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26/05/2020

Contributi dagli uffici Nctm nel mondo | Shipping & Transport Bulletin Maggio – Giugno 2020

COVID-19

(Si prega di notare che il presente contributo è aggiornato al 23 aprile 2020)

In questo numero delle nostre news da Bruxelles parleremo della risposta dell’Unione Europea all’emergenza sanitaria da COVID-19. Se è vero che questo tema si discosta un po’ dalle nostre ordinarie competenze in ambito di Shipping News, è altrettante vero che anche il COVID-19 è fuori dall’ordinario.

Ci auguriamo che le diverse rubriche permettano al lettore di approfondire rapidamente i temi di maggior interesse. Per brevità, non abbiamo considerato tutti i settori in cui l’UE è intervenuta, ma abbiamo solo esaminato le misure economiche basilari adottate per fronteggiare l’impatto della pandemia e le azioni a sostegno del settore dei trasporti.

Risposta coordinata dell’UE per contrastare l’impatto economico del Coronavirus

Nel corso delle ultime settimane, la Commissione Europea ha sviluppato una risposta trasversale per fronteggiare le varie sfide poste dalla pandemia da COVID-19. La risposta coordinata comprende le seguenti aree di intervento: salute pubblica, misure economiche, viaggi e trasporti, gestione delle crisi e solidarietà, ricerca e innovazione, sostegno digitale e lotta alla disinformazione. Qui, per brevità, ci occuperemo solo delle misure economiche, degli aiuti di Stato transitori e delle misure in materia di trasporti adottate dall’UE.

Misure economiche

Le misure economiche intraprese per contrastare gli effetti negativi della pandemia riguardano le seguenti iniziative:

  1. Flessibilità del quadro di riferimento per gli aiuti di Stato, che è stato sostanziato nel Quadro di riferimento temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia durante l’attuale epidemia da COVID-19, pubblicato il 19 marzo (per maggiori dettagli, si veda la rubrica successiva);
  2. Flessibilità del quadro fiscale europeo: a seguito dell’approvazione del Consiglio, il 20 marzo la Commissione ha attivato la clausola di salvaguardia generale del Patto di stabilità e crescita al fine di garantire la massima flessibilità nell’ambito delle regole di bilancio dell’UE. La decisione è stata poi approvata dai Ministri delle Finanze il 23 marzo. Il meccanismo deroga ai requisiti di bilancio normalmente esistenti nel quadro di bilancio europeo per consentire agli Stati membri di affrontare adeguatamente la situazione di crisi. All’interno di questo quadro e nell’ambito di un esercizio semplificato del semestre europeo, saranno resi disponibili orientamenti generali di bilancio.
  3. Solidarietà nel mercato unico: la Commissione considera la solidarietà e il coordinamento a livello dell’UE come componenti chiave della risposta all’epidemia, in particolare per garantire la produzione, lo stoccaggio, la disponibilità e l’uso razionale dei beni sanitari essenziali in modo aperto e trasparente. In quest’ottica, la Commissione ha avviato una procedura di approvvigionamento comune per beni medici e DPI che coinvolge 25 Stati membri; ha pubblicato una raccomandazione[22] sui dispositivi di protezione non a marchio CE e sta fornendo orientamenti agli Stati membri sui meccanismi di controllo per la fornitura di beni essenziali; ha mobilitato 3 miliardi di euro nell’ambito dell’Emergency Support Instrument[23] per aumentare la disponibilità e la distribuzione di dispositivi medici e personale, sostenere il rimpatrio dei cittadini dell’UE e sostanziare le scorte di RescEU, una riserva di dispositivi medici e di protezione con un budget iniziale di 50 milioni di euro (finanziato al 90% dalla Commissione) che sarà gestita dagli Stati membri e coordinata dal Centro di coordinamento degli interventi di emergenza. Il Centro di coordinamento degli interventi di emergenza sta inoltre coordinando il dispiegamento delle squadre mediche e dei dispositivi di protezione negli Stati membri che ne hanno bisogno, come l’Italia e i Balcani, mentre un maggiore sostegno finanziario è stato previsto dalla Commissione per limitare l’epidemia nei campi profughi greci. L’assistenza viene fornita anche ai paesi terzi: è stato annunciato un piano di 15,6 miliardi di euro a sostegno dei paesi partner; 38 milioni di euro saranno assegnati ai Balcani occidentali, oltre ai 374 milioni di euro già riassegnati dallo strumento di assistenza preadesione; Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Repubblica di Moldavia e Ucraina beneficeranno della riassegnazione di 140 milioni di euro per far fronte ai loro fabbisogni urgenti, ed è previsto altresì il riorientamento degli strumenti esistenti per un valore massimo di 700 milioni di euro per aiutare i paesi partner orientali. D’altro canto, la Commissione continua a cooperare con la Cina per la fornitura reciproca di forniture mediche di emergenza. Più di 56 tonnellate di DPI sono state fornite alla Cina da diversi Stati membri e la Cina sta consegnando attrezzature mediche agli Stati membri dell’UE più colpiti.La Commissione ha inoltre destinato oltre 400 milioni di euro per sostenere il piano di preparazione e risposta globale dell’Organizzazione mondiale della sanità.L’”Iniziativa di solidarietà per la salute dell’UE” dovrebbe poi stanziare sei miliardi di euro per l’assegnazione di supporto finanziario, logistico e tecnico ai sistemi sanitari europei. La metà dell’importo proverrà da ciò che resta del bilancio dell’UE e l’altra metà da contributi aggiuntivi degli Stati membri.È altresì attualmente oggetto di discussione la creazione di un Fondo europeo per la ripresa, gestito a livello centrale dalla Commissione Europea e l’emissione di obbligazioni per i Paesi più colpiti.
  4. Mobilitazione del bilancio UE: il 6 aprile la Commissione ha annunciato che 1 miliardo del Fondo europeo per gli investimenti strategici sarà mobilitato come garanzia al Fondo europeo per gli investimenti (FEI, ramo della BEI per le PMI) per consentire fino a 8 miliardi di finanziamenti per almeno 100.000 PMI europee e mid-cap colpite dalla crisi. Il FEI fornirà garanzie speciali alle banche e ad altri finanziatori che a loro volta saranno in grado di fornire liquidità alle PMI. La Commissione ha anche proposto di applicare un’ulteriore flessibilità temporanea nell’uso dei fondi UE, ad esempio consentendo trasferimenti tra fondi, regioni e obiettivi politici, eliminando i requisiti di cofinanziamento nazionale e aiutando i membri vulnerabili della società.
  5. Alleggerimento dell’impatto sull’occupazione: il 2 aprile la Commissione ha promosso l’iniziativa “Sostegno alla riduzione dei rischi di disoccupazione in situazioni di emergenza (SURE)”. SURE è uno strumento di solidarietà a livello europeo che fornisce fino a 100 miliardi di euro di prestiti agevolati dell’UE per coprire i costi dei programmi di lavoro a orario ridotto messi in atto dagli Stati membri per consentire ai lavoratori di mantenere le proprie entrate e aiutare le imprese a superare la crisi.
  6. Iniziativa di investimento per la risposta al Coronavirus: il 13 marzo la Commissione ha pubblicato una proposta di regolamento che modifica il regolamento (UE) n. 1303/2013, il regolamento (UE) n. 1301/2013 e il regolamento (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda le misure specifiche per sollecitare investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle rispettive economie in risposta all’epidemia di COVID-19 [24], che è ancora in attesa di approvazione da parte del Consiglio e del Parlamento. Nell’ambito di questa iniziativa, la Commissione intende destinare 37 miliardi di euro nel quadro della politica di coesione alla lotta contro l’epidemia di Coronavirus. Di conseguenza, quest’anno gli Stati membri non saranno tenuti a rimborsare i prefinanziamenti non spesi per i fondi strutturali. Si tratta di circa 8 miliardi di euro del bilancio dell’UE, che gli Stati membri potranno utilizzare per incrementare di 29 miliardi di euro i fondi strutturali in tutta l’UE. Ciò consentirà di impiegare in anticipo i 28 miliardi di euro di fondi della politica di coesione non ancora assegnati nell’ambito dei programmi della politica di coesione 2014-2020, aumentando così gli investimenti nel 2020. La proposta prevede anche un’estensione del campo di applicazione del Fondo di solidarietà dell’UE per includere una crisi sanitaria pubblica, mettendo così a disposizione 800 milioni di euro per gli Stati membri più duramente colpiti. Il 2 aprile la Commissione ha anche proposto la Coronavirus Response Investment Initiative Plus[25], che amplierebbe la Coronavirus Response Investment Initiative consentendo di incanalare tutti i fondi non impegnati dei tre fondi della politica di coesione (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo e Fondo di coesione) a favore della lotta contro l’epidemia. Per raggiungere questo obiettivo, sarà concessa la massima flessibilità, tra cui nessun limite ai trasferimenti tra fondi o tra categorie di regioni, nessun limite di spesa per obiettivo politico, nessun requisito di cofinanziamento per la risposta al Coronavirus, per consentire agli Stati membri di utilizzare immediatamente tutti i fondi disponibili per sostenere il settore sanitario, sostenere programmi di lavoro a breve termine e fornire liquidità alle PMI.
  7. Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti: il 2 aprile la Commissione ha proposto modifiche al Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti – in base al quale vengono consegnati ai più vulnerabili alimenti e altri beni di prima necessità – al fine di consentire la continuità dell’aiuto garantendo al tempo stesso la sicurezza dei lavoratori e dei beneficiari. Ad esempio, saranno predisposti dei buoni elettronici per la fornitura di assistenza, al fine di ridurre i rischi di contagio.
  8. Azioni della BCE e della BEI: il 18 marzo la Banca Centrale Europea ha annunciato un nuovo Programma di acquisto di emergenza pandemica del valore di 750 miliardi di euro fino alla fine dell’anno. A questi si aggiungono i 120 miliardi di euro concordati il 12 marzo, pari al 7,3% del PIL dell’eurozona. Il programma proseguirà fino alla fine della fase di crisi.Il 16 marzo il Gruppo della Banca Europea per gli Investimenti ha proposto un piano per l’impiego di fino a 40 miliardi di euro per prestiti ponte, ferie di credito e altre misure a sostegno delle PMI e delle mid-cap. Il pacchetto di finanziamenti proposto consiste in:
    • garanzie alle banche sulla base dei programmi esistenti di utilizzo immediato, fino a 20 miliardi di euro di finanziamenti;
    • linee di liquidità alle banche per il sostegno del capitale circolante per le PMI e le mid-cap di 10 miliardi di euro;
    • programmi di acquisto di titoli garantiti da attività che consentono alle banche di trasferire il rischio sui portafogli prestiti alle PMI, per un ammontare di 10 miliardi di euro di ulteriore sostegno.
  9. Reti di sicurezza nell’UE e nell’EA: il 9 aprile 2020 l’Eurogruppo ha approvato un “Rapporto sulla risposta globale di politica economica alla pandemia da COVID-19” . Nell’ambito del rapporto, il Meccanismo europeo di stabilità (MES) è stato proposto come strumento di sostegno alle crisi pandemiche basato sulla sua Enhanced Conditions Credit Line (ECCL) disponibile per tutti i paesi dell’eurozona. Il meccanismo sarebbe adeguato all’effetto simmetrico dell’attuale emergenza tra i membri dell’EA, prevedrebbe condizioni standardizzate concordate in anticipo, sarebbe applicato dagli Stati membri esclusivamente per sostenere il finanziamento interno dei costi diretti e indiretti dell’assistenza sanitaria, della cura e della prevenzione dovuti alla crisi da COVID-19. Il sostegno dovrebbe corrispondere al 2% del PIL del rispettivo Stato membro a partire dalla fine del 2019 e la linea di credito dovrebbe rimanere accessibile fino alla fine della crisi.
  10. Sostegno al settore agricolo e ittico: il 2 aprile la Commissione ha proposto misure ad hoc per sostenere i pescatori e gli agricoltori europei attraverso misure eccezionali di flessibilità nell’ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e della politica agricola comune. Anche i settori ittico e agricolo possono beneficiare del nuovo Quadro di riferimento temporaneo per gli aiuti di Stato e della Coronavirus Response Investment Initiative.
  11. Protezione degli asset e delle tecnologie essenziali per l’Europa: il 21 marzo la Commissione ha adottato un Regolamento[26] sul vaglio degli investimenti diretti esteri, integrato il 26 marzo da Orientamenti per gli Stati membri. Le disposizioni sono volte a proteggere settori critici per la sicurezza e l’ordine pubblico dell’UE, come la ricerca medica, le biotecnologie e le infrastrutture.
  12. Soppressione temporanea dei dazi doganali e dell’IVA sulle importazioni: a seguito di una richiesta di tutti gli Stati membri e del Regno Unito, il 3 aprile la Commissione ha deciso di derogare ai dazi doganali e all’IVA sulle importazioni di attrezzature mediche e protettive provenienti da paesi terzi. La misura, retroattiva al 30 gennaio e inizialmente valida per un periodo di sei mesi, è specificamente prevista sia dalla normativa doganale dell’UE (Regolamento (CE) n. 1186/2009 del Consiglio) che dalla normativa UE sull’IVA (Direttiva 2009/132/CE del Consiglio) come mezzo per affrontare situazioni di calamità. La Commissione ha inoltre pubblicato una guida specifica a sostegno dell’applicazione armonizzata dell’Codice commerciale uniforme nell’ambito dell’attuale quadro normativo.
  13. Fondo di ripresa dell’UE: con la relazione del 9 aprile, i ministri dell’Eurogruppo hanno deciso di elaborare un Fondo di ripresa per sostenere la fase di ripresa, nel rispetto delle priorità europee e del principio di solidarietà dell’UE. Tale fondo sarebbe gestito centralmente dalla Commissione UE ed emetterebbe obbligazioni per i Paesi più colpiti; sarebbe temporaneo, mirato e proporzionale ai costi straordinari dell’attuale crisi. Gli aspetti giuridici e pratici del fondo, come le sue fonti di finanziamento e il suo rapporto con il bilancio dell’UE, saranno discussi nella riunione del Consiglio dell’UE del 23 aprile. Sono inoltre in corso discussioni su una roadmap globale e su un piano d’azione per la ripresa dell’economia europea, che prevede la creazione di posti di lavoro di alta qualità e riforme per aumentare la resilienza, la competitività e la crescita sostenibile.

IMMAGINE

Norme temporanee in materia di aiuti di Stato

Nell’ambito della risposta coordinata dell’UE per contrastare l’impatto economico del Coronavirus, il 19 marzo la Commissione ha adottato il Quadro di riferimento temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale epidemia da COVID-19[27].

In virtù di tale strumento, sono consentite diverse forme di aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, comma 3, lettera b), del TFUE, purché siano necessarie, appropriate e proporzionate “per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro” e, pertanto, compatibili con il mercato interno ai sensi dell’articolo 107, comma 3, lettera b), del TFUE:

  1. Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, di anticipi rimborsabili o di agevolazioni fiscali, fino ad un massimo di 800.000 euro per impresa (lordi); concessi sulla base di un regime approvato con un bilancio di previsione; alle imprese entrate in difficoltà a seguito dell’epidemia da COVID-19 e comunque non in difficoltà al 31 dicembre 2019 [gli aiuti concessi alle imprese attive nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli sono alla condizione di non essere trasferiti in tutto o in parte ai produttori primari e non sono fissati sulla base del prezzo o della quantità dei prodotti acquistati dai produttori primari o immessi sul mercato dalle imprese interessate].
  2. Aiuti sotto forma di garanzie sui prestiti, con premi di garanzia fissati ai livelli minimi stabiliti dalla comunicazione [in alternativa, gli Stati membri possono notificare i regimi, considerando la tabella di cui sopra come base, ma in cui la scadenza, il prezzo e la copertura della garanzia possono essere modulati (ad esempio una copertura di garanzia inferiore che compensa una scadenza più lunga)]; per i prestiti con scadenza oltre il 31 dicembre 2020, con l’importo del capitale del prestito non superiore ai valori stabiliti dalla comunicazione o superiore, per i prestiti con scadenza fino al 31 dicembre 2020, se vi è un’adeguata giustificazione e la proporzionalità dell’aiuto rimane assicurata; limitato alle garanzie relative a prestiti per investimenti o per il capitale di esercizio di durata massima di sei anni e non superiore a una percentuale fissa del capitale del prestito; concesso alle imprese che sono entrate in difficoltà a seguito dell’epidemia da COVID-19 e che comunque non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019.
  3. Aiuti sotto forma di tassi di interesse agevolati per i prestiti, non cumulabili con aiuti sotto forma di garanzie sui prestiti; con tassi almeno pari al tasso di base applicabile al 1° gennaio 2020 più i margini di rischio di credito di cui alla comunicazione [in alternativa, gli Stati membri possono notificare i regimi, considerando la tabella di cui sopra come base, ma in cui la scadenza, il prezzo e la copertura della garanzia possono essere modulati (ad esempio una copertura di garanzia inferiore che compensa una scadenza più lunga)]; limitati a prestiti di durata massima di 6 anni e connessi a esigenze di investimento o di capitale circolante; per i prestiti con scadenza oltre il 31 dicembre 2020, con un importo di prestito che non eccede i valori stabiliti dalla comunicazione o superiore, prestiti con scadenza fino al 31 dicembre 2020, qualora vi sia un’adeguata giustificazione e la proporzionalità dell’aiuto rimanga assicurata; concessi alle imprese che sono entrate in difficoltà a seguito dell’epidemia di COVID-19 e che comunque non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019.

Quando gli aiuti sotto forma di garanzie e di interessi sui prestiti agevolati non vengono forniti direttamente alle imprese, ma canalizzati attraverso istituzioni finanziarie, le istituzioni finanziarie devono mettere in atto meccanismi (ed essere in grado di dimostrarli) che garantiscano che i vantaggi vengano trasferiti il più possibile ai beneficiari finali sotto forma di maggiori volumi di finanziamento, portafogli più rischiosi, minori requisiti di garanzia, minori premi di garanzia o tassi di interesse più bassi. Quando esiste l’obbligo legale di prorogare la scadenza dei prestiti esistenti per le PMI, non può essere applicata alcuna commissione di garanzia.

Nel contesto della comunicazione della Commissione[28] sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine (STEC) e in considerazione dell’epidemia, gli Stati membri possono beneficiare dell’esenzione sui rischi non assicurabili sul mercato prevista al paragrafo 18, lettera d)[29], dello STEC, a condizione che un grande e noto assicuratore privato internazionale di crediti all’esportazione e un assicuratore nazionale del credito forniscano la prova dell’indisponibilità di tale copertura o che almeno quattro esportatori affermati nello Stato membro forniscano la prova del rifiuto della copertura da parte degli assicuratori per operazioni specifiche. Il 27 marzo la Commissione ha temporaneamente eliminato[30] tutti i paesi dall’elenco dei paesi “a rischio di mercato” previsto dalla “Comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine”, rendendo così più ampia la disponibilità dell’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine nel contesto dell’attuale emergenza.

Il 3 aprile la Commissione ha prorogato il quadro di riferimento temporaneo, autorizzando altre cinque categorie di aiuti di Stato:

  1. sostegno alla ricerca e allo sviluppo relativi al Coronavirus;
  2. sostegno alla costruzione e all’ampliamento degli impianti di prova;
  3. sostegno alla produzione di prodotti rilevanti per affrontare l’epidemia di Coronavirus;
  4. sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione dei contributi previdenziali;
  5. sostegno mirato sotto forma di sussidi salariali per i dipendenti.

Gli schemi di aiuto di Stato proposti da diversi Stati membri sono già stati approvati nell’ambito del Quadro di riferimento temporaneo.

Il Framework si applica a partire dal 19 marzo 2020 e, essendo giustificato dalle attuali circostanze eccezionali dell’epidemia da COVID-19 , non si applicherà dopo il 31 dicembre 2020. La Commissione può riesaminarla prima di tale data sulla base di importanti considerazioni economiche o di politica della concorrenza.

Gli Stati membri sono tenuti a pubblicare le informazioni pertinenti su ogni singolo aiuto concesso sul sito web globale degli aiuti di Stato entro dodici mesi dal momento della concessione e a presentare alla Commissione relazioni annuali corredate di documentazione dettagliata contenente tutte le informazioni necessarie per stabilire che sono state rispettate le condizioni necessarie per la concessione dell’aiuto. Entro il 31 dicembre 2020 gli Stati membri devono trasmettere alla Commissione un elenco delle misure attuate sulla base dei regimi approvati sulla base della comunicazione.

Sostegno al settore dei trasporti

Poiché il settore dei trasporti è stato gravemente colpito dalle misure nazionali per contenere la diffusione del COVID-19, il 18 marzo i Ministri dei Trasporti dell’UE si sono impegnati a cooperare per evitare il più possibile le interruzioni del traffico, soprattutto per le spedizioni essenziali, al fine di garantire “la continuità economica, il flusso regolare delle merci essenziali, la salute e la sicurezza dei lavoratori dei trasporti e la loro libera circolazione attraverso le frontiere, concentrandosi nel contempo sul contenimento dell’epidemia”.

Il presidente croato del Consiglio dell’UE ha sottolineato la necessità di fornire soluzioni per gli obblighi finanziari degli operatori economici e dei trasporti, attraverso la cooperazione tra gli Stati membri, la Commissione europea e le varie parti interessate. Il Ministro ha inoltre riferito che gli organi preparatori del Consiglio si stanno già occupando della proposta di assegnazione delle bande orarie (“slot allocation”) e che la Presidenza si è impegnata a finalizzarla al più presto.

Il Commissario europeo per i trasporti ha anche sottolineato l’importanza della solidarietà e del coordinamento tra gli Stati membri e ha riaffermato il sostegno normativo e finanziario della Commissione all’industria dei trasporti. A titolo di esempio, ha sostenuto la creazione di “corsie verdi” (“green lanes”) per le persone e le merci e l’ondata di sanzioni per i ritardi dei beneficiari del CEF. Ha anche sottolineato che le restrizioni nazionali sul trasporto di merci, lavoratori dei trasporti e passeggeri dovrebbero essere limitate a ragioni di salute pubblica e adattate al mezzo di trasporto in questione. Anche i capi di Stato hanno mostrato il loro sostegno agli orientamenti sulle frontiere. Sono stati discussi anche i modi per mitigare le perdite nel settore dei trasporti e del turismo.

Attraversamenti di confine in corsie verdi

Il 23 marzo la Commissione ha pubblicato una comunicazione sull’attuazione delle corsie verdi (”green lanes”) previste dagli orientamenti relativi alle misure per la gestione delle frontiere destinate a tutelare la salute e garantire la disponibilità di beni e servizi essenziali[31], per fornire consulenza pratica sull’attuazione dei suoi orientamenti per la gestione delle frontiere per l’emergenza da COVID-19 e preservare il funzionamento delle catene di approvvigionamento a livello UE.

La guida si concentra in particolare sulla creazione di “corsie verdi” per l’attraversamento delle frontiere in tutti i punti di attraversamento delle frontiere interne della rete trans-europea dei trasporti (TEN-T), aperte a tutti i veicoli merci, indipendentemente dalle merci trasportate. Nelle “corsie verdi” le procedure dovrebbero essere limitate allo stretto necessario. I veicoli merci e i conducenti non dovrebbero subire alcuna discriminazione, in base alla loro origine e destinazione, alla nazionalità del conducente o al paese di immatricolazione del veicolo. Tutte le restrizioni all’accesso stradale attualmente in vigore nei territori degli Stati membri devono essere temporaneamente sospese.

Gli Stati membri istituiscono corridoi di transito sicuri per consentire il passaggio prioritario dei conducenti privati e dei loro passeggeri, come i lavoratori del settore sanitario e dei trasporti, nonché dei cittadini dell’UE rimpatriati, indipendentemente dalla loro nazionalità, in ogni direzione necessaria lungo la rete TEN-T e a condizione che si attengano all’itinerario designato. Almeno un aeroporto per Stato membro rimane operativo per il rimpatrio e i voli di soccorso internazionale.

Per favorire una maggiore cooperazione tra gli Stati membri dell’UE e sostenere l’efficace funzionamento del sistema delle “corsie verdi”, la Commissione ha istituito una rete di punti di contatto nazionali e un gruppo di coordinamento settimanale (“Gruppo d’informazione COVID-19/Coronavirus- Frontiere”) con la partecipazione degli Stati membri, dei paesi associati a Schengen, del Consiglio e dell’Agenzia europea per le frontiere e la guardia costiera. Anche i paesi limitrofi non appartenenti all’UE sono invitati a collaborare con questa rete per consentire il flusso di merci in tutte le direzioni.

Sarà garantita la libera circolazione di tutti i lavoratori coinvolti nel trasporto internazionale, indipendentemente dalla modalità di trasporto. In quest’ottica, si deve rinunciare alle restrizioni di viaggio e alla quarantena obbligatoria per i lavoratori dei trasporti che non presentano sintomi. Per proteggere la sicurezza di questa categoria di lavoratori, sono necessarie misure igieniche e operative rafforzate negli aeroporti, nei porti, nelle stazioni ferroviarie e in altri nodi di trasporto terrestre. Ove necessario per garantire la libera circolazione dei carichi all’interno e all’interno dell’UE, le norme di cui sopra dovrebbero essere estese ai cittadini di paesi terzi.

Come specificato negli orientamenti della Commissione del 31 marzo, le linee verdi si applicano anche alle spedizioni di rifiuti.

Gestione delle frontiere in campo sanitario

Il 16 marzo, la Commissione ha presentato i suoi orientamenti relativi alle misure per la gestione delle frontiere destinate a tutelare la salute e garantire la disponibilità di beni e servizi essenziali[32] nel contesto dell’epidemia da COVID-19. Gli orientamenti mirano a proteggere la salute delle persone mantenendo al tempo stesso l’integrità del mercato unico. In particolare, esse stabiliscono i principi per garantire il flusso e la disponibilità di beni e servizi essenziali nel mercato interno e i diritti di coloro che devono viaggiare, sottolineando il principio di solidarietà tra gli Stati membri come componente fondamentale delle politiche dell’Unione in materia di controllo delle persone e delle merci.

Per quanto riguarda il trasporto di merci e servizi, gli orientamenti istituiscono delle “corsie verdi” prioritarie per i servizi di trasporto di emergenza; invitano a facilitare la circolazione sicura dei lavoratori del settore dei trasporti; limitano le restrizioni di salute pubblica al trasporto di merci e passeggeri a misure trasparenti, debitamente motivate, proporzionate, specifiche per le modalità e non discriminatorie, che non compromettano il funzionamento delle catene di fornitura e che siano notificate alla Commissione e a tutti gli altri Stati membri prima dell’attuazione.

Per quanto riguarda la fornitura di beni, gli Stati membri sono tenuti a garantire la libera circolazione di tutti i beni e la catena di fornitura di prodotti essenziali, quali medicinali, attrezzature mediche, prodotti alimentari essenziali e deperibili e bestiame. Poiché non vi è alcuna prova che gli alimenti siano un focolaio o una fonte di trasmissione del COVID-19, non dovrebbero essere imposte ulteriori certificazioni alle merci che circolano legalmente all’interno del mercato unico dell’UE. Ove necessario, i nodi di trasporto dovrebbero essere rafforzati e gli Stati membri dovrebbero fornire una guida costante per soddisfare le esigenze sociali, evitando comportamenti come l’acquisto in stato di panico.

Per quanto riguarda le misure di carattere sanitario, le persone identificate come fonte di rischio per la salute pubblica da COVID-19 dovrebbero ricevere un’adeguata assistenza sanitaria. In questa prospettiva, alle frontiere esterne dell’UE: tutte le persone, compresi i cittadini dell’UE, che entrano nello spazio Schengen sono sottoposte a controlli sistematici ai valichi di frontiera, quali controlli all’ingresso e all’uscita per valutare la presenza di sintomi e/o l’esposizione al COVID-19 in zone particolarmente colpite; ulteriori misure, quali test d’individuazione, isolamento e trasferimento nelle strutture sanitarie dei casi sospetti, dovrebbero essere concordate tra le autorità di entrambi i lati della frontiera; in base alla consultazione delle autorità sanitarie, l’ingresso può essere negato ai cittadini di paesi terzi non residenti considerati una minaccia per la salute pubblica in quanto presentano sintomi rilevanti o sono stati particolarmente esposti a un rischio di infezione. Tuttavia, qualsiasi decisione di rifiuto d’ingresso deve essere proporzionata e non discriminatoria e possono essere applicate misure alternative, quali l’isolamento o la quarantena, se ritenute più efficaci. Il materiale informativo deve essere distribuito ai viaggiatori in arrivo o in partenza dalle zone colpite.

Alle frontiere interne dell’UE: i controlli sanitari di tutte le persone che entrano nel territorio degli Stati membri possono essere predisposti, senza necessariamente comportare controlli formali alle frontiere interne. La differenza tra i normali controlli sanitari e i controlli alle frontiere è la possibilità di negare l’ingresso alle persone. Secondo gli orientamenti, alle persone identificate come infette non deve essere negato l’ingresso, ma deve essere garantito l’accesso all’assistenza sanitaria. I controlli temporanei alle frontiere interne possono essere ripristinati solo se giustificati da ragioni di ordine pubblico o di sicurezza interna, che, in situazioni estremamente critiche, possono includere la salute pubblica. Tale ripristino deve essere notificato in conformità del codice frontiere Schengen e dovrebbe essere organizzato in modo efficiente, evitando la creazione di grandi assembramenti che aumentino la trasmissibilità del contagio. I controlli alle frontiere interne devono essere sempre attuati in modo proporzionato, garantendo la non discriminazione tra i cittadini degli Stati membri e i cittadini dell’UE residenti e tenendo conto della salute delle persone interessate. Gli Stati membri devono sempre consentire l’ingresso nell’UE cittadini o cittadini di paesi terzi residenti nei loro territori e devono facilitare il transito di altri cittadini dell’UE e di residenti che ritornano in patria. Misure come l’autoisolamento al ritorno da una zona interessata da COVID-19 possono essere richieste dagli Stati membri a condizione che impongano gli stessi requisiti ai propri cittadini.

Gli Stati membri dovrebbero facilitare l’attraversamento dei lavoratori transfrontalieri, in particolare di quelli coinvolti in occupazioni essenziali per combattere la pandemia, in modo che possano raggiungere agevolmente il loro posto di lavoro. A tal fine, il 30 marzo la Commissione ha pubblicato ulteriori “Orientamenti relativi all’esercizio della libera circolazione dei lavoratori durante la pandemia di COVID-19[33], che si applicano a un elenco non esaustivo di lavoratori in movimento all’interno dell’UE.

Aviazione: La Commissione ha presentato una proposta di regolamento sulle bande orarie aeroportuali 

In data 13 marzo, la Commissione Europea ha presentato una proposta di Regolamento che modifica il regolamento (CEE) n. 95/93 relativo a regole comuni per l’assegnazione di bande orarie negli aeroporti[34] della Comunità al fine di derogare provvisoriamente alla regola “use-it-or-lose-it”, secondo la quale i vettori aerei devono utilizzare almeno l’80% delle bande orarie dei loro aeroporti in un determinato periodo per poterle mantenere nel corrispondente periodo dell’anno successivo.

La proposta mira a mitigare l’impatto negativo dell’epidemia di COVID-19 sul settore dell’aviazione, si basa sull’articolo 100, paragrafo 2, del TFUE e soddisfa le condizioni di sussidiarietà e proporzionalità richieste per le competenze non esclusive dell’UE.

Secondo le modifiche proposte: le bande orarie assegnate per il periodo dal 1° marzo 2020 al 30 giugno 2020 si considerano operate dal vettore aereo al quale erano state inizialmente assegnate; le bande orarie assegnate per il periodo dal 23 gennaio 2020 al 29 febbraio 2020 si considerano operate dal vettore aereo al quale erano state inizialmente assegnate, purché riguardino servizi aerei tra aeroporti dell’Unione europea e aeroporti della Repubblica popolare cinese o della regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica popolare cinese; con riferimento alle bande orarie assegnate più di una settimana dopo l’entrata in applicazione del Regolamento, la regola di cui sopra si applica solo se le bande orarie in questione non utilizzate sono state messe a disposizione per la riassegnazione ad altri vettori aerei. La Commissione monitora costantemente la situazione e adotta atti delegati per modificare il periodo di riferimento conformemente alle disposizioni del Regolamento, qualora i dati in questione mostrino una riduzione persistente del traffico aereo a causa dell’epidemia di COVID-19. Sulla base delle informazioni disponibili, la Commissione pubblica inoltre una relazione di sintesi entro il 15 aprile 2020. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione per un periodo di un anno dall’entrata in vigore del presente Regolamento e può essere revocato in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio, senza tuttavia incidere sulla validità degli atti delegati già in vigore.

Il 26 marzo la Commissione ha inoltre adottato orientamenti per “Facilitare le operazioni di trasporto aereo di merci durante l’epidemia di COVID-19[35], al fine di velocizzare il trasporto aereo di beni essenziali e deperibili, quali alimenti e forniture mediche.

Tali orientamenti inducono gli Stati membri ad attenuare le restrizioni esistenti e a concedere diritti di traffico temporanei su ulteriori operazioni di trasporto merci provenienti dall’esterno dell’UE.

Qualsiasi restrizione incompatibile con le leggi dell’UE deve essere eliminata e la conservazione delle catene di approvvigionamento aereo, in particolare dei prodotti medicali critici, deve essere l’obiettivo comune. Tali misure eccezionali sono destinate a rimanere in vigore solo per la durata della crisi del coronavirus.

Diritti dei passeggeri

In data 18 marzo, la Commissione ha emanato gli Orientamenti interpretativi sui diritti dei passeggeri dell’Unione Europea nel contesto della situazione in via di sviluppo con riferimento al COVID-19[36] al fine di garantire la certezza del diritto e l’applicazione uniforme dei diritti dei passeggeri dell’UE vis-à-vis le restrizioni relative all’epidemia.

In particolare, gli Orientamenti chiariscono l’ambito di applicazione della legislazione UE sui diritti dei passeggeri[37], per quanto riguarda le cancellazioni e i ritardi, e disciplinano i viaggi in aereo, in treno, in nave, in autobus, via mare e per vie navigabili interne. Fornendo certezza e chiarezza giuridica, esse dovrebbero anche ridurre i costi per il settore dei trasporti.

Conformemente agli Orientamenti, in caso di cancellazione, i vettori devono provvedere al rimborso o al servizio alternativo di trasporto dei passeggeri. Il servizio alternativo di trasporto deve avvenire “non appena possibile” o, in caso di trasporto aereo e ferroviario, in una fase successiva a discrezione del passeggero. Tuttavia, nel contesto dell’epidemia di COVID, la “prima opportunità” può essere significativamente ritardata e/o incerta. I vettori informano i passeggeri di tale possibile ritardo al momento di decidere tra il rimborso e il trasporto alternativo e comunicano il servizio disponibile per il trasporto alternativo “di propria iniziativa, il più presto possibile e in tempo utile[38].

Gli obblighi di assistenza sotto forma di vitto e alloggio si applicano alle quattro categorie di vettori in caso di cancellazioni e di gravi ritardi. Tale assistenza è normalmente limitata ai passeggeri che scelgono il volo alternativo alla prima occasione utile ed è proporzionata al tempo di attesa.

In alcuni casi, sono previste anche forme di indennizzo quando i passeggeri scelgono di viaggiare nonostante i disservizi. Tuttavia, salvo nel caso del trasporto ferroviario, l’indennizzo non può essere richiesto quando la disservizio è determinato da “circostanze straordinarie che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure ragionevoli”. Tendenzialmente, la Commissione ritiene che: “quando le autorità pubbliche adottano misure destinate a contenere la pandemia di COVID-19, tali misure, per loro natura e origine, non sono inerenti al normale esercizio dell’attività dei vettori e sono al di fuori del loro effettivo controllo[39].

Le norme dell’UE sui diritti dei passeggeri non contemplano le cancellazioni di viaggi su iniziativa dei passeggeri. In questi casi, il rimborso dipende dal tipo di trasporto e le aziende possono offrire voucher da utilizzare successivamente.

L’8 aprile la Commissione ha pubblicato gli “Orientamenti relativi alla protezione della salute, al rimpatrio e alle modalità di viaggio per i marittimi, i passeggeri e le altre persone a bordo delle navi[40], fornendo consulenza sulle misure sanitarie, sul rimpatrio e sulle modalità di viaggio per i passeggeri e gli equipaggi delle navi da crociera e sollecitando gli Stati membri ad istituire una rete di porti sicuri per il cambio dell’equipaggio. La rete dei Centri europei dei consumatori fornisce una guida sui diritti dei consumatori in relazione alle questioni transfrontaliere.

 

[22] Raccomandazione della Commissione (UE) 2020/403 del 13 marzo 2020 sulle procedure di valutazione della conformità edi sorveglianza del mercato nel contesto della minaccia da COVID-19. Nell’ambito di questa iniziativa, la Commissione, il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) e il Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (CENELEC), di concerto con tutti i loro membri, hanno convenuto di rendere liberamente disponibili gli standard europei per alcuni dispositivi medici e dispositivi
di protezione individuale, in deroga alle norme sui diritti di proprietà intellettuale, al fine di consentire un pronto accesso al mercato di tali beni essenziali sia alle imprese dell’UE che a quelle di paesi terzi e, quindi, aumentare la disponibilità dei beni per coloro che ne hanno bisogno
[23] L’Emergency Support Instrument (“Strumento di sostegno alle emergenze”) fa parte dell’iniziativa dell’UE “Solidarietà per la salute”, volta a sostenere i sistemi sanitari degli Stati membri dell’UE con circa 6 miliardi di euro. La metà dell’importo proverrà dal bilancio UE non speso e l’altra metà dai contributi degli Stati membri. 300 milioni di euro dei 3 miliardi di euro del bilancio UE saranno destinati allo stock di RescEU.
[24] https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/regulation-coronavirus-response-investment-initiative-march-2020_en.pdf
[25] Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Risposta del Coronavirus di utilizzare ogni euro disponibile in ogni modo possibile per proteggere vite e mezzi di sussistenza, COM/2020/143 def..
[26] Regolamento (UE) 2019/452 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2019, che istituisce un quadro per il vaglio degli investimenti diretti esteri nell’Unione, PE/72/2018/REV/1, GU L 79I del 21.3.2019, pagg. 1-14.
[27] Quadro di riferimento temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale epidemia di COVID-19.
[28] Comunicazione della Commissione agli Stati membri sull’applicazione degli articoli 107 e 108 del TFUE all’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine, Testo rilevante ai fini del SEE, GU C 392 del 19.12.2012, pagg. 1-7.
[29] I rischi commerciali e politici per gli acquirenti sono considerati temporaneamente non commerciabili se la Commissione, dopo aver ricevuto una notifica da uno Stato membro, decide che, a causa di una carenza di assicurazione del credito all’esportazione, alcuni rischi sono temporaneamente non commerciabili per gli esportatori dello Stato membro notificante.
[30] https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_20_542
[31] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020XC0324
[32] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020XC0316(03)&from=GA
[33] Comunicazione della Commissione – Orientamenti per l’esercizio della libera circolazione dei lavoratori durante la pandemia di COVID-19 2020/C 102 I/03, C/2020/2051, GU C 102I del 30.3.2020, pagg. 12-14
[34] https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/regulation-coronavirus-allocation-airports-slots-march-2020_en.pdf
[35] Orientamenti della Commissione europea: agevolare le operazioni di trasporto aereo di merci durante l’epidemia di COVID-19, 26 marzo 2020.
[36] Comunicazione della Commissione, Orientamenti interpretativi relativi ai regolamenti UE sui diritti dei passeggeri nel contesto dell’evolversi della situazione connessa al COVID-19.
[37] Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo
prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/912; regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario; Regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004; regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004; non contempla la direttiva (UE) 2015/2302 concernente i viaggi “tutto compreso” e i viaggi organizzati e collegati.
[38] Comunicazione della Commissione, Orientamenti interpretativi relativi ai regolamenti UE sui diritti dei passeggeri nel contesto dell’evolversi della situazione connessa al COVID-19.
[39] Ibid
[40] Orientamenti relativi alla protezione della salute, al rimpatrio e alle modalità di viaggio per i marittimi, i passeggeri e le altre persone a bordo delle navi.

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