Rassegna Stampa
18/09/2017
il Sole 24 Ore
Diritto Amministrativo, Pubblico Comunitario - International Trade & Customs

Industria della ceramica: pressing sulla Ue per il rinnovo dei dazi antidumping

Discusso in questi giorni il negoziato sulla riforma dei dazi antidumping nel settore della ceramica made in Italy in Commissione, Consiglio ed Europarlamento. Bernard O’Connor oggi su il Sole 24 Ore.

 

Tratto da il Sole 24 Ore

Mentre Commissione, Consiglio ed Europarlamento sono alle prese con un difficile negoziato sulla riforma dei dazi antidumping per compensare le importazioni, in Europa, di prodotti sottocosto dai Paesi extra Ue (tra cui la Cina), il comparto ceramico attende la proroga dei propri. Che sono scaduti esattamente un anno fa – a metà settembre 2016 – e prorogati provvisoriamente fino all’eventuale riconferma con o senza modificheo alla decadenza se vengono meno i presupposti di validità. Una procedura che, solitamente, non superai 12 mesi. Anche se le norme parlano di «non oltre 15 mesi». Per questo, il presidente di Confindustria Ceramica, Vittorio Borelli – che avrebbe preferito annunciare la rinnovata conferma quinquennale delle tariffe in apertura della fiera internazionale di settore, il Cersaie – mostra comunque un cauto ottimismo. La riconferma potrebbe, infatti, arrivare a metà ottobre, nel corso del prossimo Consiglio Ue dei 28 ministri del Commercio, ultimo step prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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«In realtà, non ci sono certezze – precisa Bernard O’Connor, socio dello studio Nctm e legale specializzato in cause commerciali presso Corte di Giustizia e Wto -. L’accordo che scaturirà dal trilogo non è ancora una legge. Ma un accordo di compromesso che dovrà essere ulteriormente votato da Europarlamento e Consiglio. Con ogni probabilità, la riforma entrerà in vigore dal 1° gennaio 2018. In teoria, le istruttorie già partite dovrebbero seguire le vecchie norme. Ma io, che devo occuparmi del rinnovo di un dazio in scadenza a marzo 2019 e che intendo iniziare la procedura a dicembre 2017, dubito che Bruxelles non si conformi alle nuove norme che lei stessa ha voluto. Temo, quindi, che se l’Esecutivo comunitario non darà tempi certi di implementazione, questo potrebbe creare preoccupazioni nei settori manifatturieri interessati». (…)

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