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27/04/2016
Restructuring & Turnaround

Sì alle offerte concorrenti anche nel “pre-­concordato”

Il Tribunale di Forlì con provvedimento del 3 febbraio 2016 riconosce espressamente la possibilità di ricorrere all’esperimento di una gara tra più offerte concorrenti anche durante la fase successiva alla domanda di concordato preventivo “con riserva” ex art. 161 sesto comma l.fall.

Il caso
Una società, previo affitto dei propri rami d’azienda, depositava ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo “con riserva” ex art. 161 sesto comma l.fall.
L’affittuaria manifestava la propria volontà di procedere con urgenza all’acquisto degli stessi e la società debitrice formulava quindi istanza al Tribunale per essere autorizzata alla vendita.

Le questioni
Il tema giuridico riguarda la possibilità di applicare anche alla fase c.d. preconcordataria la previsione di cui all’art. 163-­‐bis l.fall. che impone di indire gara competitiva per la selezione dell’acquirente, quando il piano di concordato comprende un’offerta da parte di un soggetto già individuato per il trasferimento a    titolo oneroso  di rami d’azienda o di specifici beni.
La questione si pone alla luce del fatto che la fase di “pre-­concordato” precede il deposito del piano e della proposta ai creditori e la norma richiede invece che l’offerta di acquisto sia contenuta nel piano.

La decisione del Tribunale
Il Tribunale di Forlì, dopo aver rilevato in primo luogo che la disciplina delle offerte concorrenti si applica a qualsiasi trasferimento di beni in ambito concordatario e, quindi, non soltanto nelle procedure di natura liquidatoria, ma anche nelle procedure con continuità mista e con continuità funzionale alla cessione dell’azienda, afferma altresì che, ai sensi del combinato  disposto  dell’art.  163-­‐bis ultimo comma l.fall. e 182 quinto comma l.fall., tale norma debba trovare applicazione anche alla fase preconcordataria. Il Tribunale, in considerazione dell’urgenza nel caso concreto e della convenienza di non perdere l’opportunità di realizzare immediatamente un congruo attivo per la procedura, autorizzava quindi l’indizione di una gara per la vendita competitiva dell’azienda.

Commento
La decisione del Tribunale fonda la propria argomentazione:

  • sull’applicabilità dell’art. 163-­‐bis fall. anche “anche agli  atti  da  autorizzare  ai  sensi  dell’articolo 161, settimo comma”: si tratta degli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione da porre in essere dopo la domanda di concordato “con riserva” e fino all’ammissione;
  • sul disposto dell’art. 182, quinto comma, l.fall. che prevede l’applicazione della disciplina delle vendite fallimentari alle vendite, alle cessioni e ai trasferimenti posti in essere dopo il deposito  della domanda o in esecuzione del concordato: si valorizza qui il dato letterale della norma che non pone distinzione tra domanda “con riserva” o meno.

La decisione conferma un indirizzo già espresso dal Tribunale di Rovigo (17 novembre 2015), attento alle esigenze del caso di specie e, in particolare, alla necessità di perseguire concretamente la finalità del migliore soddisfacimento dei creditori concorsuali.
La vendita competitiva disposta anche in fase preconcordataria a fronte di offerta di acquisto sembra effettivamente garantire al meglio gli interessi dei creditori, senza dover attendere il deposito del piano concordatario, con il rischio di veder sfumare vantaggiose opportunità di realizzo.
Un’interpretazione eccessivamente rigorosa che consentisse l’applicazione dell’art. 163-­‐bis l.fall. solo nel momento in cui la società abbia già proceduto al deposito del piano di concordato avrebbe l’effetto non desiderato di ritardare nei fatti la realizzazione della ratio stessa della norma, senza alcun apprezzabile vantaggio.
Peraltro, la previsione che l’offerta sia contenuta nel piano sembra assumere unicamente il significato di rendere rilevante al fine dell’indizione della gara (i) la scelta da parte del debitore di procedere all’alienazione dell’azienda (in alternativa alla prosecuzione dell’attività con un piano di continuità aziendale “diretta”) nonché (ii) la selezione da parte del debitore dell’offerta ritenuta preferibile. L’istanza per l’autorizzazione alla vendita immediata sembra in effetti presupporre l’esercizio di entrambe queste opzioni da parte del debitore, così come anche la stipulazione di un contratto di affitto di azienda con offerta irrevocabile di acquisto (come nel caso di specie).

 

 

Il contenuto di questo articolo ha valore solo informativo e non costituisce un parere professionale. Per ulteriori informazioni contattare Fabio Marelli, fabio.marelli@nctm.it
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