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01/03/2015
Diritto Amministrativo, Pubblico Comunitario

Le procedure di infrazione in Italia: monitoraggio e analisi

La Commissione Europea, Istituzione volta ad assicurare, tra l’altro, il rispetto del diritto europeo, può aprire, ai sensi del Trattato, delle procedure di infrazione nei confronti degli Stati (che a loro volta possono farlo nei confronti delle Istituzioni stesse ovvero possono aprirsi dei casi di contenzioso tra le Istituzioni).

In generale, si parla di inadempimento degli Stati membri ogni qualvolta un’amministrazione nazionale (centrale, regionale o locale) ponga in essere una violazione del diritto dell’Unione Europea attraverso un comportamento attivo o omissivo. La procedura di infrazione costituisce lo strumento attraverso il quale la Commissione europea svolge  dunque la propria funzione di controllo del rispetto del diritto dell’Unione da parte degli Stati membri che le è attribuita dall’articolo 17 del TFUE.

Ad oggi, il numero di procedure di infrazione a carico dell’Italia si attesta , secondo i dati di gennaio 2015, a 92 casi di cui:

– 74 per violazione del diritto dell’Unione;

– 18 per mancato recepimento di Direttive UE.

Gli articoli 258-260 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) regolano la progressione procedurale delle infrazioni che, nel tempo, si sono dotate di un sistema “autonomo”, non inserito nel TFUE, che rispecchia questi passaggi:

  • La Pre-infrazione (fase pre-contenzioso)  

Questa fase parte dal Caso Pilota (Pilot Case)[1] e arriva alla lettera di messa in mora allo Stato . Il Pilot Case rappresenta la fase iniziale del procedimento: la Commissione, sulla base di una inchiesta interna ovvero di una denuncia o di una Petizione del Parlamento Europeo, invia una lettera allo Stato membro in cui si chiedono spiegazioni relative ad una ipotesi di violazione del diritto europeo (originario – i Trattati – o derivato – le Direttive , i Regolamenti e le Decisioni). Se lo Stato membro non risponde ovvero non risponde in modo soddisfacente, la Commissione procede con una seconda lettera, di messa in mora.  L’interlocuzione diventa a questo punto più formale, con una richiesta di spiegazioni che deve essere inviata all’Esecutivo UE in un termine prestabilito, in genere non più di due-tre settimane. Se la risposta non soddisfa la Commissione, in alcuni casi la Commissione invia una seconda lettera di messa in mora complementare, passando poi, in caso ancora negativo, alla vera e propria procedura di infrazione .

  • Verso il contenzioso: La procedura di infrazione  

La Commissione, ai sensi dell’articolo 258 TFUE, invia allo Stato membro un Parere Motivato, cui lo Stato deve rispondere in un tempo determinato dalla lettera stessa. Nel caso in cui la risposta non risulti soddisfacente o sia solo parzialmente soddisfacente, si passa in quest’ultimo caso ad un parere motivato complementare mentre nel primo caso al deferimento in Corte di Giustizia.

  • Il Contenzioso

La sentenza della Corte di Giustizia deve essere obbligatoriamente oggetto di esecuzione formale con l’inserimento nell’ordinamento interno dei necessari adeguamenti legislativi; in caso contrario, la Commissione invia una nuova lettera di parere motivato e conseguentemente, se questa risulta “inevasa”, ex articolo 260 TFUE deferisce nuovamente lo Stato inadempiente alla Corte di giustizia, per una seconda sentenza, che questa volta, se risulterà ancora una volta negativa per lo Stato, sarà comprensiva di sanzioni pecuniarie .

Lo stato delle Procedure

Le 92 procedure di infrazione italiane si dividono essenzialmente nei settori ambientale, degli appalti, dei trasporti, della sanità e della fiscalità .

Di recente sono state aperte tre nuove procedure d’infrazione :

2015/0064 – Mancato recepimento della Direttiva 2013/14/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2013 che modifica la direttiva 2003/41/CE, relativa alle attività e alla supervisione degli enti pensionistici aziendali o professionali, la Direttiva 2009/65/CE, concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in materia di taluni organismi d’investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM), e la Direttiva 2011/61/UE, sui gestori di fondi di investimento alternativi, per quanto riguarda l’eccessivo affidamento ai rating del credito;

2015/0065 – Mancato recepimento della Direttiva 2013/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, che modifica la direttiva 92/65/CEE del Consiglio per quanto riguarda le norme sanitarie che disciplinano gli scambi e le importazioni nell’Unione di cani, gatti e furetti;

2015/0066 – Mancato recepimento della Direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la Direttiva 82/891/CEE del Consiglio, e le Direttive 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE e 2013/36/UE e i regolamenti (UE) n. 1093/2010 e (UE) n. 648/2012, del Parlamento europeo e del Consiglio.

 

In particolare la suddivisione delle procedure riguarda :

Messa in mora – art. 258 TFUE 41
Messa in mora complementare – art. 258 TFUE 10
Parere motivato – art. 258 TFUE 25
Decisione ricorso – art. 258 TFUE *
Ricorso – art. 258 TFUE 1
Sentenza – art. 258 5
Messa in mora – art. 260 TFUE 4
Decisione ricorso – art. 260 TFUE 2 **
Ricorso – Art. 260 TFUE 1
Sentenza – art. 260 TFUE 2
Totale  92

* una decisione di ricorso è stata sospesa il 27 settembre 2012
** una decisione di ricorso è stata sospesa il 27 febbraio 2012

 

 

In relazione ai  settori:

Affari economici e finanziari 5
Affari esteri 2
Affari interni 6
Agricoltura 1
Ambiente 16
Appalti 5
Comunicazioni 2
Concorrenza e aiuti di stato 5
Energia 1
Fiscalità e dogane 10
Giustizia 4
Lavoro e affari sociali 4
Libera circolazione dei capitali 1
Libera circolazione delle merci 2
Libera circolazione delle persone 2
Libera prestazione dei servizi e stabilimento 5
Pesca 1
Salute 8
Trasporti 10
Tutela dei consumatori 2
Totale 92

[1] Il sistema EU PILOT , lanciato nel 2008 dalla Comunicazione della Commissione “Un’Europa dei risultati – Applicazione del diritto comunitario” – (COM 2007/502) ha inaugurato il Progetto EU-Pilot e rappresenta un meccanismo di risoluzione dei problemi di implementazione del Diritto dell’Unione Europea e di scambio di informazioni tra la Commissione e gli Stati membri concepito come fase antecedente all’apertura formale di una procedura di infrazione .

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