, la Corte d’Appello ha rigettato il ricorso in appello, negando, nel caso specifico, la responsabilità del Lloyd Register.

Breve commento

Benché il Tribunale di Genova abbia enucleato un significativo principio di legge circa la responsabilità degli enti di classifica nei confronti dei terzi, la Corte d’Appello, ponendo a carico di questi ultimi, un onere della prova così gravoso, ha sostanzialmente privato tale principio degli effetti materiali che avrebbe potuto produrre.

Il mero affidamento da parte dei noleggiatori sui certificati rilasciati dagli enti di classifica sembra non essere sufficiente a fondare una pronuncia di responsabilità e il conseguente obbligo di risarcimento dei danni causati dall’attività negligente degli enti stessi e dei loro ispettori.

Coloro che saranno interessati al noleggio dovranno peritarsi di richiedere direttamente agli armatori l’esibizione dei certificati di classifica rilasciati alle navi cui sono interessati dovendosi preoccupare di esprimere il consenso al noleggio anche sulla base di tali documenti.

[1] L’ispezione formale condotta, nel porto di Amburgo, aveva permesso di accertare che la nave, già quando aveva ricevuto la miglior notazione di classe era sicuramente in cattive condizioni.

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