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03/02/2017
Internazionalizzazione
Riforma dei permessi di soggiorno in Cina

Il 27 settembre 2016 l’Amministrazione statale per gli esperti stranieri della RPC ha emanato il Comunicato sul Piano sperimentale per il sistema dei permessi di lavoro per stranieri in Cina (il “Comunicato”). 

Il Piano mira a unificare i due sistemi, precedentemente separati.del “permesso di lavoro per esperti stranieri in Cina” (applicato a certe categorie di figure professionali qualificate) e del “permesso di lavoro per stranieri” (applicato ai lavoratori “comuni”) in un unico sistema, incentrato sul “permesso di lavoro per stranieri in Cina” (il “Permesso di Lavoro”).

Il Piano è in via di applicazione sperimentale nelle municipalità di Pechino, Tianjin e Shanghai e nelle province di Hebei, Anhui, Shandong, Guangdong, Sichuan, Yunnan e Ningxia Hui dall’ottobre 2016 al marzo 2017. L’obbiettivo è adottare il nuovo sistema a livello nazionale a partire dall’aprile 2017. Dopo ciò, i permessi di lavoro rilasciati in vigenza del “vecchio” regime rimarranno validi e potranno essere convertiti in permessi del “nuovo” regime su base volontaria.

Il Piano suddivide la procedura per l’ottenimento di un permesso di lavoro in due tronconi. Prima dell’ingresso in Cina, il richiedente deve presentare i documenti necessari in via telematica per l’esame preliminare (il datore di lavoro dovrà registrarsi nel sistema telematico attraverso una specifica procedura). Poi, generalmente, i documenti saranno inviati in formato cartaceo alle autorità competenti in Cina, sfociando – in caso di esito positivo – nell’emissione di una “lettera di notifica per permesso di lavoro” (“Lettera di Notifica”). La Lettera di Notifica andrà presentata all’ambasciata o consolato della RPC della residenza del richiedente al fine di ottenere un visto; entro 15 giorni dall’ingresso in Cina, la Lettera di Notifica andrà presentata, insieme ai documenti già forniti in cartaceo, per l’ottenimento di un Permesso di Lavoro. Infine, il Permesso di Lavoro andrà presentato al locale ufficio di pubblica sicurezza (stazione di polizia) per il rilascio di un permesso di soggiorno.

Il nuovo sistema suddivide i richiedenti in tre categorie. La categoria A (“figure straniere d’eccellenza”) raggruppa, fra gli altri, figure di particolare merito nei campi di medicina, economia, tecnologia, ricerca scientifica, architettura, progettazione industriale, letteratura, sport, ecc.; personalità di alto livello appartenenti a certe istituzioni accademiche internazionali, istituti finanziari internazionali e studi contabili internazionali; figure occupanti posizioni apicali in amministrazioni governative estere, organizzazioni internazionali e ONG; managers di alto livello di imprese cinesi a partecipazione estera operanti in settori economici “incoraggiati” le quali soddisfino determinati parametri di fatturato, numero di dipendenti, ecc.; persone il cui reddito soddisfi certi parametri e le quali versino imposte per un certo ammontare (tali parametri saranno definiti di volta in volta dalle autorità); persone le quali abbiano contribuito al capitale di imprese per mezzo di invenzioni, brevetti, ecc. di loro proprietà. La categoria B (“figure professionali straniere”) include principalmente figure professionali straniere in possesso di laurea di primo livello o titolo superiore, le quali abbiano esperienza di due anni o più nel relativo campo professionale. La categoria C (“personale comune”) include gli stranieri assunti in base a permessi del governo cinese o ad accordi fra il governo cinese e un governo estero, i praticanti assunti in base ad accordi intergovernativi, ecc..

Inoltre, il Piano contiene una tabella (al momento provvisoria) la quale attribuisce un punteggio ai singoli soggetti in base a parametri quali la remunerazione, le qualifiche professionali e di studio, l’esperienza lavorative, l’età, ecc.. I soggetti che raggiungano determinate soglie sono ammessi alla categoria A o B, a seconda del punteggio, anche ove non ricadano in uno dei gruppi di persone elencati dal Piano come appartenenti a tali categorie.

Per la categoria A non vi sono restrizioni al numero di permessi né requisiti di età o esperienza lavorativa. Si applica il trattamento c.d. della “corsia verde”: i soggetti di categoria A beneficiano di un procedimento accelerato per il rilascio della Lettera di Notifica e del Permesso di Lavoro. Inoltre, ai soggetti rientranti nella categoria A non è richiesto di presentare documenti in formato cartaceo se non dopo l’ingresso in Cina.

I soggetti di categoria B si vedono rilasciare il permesso di lavoro “in base alla domanda di mercato” e devono rispettare i requisiti di un “Catalogo-guida per il lavoro degli stranieri in Cina” (ad oggi non ancora emanato); devono in genere avere 60 anni di età o meno, essere in possesso di almeno una laurea di primo livello e vantare almeno due anni di esperienza nel relativo campo professionale.

Ai lavoratori di categoria C si applica infine un sistema contingentato: i permessi saranno rilasciati entro i numeri massimi stabiliti di volta in volta dal governo cinese. Ai soggetti di categoria B e C non si applicano canali privilegiati per la domanda di permesso di lavoro.

Da una parte, il Piano comporta un’unificazione, in quanto fonde i due sistemi preesistenti in un unico regime, applicato a tutti gli stranieri che lavorano in Cina. Ciò implica ovvi vantaggi in termini di semplificazione delle procedure e razionalizzazione dell’uso delle risorse amministrative. Dall’altra parte, il nuovo sistema differenzia i richiedenti in base alla misura in cui essi soddisfano i bisogni delle politiche economiche cinesi. Vale la pena notare come l’introduzione del Comunicato usi l’espressione “raccogliere e mettere a frutto le eccellenze del mondo”: effettivamente, il Piano prevede una “corsia privilegiata” per i soggetti dotati di abilità e qualifiche particolarmente appetibili.

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