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01/08/2016
Corporate & Commercial

Trasporti Marittimi, le ultime notizie da Bruxelles

Brexit

La più importante notizia del mese, senza dubbio, non arriva da Bruxelles, ma dalla Gran Bretagna, che ha votato per l’abbandono dell’Unione Europea: il processo che ha preso avvio, necessiterà di tempo ed è praticamente impossibile poterne prevedere le conseguenze.

Con riferimento al settore dei trasporti, è probabile che da ciò derivi un’accelerazione del processo di integrazione europea: in particolare per quanto concerne i trasporti aerei, ma anche in relazione all’armonizzazione dei diritti standard nell’ambito dell’intero settore trasporti.

Un’ulteriore conseguenza derivante dal Brexit, potrebbe consistere in una nuova spinta per un sistema autostradale.

Parimenti, non è chiaro quale sarà l’impatto sul settore marittimo, oltre allo spostamento, per qualche anno, dei servizi legali ed assicurativi da Londra verso il continente.

Alcuni prevedono, poi, un rallentamento nel commercio britannico, che colpirà il settore trasporti nel breve termine; al contempo, potrebbe tuttavia subire un incremento a lungo termine, grazie alle nuove relazioni commerciali che la Gran Bretagna costruirà con paesi terzi.

Nel breve periodo, i problemi principali saranno quelli amministrativi, ossia quelli dovuti all’introduzione di un nuovo territorio doganale con proprie regole e tariffe.

Il nuovo lavoro di Jose Manuel Barroso

L’ex Presidente della Commissione, Jose Manuel Barroso, è stato assunto come nuovo Presidente di Goldman Sachs. Barroso ha svolto la funzione di Presidente della Commissione dal 2004 al 2014 ed il suo lavoro non è stato considerato molto efficace; anzi, più precisamente, ha effettivamente compiuto il ben poco lavoro che gli era stato richiesto di prestare.

Barroso ha atteso i 18 mesi previsti dalle regole contro i conflitti di interesse da lui stesso fissate prima di assumere il nuovo lavoro.

E tuttavia, una volta ripresa la propria attività come Presidente di Goldman Sachs, l’ex membro della Commissione ha dichiarato al Financial Times che il suo compito principale era quello di guidare le banche attraverso l’intero processo Brexit. In considerazione del fatto che la Commissione negozierà il predetto processo per conto dell’Unione Europea, risulta difficile pronosticare come il conflitto possa essere evitato.

Sono in molti a Bruxelles a ritenere che Goldman Sachs non abbia fatto un buon investimento con questa nuova assunzione, poiché l’apporto di Barroso nella negoziazione sarà ben poco e, in ogni caso, gli attuali funzionari della Commissione saranno preoccupati per la propria reputazione laddove si trovassero d’accordo o avessero l’intenzione di soddisfare l’ex collega.

Anti-Dumping

Il settore marittimo risulta già influenzato dal rallentamento provocato al commercio mondiale. Lo shipping ne subisce le conseguenze.

Il predetto rallentamento è probabile che sia amplificato dall’aumento di azioni anti-dumping, che hanno interessato tutti gli ambiti lavorativi e, in particolare, il settore dell’acciaio.

L’Unione Europea sta attualmente indagando il dumping dalla Cina, in relazione ad 11 differenti prodotti in acciaio, tutti suscettibili di dare avvio a misure di contrasto delle pratiche di commercio sleali.

Quanto sopra, avrà come precipitato il rallentamento delle spedizioni provenienti dalla Cina verso l’Unione Europea.

In ultimo, si osserva un aumento dei casi anti-dumping nel settore acciaio non solo all’interno dell’Unione Europea, ma anche negli Stati Uniti, in un numero consistente di paesi del Sud- America, in Giappone ed in Corea.

La Cina è un economia di mercato?

La Cina sostiene che l’articolo 15 del suo protocollo di adesione all’OMC, le dia automaticamente diritto ad essere considerata un’economia di mercato a far data dal 12 dicembre 2016. Diversamente, secondo il pensiero maggioritario sposato dai più nell’alveo dell’Unione Europea, non è riscontrabile alcunché nell’articolo 15 che conceda automaticamente alla Cina predetto status.

L’unica cosa certa è che, una piccola parte dell’articolo 15, verrà meno l’11 dicembre p.v., ma il diverbio di cui sopra sopravvivrà al suddetto termine.

Secondo il voto del Parlamento Europeo, la Cina non dovrebbe essere considerata un mercato economico. Osservatori maggiormente neutrali reputano che la Cina non sia un mercato normale stile OCSE e che la gestione da parte del governo del settore economico sia estesa.

La questione non è di scarsa importanza, poiché cambiamenti di status da parte della Cina comporterebbero cambiamenti anche nell’applicazione delle regole di indirizzamento riguardanti le pratiche di commercio sleale e, in particolare, il dumping.

Il tema si riduce ad un problema di costi e prezzi. Come può farsi affidamento sui costi e prezzi cinesi, se i suddetti costi e prezzi sono determinati da un mercato che non stabilisce l’allocazione delle risorse economiche? È il governo a decidere come debba avvenire detta allocazione.

La più evidente prova di quanto sopra, è l’accumulo di massicce sovraccapacità in settori quali l’acciaio, il vetro, la carta, l’alluminio e la ceramica. Questo accumulo non potrebbe avvenire  laddove vi fosse aperta concorrenza nei settori merceologici stessi e nella immissione di capitale per l’intera economia.

I soldi facili e l’assenza di un’effettiva legge fallimentare, potrebbero proteggere le imprese statali dalla crisi che ha investito i mercati dell’Unione Europea e di altre zone geografiche.

Riscaldamento globale

Circa il 3% delle emissioni globali di gas a effetto serra derivano dai trasporti. L’IMO ha concordato che le nuove navi debbano essere costruite secondo standard che consentano di ridurre le emissioni di CO2 sino al 30%. I nuovi standard si applicheranno in maniera eguale sia alle navi costruite nei paesi sviluppati, sia a quelle costruite nei paesi in via di sviluppo. Inoltre, i suddetti standard sono stati sostenuti dalla Commissione Europea a Bruxelles e si aggiungono ai tagli che l’Unione Europea ha stabilito nel settore dei trasporti aerei.

La buona notizia è che i nuovi standard dovrebbero comportare anche una riduzione dell’utilizzo del carburante, così consentendo alle industrie di ridurre in maniera significativa i costi derivanti dal carburante medesimo.

Riscaldamento globale II

L’Unione Europea ha concordato gli standard delle emissione per i motori non stradali, incluse le automotrici, le locomotive, le navi da navigazione interna, gli escavatori e le gru. In aggiunta, sono previste nuove procedure di approvazione da parte dell’Unione Europea.

Le nuove regole saranno pubblicate nel mese di settembre.

TTIP: the transatlantic trade and investment partnership

Il quattordicesimo round di negoziati, tenutosi a metà luglio, non ha condotto ad alcun passo avanti. Ciò che sembra essere avvenuto, è un mero inventario di tutte le questioni aperte (molte), che non hanno trovato una soluzione.

In effetti, pare che sino ad ora non si sia trovato alcun accordo, neanche per quanto concerne le problematiche più semplici, come il livello di riduzione delle tariffe e la gamma di prodotti su cui le tariffe debbano essere ridotte.

Ciò che dispiace, è che tutto ciò avvenga in un momento in cui lo scetticismo circa l’accordo è in crescita sia in Francia, che in Germania. TTIP dovrebbe essere un progetto più ambizioso: l’Unione Europea e gli Stati Uniti necessitano la creazione di uno spazio di valori ed ambizioni comuni, con istituzioni transnazionali in grado di definire e difendere quei valori a livello globale.

Dunque, o si abbandona il mercato globale o si creano istituzioni capaci di regolarlo: TTIP era e rimane un’opportunità per iniziare questa regolamentazione. L’Unione Europea e gli Stati Uniti condividono molto di più rispetto alle loro differenze su cosa sia un pollo pulito o un GMO.

È tempo di essere positivi ed ambiziosi. Questo è ciò che Brexit ha insegnato a tutti noi.

E per concludere con una nota seria: il diciottesimo summit tra Unione Europea e Cina

Potremmo essercelo perso, ma l’Unione Europea e la Cina si sono incontrate a Pechino durante la seconda settimana di luglio, al fine di discutere le relazioni tra i due super blocchi commerciali e la negoziazione non ha avuto un buon esito. I due paesi sono, infatti, in disaccordo in merito allo status dell’economia cinese.

L’unione Europea vuole, altresì, un maggiore accesso al mercato cinese, nonché lo smantellamento di molti dei pilastri fondamentali delle strade cinesi.

A riprova del livello di disaccordo raggiunto, v’è sicuramente la circostanza che le due parti non potessero rilasciare una dichiarazione o un comunicato congiunto al termine dei due giorni di incontro.

Ma v’è di peggio: Donald Tusk, Presidente del Consiglio (che rappresenta i 28 stati membri dell’Unione Europea), nel suo comunicato stampa conclusivo, si è ridotto a precisare di aver visitato quella mattina il Museo nazionale cinese e di aver così avuto la possibilità di apprezzare la cultura cinese. Ha aggiunto che queste discussioni non sono sempre semplici, in special modo quando grandi e reali differenze persistono. L’Unione Europea e la Cina si sono entrambe dichiarate in disaccordo e Tusk ha colto l’occasione per fare un po’ di turismo.

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