Rassegna Stampa
30/10/2017
Milano Finanza
Diritto del Mercato dei Capitali

Sessanta ipo con gli sgravi

Tratto da Milano Finanza

Chi si sarebbe aspettato che l’onda lunga dei Pir, i Piani individuali di risparmio, potesse creare una tale rivoluzione copernicana sull’Aim Italia? «Il 2017 potrebbe chiudere con il maggior numero di quotazioni di pmi», spiega Giovanni Natali, presidente di 4Aim sicaf. «Ora siamo a 17, secondo Borsa Italiana altre 10 sono possibili entro dicembre. Arriveremmo così a 27 contro le 11 dello scorso anno, debole a causa della Brexit, e le 21 ipo del 2015», aggiunge. Molte altre comunque sono già in rampa di lancio nei primi mesi del 2018: «Siamo tutti in attesa che la proposta sulla defiscalizzazione delle quotazioni delle pmi entri a far parte della Finanziaria 2018», aggiunge. Natali fa riferimento all’articolo inserito nel testo di legge dal mistero dello Sviluppo economico che prevede un credito di imposta del 50% fino ad un massimo di 500 mila euro calcolato sui costi di consulenza sostenuti fino al 31 dicembre 2020 per l’ammissione agli scambi di Piazza Affari in aumento di capitale.

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…c’è spazio per la quotazione di almeno 60 nuove Pmi l’anno prossimo, il doppio del 2017 che già sta emergendo come uno dei migliori anni nella storia dell’Aim. «Sarebbe una rivoluzione copernicana senza precedenti, i 30 milioni sarebbero probabilmente più che sufficienti a coprire le richieste», interviene Lukas Plattner, partner dello studio legale Nctm che ha curato 25 delle 89 ipo su Aim, ha portato in borsa Unieuro nei mesi scorsi, sta seguendo il passaggio di Triboo da Aim ad Mta e per il 2018 ha in previsione a oggi un paio di ipo di pmi e tre operazioni più strutturate su Mta. «L’università Bocconi», riprende Plattner, «ha calcolato in uno studio che se ci fossero 1.000 società quotate su Aim in Italia, il pil del Paese salirebbe dell’1,5%. A fine anno forse arriviamo a 100, la strada è giusta. La stessa indagine ha messo in evidenza che il più vecchio e più strutturato Ftse Aim Uk ha raccolto oltre 90 miliardi di sterline e creato 900mila posti di lavoro».

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