Articoli
05/08/2020

Contributi dagli uffici Nctm nel mondo | Shipping & Transport Bulletin Agosto – Settembre 2020

Libro Bianco della Commissione sulle sovvenzioni di Stati terzi ad imprese che operano nell’Unione Europea

Ai sensi della normativa comunitaria in materia di Aiuti di Stato, la Commissione Europea è competente per il controllo della concessione degli aiuti di stato (sovvenzioni) da parte degli Stati Membri alle imprese. Attualmente non vi è nessuno strumento che disciplini la concessione di sovvenzioni da parte di altri Paesi ad imprese che operano nell’Unione Europea.

La Commissione, su input dai Paesi Bassi e dalla Francia, ha quindi pubblicato un Libro Bianco che dispone le modalità con cui l’UE potrebbe colmare tali lacune normative. Il Libro Bianco cerca di affrontare 4 diverse circostanze dove sovvenzioni “da parte di altri Paesi” possono falsare la concorrenza nel mercato unico europeo. Trattasi delle sovvenzioni usate:

  • Per acquistare imprese europee;
  • Per presentare offerte al ribasso per la fornitura di beni e servizi in pubblici appalti;
  • Per falsare la concorrenza nel mercato;
  • Per falsare l’allocazione di fondi Europei per la ricerca e lo sviluppo e l’innovazione.

Il Libro Bianco invita tutti gli stakeholders europei a fornire commenti in merito alle ipotesi sopra considerate ed ai possibili metodi di controllo per ciascuna di tali ipotesi. La scadenza per la presentazione dei commenti è prevista per metà settembre 2020. La Commissione spera di essere in grado di predisporre un nuovo disegno di legge nella Primavera 2021. La nuova normativa potrebbe essere pronta per la fine di quell’anno. Nctm sta lavorando su alcuni dettagli della proposta per assicurare che il nuovo strumento o i nuovi strumenti siano efficaci e che non siano essi stessi, alla fine, a causare distorsioni.

Revisione della Politica Commerciale

La Commissione ha aperto un procedimento di consultazione con tutti gli stakeholders europei sulla qualità e il funzionamento della politica commerciale dell’Unione Europea. Questa Revisione della Politica Commerciale chiede ai contributori di affrontare 13 questioni che coprono temi quali:

  • Come la politica commerciale dell’Unione debba affrontare gli shock alle supply chain dovuti alle pandemie;
  • Come la WTO dovrebbe essere rafforzata;
  • Se gli accordi di libero scambio dell’Unione stiano funzionando;
  • Come il commercio possa sostenere la politica industriale dell’Unione;
  • A quali Paesi l’Unione Europea dovrebbe dare priorità nei propri rapporti;
  • Come le PMI possono beneficiare al meglio dal commercio;
  • Come il commercio possa contribuire ad un miglioramento dell’ambiente e al Green Deal dell’Unione Europea;
  • Come la politica commerciale possa contribuire ad un commercio più responsabile;
  • Come le regole al commercio digitale possano portare benefici ai commercianti europei.

Un punto finale chiede agli stakeholders se ci sono ulteriori temi che devono essere approfonditi nel contesto della Politica Commerciale Europea. La Commissione chiede agli stakeholders di depositare i propri commenti entro il 15 settembre 2020. Nuovamente, Nctm sta lavorando su alcuni dettagli della Revisione per assicurarne la coerenza attraverso i diversi temi della politica commerciale dell’Unione.

Misurare l’impatto ambientale dell’attività economica

Il Green Deal europeo manifesta l’intenzione dell’Europa di diventare un leader mondiale nell’economia circolare e rendere l’Europa un continente a impazzo zero entro il 2050. Quale parte del Green Deal, lo stesso identifica la necessità che le società che effettuano dichiarazioni “verdi” debbano misurare il loro impatto sull’ambiente attraverso un metodo standard. Il nuovo Piano d’Azione per l’Economia Circolare annuncia numerose misure per stabilire un framework per la produzione dei prodotti forte e coerente e responsabilizzare i consumatori, anche attraverso una iniziativa sulle dichiarazioni “verdi”. La Strategia Farm to Fork annuncia misure per responsabilizzare i consumatori a effettuare decisioni informate, sane e sostenibili concernenti l’alimentazione, ivi comprese misure per esaminare modi per armonizzare dichiarazioni “verdi” volontarie sugli alimenti.

Consumatori ed imprese necessitano informazioni affidabili, confrontabili e verificabili per effettuare decisioni sostenibili. Sono presenti un gran numero di metodi per misurare e valutare gli impatti ambientali e una proliferazione di etichette e dichiarazioni concernenti informazioni ambientali, che si accompagnano a un gran numero di ingannevoli dichiarazioni ambientali, anche legale al clima. Ci sono attualmente 457 etichette ambientali facoltative al mondo – e le dichiarazioni ambientali sono ancora più numerose – che sono frequentemente poco definite, illustrate e comprese, e sono supportate da metodi non comparabili per misurare e valutare gli impatti ambientali. Nell’UE, più di 100 etichette sono attive. Tale moltiplicazione di metodi e etichette/dichiarazioni rende difficile per gli attori del mercato (consumatori, imprese, investitori e amministrazioni pubbliche) identificare e fare affidamento su dichiarazioni ambientali.

La Commissione mira a disporre un approccio armonizzato per fornire informazioni ambientali affidabili, aggiornando gli standard attuali di impatto ambientale. L’opzione principale sarebbe quella di costituire un impianto normativo a livello europeo che preveda che le società che effettuano dichiarazioni concernenti gli impatti inclusi nei metodi di Impatto Ambientale debbano comprovarli attraverso il metodo di Impatto Ambientale. Quando Regole per Categorie di Impatto Ambientale sui Prodotti (Product Environmental Footprint Category Rules – PEFCR) o Regole di Organizzazione per il Settore di Impatto Ambientale (Organisation Environmental Footprint Sector Rules – OEFSR) saranno adottate, dichiarazioni “verdi” dovranno essere comprovate su tali basi, in quanto queste forniscono un calcolo più dettagliato per l’impatto ambientale. In mancanza di tali regole, le dichiarazioni potrebbero essere comprovate attraverso studi conformi ai metodi PEF/OEF di cui sopra.

La Commissione annuncerà una tabella di marcia affinché gli stakeholders possano rendere note le proprie opinioni su tale iniziativa.

Sviluppo di una economia a base di idrogeno

La Commissione ha pubblicato la propria Strategia ad Idrogeno per un’Europa a Impatto Zero. Il programma prevede che l’idrogeno costituirà fino al 13% del mix energetico entro il 2050. Una Alleanza per l’Energia Pulita sarà costituita da industrie, società civile, governi regionali e statali e Banca Europea per Investimenti.

Secondo la Commissione, il cammino verso l’aumento della quota di idrogeno richiede un prezzo di anidride carbonica tra € 55 ed € 60 per tonnellata in modo da rendere fattibili i necessari investimenti. La chiave per il successo di tale programma ambizioso è il passaggio ad idrogeno “verde”. Attualmente la maggior parte dell’idrogeno è prodotto da carbone o gas. Tale strategia non prevede nessun budget, ma voci di corridoio in Bruxelles la stimano fino a Euro 120 miliardi.

 

Il contenuto di questo elaborato ha valore meramente informativo e non costituisce, né può essere interpretato, quale parere professionale sugli argomenti in oggetto. Per ulteriori informazioni si prega di contattare il vostro professionista di riferimento.

Ricevi i nostri aggiornamenti