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26/07/2017
Corporate & Commercial

Raccolta di capitali mediante crowdfunding estesa alle PMI costituite secondo il tipo s.r.l.

Modificando l’art. 26 del D. Lgs. 179/2012, la c.d. manovra correttiva 2017 (D.L. 50/2017) ha esteso anche alle piccole e medie imprese (PMI) costituite secondo il tipo s.r.l. la possibilità, già operativa per le PMI s.p.a., di offrire il proprio capitale al pubblico tramite crowdfunding, ossia la raccolta di capitali mediante portali cui il pubblico può accedere attraverso internet.

  1. La definizione di PMI

Il concetto di PMI è definito nella raccomandazione della Commissione UE n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003, attuata in Italia con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 18 aprile 2005.

Ai sensi della predetta raccomandazione, sono considerate PMI:

  1. le microimprese con meno di 10 dipendenti e fatturato (o un totale di bilancio) inferiore a 2 milioni;
  2. le piccole imprese con meno di 50 dipendenti e fatturato (o totale di bilancio) inferiore a 10 milioni;
  3. le medie imprese con meno di 250 dipendenti e fatturato non oltre i 50 milioni (o totale di bilancio inferiore a 43 milioni).

    2. L’evoluzione normativa

Originariamente, il crowdfunding è stato pensato per le «start-up innovative» (articolo 25 del D.L. 179/2012). La possibilità di farvi ricorso è poi stata estesa anche alle «PMI-innovative» (articolo 4 del D.L. 3/2015) e, infine, a tutte le PMI, indipendentemente dall’innovatività dell’oggetto sociale (articolo 1, comma 70, della L. 232/2016, la legge di Bilancio per il 2017).

Tuttavia, nonostante le previsioni di cui sopra, in ragione del divieto di collocazione presso il pubblico delle quote delle s.r.l. di cui all’articolo 2468 del Codice Civile, alle start-up innovative e alle PMI organizzate secondo il tipo s.r.l. non sarebbe stato consentito fare ricorso al crowdfunding.

Per rendere concretamente operativa la possibilità di ricorrere al crowdfunding da parte delle start-up innovative di tipo s.r.l., l’articolo 26, comma 5, del D. Lgs. 179/2012 ha previsto una deroga espressa all’articolo 2468, comma 1, del Codice Civile, disponendo che le quote di partecipazione in start-up innovative di tipo s.r.l. possono essere oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso portali per la raccolta di capitali. Diversamente, la novella introdotta con la legge di Bilancio per il 2017 – che, come detto, ha esteso il ricorso al crowdfunding anche alle PMI tout court – ha omesso di precisare la deroga al principio sancito dal citato articolo 2468, comma 1, del Codice Civile.

L’articolo 57, comma 1 del D.L. 50/2017, convertito con modificazioni dalla L. 96/2017, ha quindi recentemente apportato un correttivo a tale discrasia prevedendo la sostituzione delle parole “start-up innovativa” con la parola “PMI” al comma 5 dell’art. 26 del D. Lgs. 179/2012 il cui testo emendato è il seguente: “In deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, comma primo, del codice civile, le quote di partecipazione in PMI costituite in forma di società a responsabilità limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali di cui all’articolo 30 del presente decreto, nei limiti previsti dalle leggi speciali”.

L’innovazione legislativa descritta sembra andare in direzione contraria rispetto a quella seguita con la riforma del diritto societario del 2003 la quale puntò a superare l’appiattimento della s.r.l. al modello rappresentato dalla s.p.a. caratterizzando la prima in senso “personalistico” e assegnando alla figura dei soci maggior rilievo nello svolgimento della vita sociale distinguendola, così, dalla s.p.a., il cui carattere era maggiormente connotato in senso “capitalistico”, con ruolo limitato dei soci nella gestione della società.

  1. Altre novità introdotte dalla manovra 2017

Con la manovra correttiva del 2017, quindi, la PMI s.r.l. si avvicina nuovamente alla sorella maggiore s.p.a. e ciò non solo con riferimento alla rimozione del divieto di collocazione presso il pubblico delle quote delle s.r.l. che abbiano i requisiti dimensionali delle PMI (con la contraddizione che le s.r.l. di grandi dimensioni non possono mettere le proprie quote di capitale sul mercato). Altre due importanti novità, già previste in materia di start-up di tipo s.r.l., sono state ora estese dalla manovra alle PMI s.r.l.

Categorie di quote – Articolo 26, comma 2 del D. Lgs. 179/2012

In ragione della modifica apportata dal D.L. 50/2017 al comma 2 dell’articolo 26 del D. Lgs. 179/2012, lo statuto della PMI s.r.l. può adesso prevedere categorie di quote di partecipazione al capitale sociale assegnatarie di diritti diversi e, nei limiti imposti dalla legge, può liberamente determinare il contenuto di tali diritti, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, commi 2 e 3, del Codice Civile.

Possono quindi essere previste quote di partecipazione che:

  1. attribuiscono diritti sociali in misura non proporzionale alla entità della quota di partecipazione da cui detti diritti derivano;
  2. attribuiscono diritti il cui contenuto è liberamente determinabile, nei limiti di legge;
  3. attribuiscono ai titolari delle quote stesse (e non necessariamente alla persona del socio) “particolari diritti” riguardanti l’amministrazione della società o la distribuzione degli utili.

Operazioni sulle proprie partecipazioni – Articolo 26, comma 6 del D. Lgs. 179/2012

In ragione della modifica apportata dal D.L. 50/2017 al comma 6 dell’articolo 26 del D. Lgs. 179/2012, il divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni, stabilito dall’articolo 2474 del Codice Civile, non trova applicazione per le PMI di tipo s.r.l. qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali.

 

 

Il contenuto di questo elaborato ha valore meramente informativo e non costituisce, né può essere interpretato, quale parere professionale sugli argomenti in oggetto.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare il vostro professionista di riferimento ovvero di scrivere al seguente indirizzo: corporate.commercial@nctm.it

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