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17/08/2020
Corporate & Commercial

Emergenza Coronavirus: profili di diritto societario

[NOTA IMPORTANTE: Il presente documento è aggiornato al 17 agosto 2020 alle ore 20:00. In ragione del fatto che lo stato di emergenza ed il relativo quadro normativo sono in continua evoluzione su base quotidiana, i contenuti del presente memorandum potranno essere soggetti a continue modifiche].

1. Introduzione

In considerazione dell’attuale situazione emergenziale correlata alla diffusione del virus COVID-19, il governo italiano ha adottato una serie di interventi normativi che hanno impatto, tra l’altro, in determinati profili di diritto societario, ivi inclusa l’attività di governance, le valutazioni per l’elaborazione del bilancio ed aspetti relativi a finanziamenti dei soci alle società [1].

2. Impatto del Decreto Cura Italia in materia di governance societaria

Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 convertito con la Legge 24 aprile 2020, n. 27 (il “Cura Italia”), ha introdotto misure straordinarie in materia di svolgimento di Assemblee dei Soci mediante l’utilizzo di mezzi telematici, di deliberazioni assembleari da parte delle Società a Responsabilità Limitata, ed infine, per quanto attiene alle società quotate, ai profili di rappresentanza dei soci in Assemblea.

2.1 Approvazione del bilancio 2019

Anzitutto, l’art. 106 del Cura Italia ha previsto il rinvio dei termini per la convocazione delle Assemblee dei Soci aventi all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio 2019, in deroga ai termini di cui agli articoli 2364, comma 2, e 2478-bis c.c., i quali richiedono la convocazione dell’Assemblea dei Soci entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

In base al disposto del Cura Italia, il termine per l’approvazione dei bilanci delle società di capitali viene esteso automaticamente al maggior termine di 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio e, pertanto, entro il 28 giugno 2020 (nel caso di chiusura dell’esercizio al 31 dicembre 2019), con l’approvazione e trasmissione ai soci del progetto di bilancio da parte dell’organo amministrativo entro la fine di maggio.

2.2 Attività delle Assemblee dei Soci e Organi Amministrativi

Per quanto attiene allo svolgimento dei lavori degli organi sociali, l’art. 106, commi 2, del Cura Italia ha introdotto disposizioni in materia di svolgimento delle Assemblee dei Soci, ordinarie o straordinarie, che siano state convocate entro la data del 31 luglio 2020, ovvero entro la successiva data fino alla quale sarà in vigore lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo alla pandemia da Covid-19 e, a tal riguardo, si segnala che ai sensi dell’art. 71 del recente Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020 (il “Decreto Agosto”) l’applicazione dell’articolo 106, comma 2, è stata estesa alle riunioni convocate entro la data del 15 ottobre 2020.

Tali misure, applicabili a tutte le società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, le società cooperative e le mutue assicuratrici, prevedono che per le Assemblee dei Soci, mediante disposizione nell’avviso di convocazione:

  • l’espressione di voto dei soci possa avvenire, anche in deroga alle disposizioni statutarie, in via elettronica, per corrispondenza, ovvero con l’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione; ovvero
  • possano essere svolte, anche in deroga alle disposizioni statutarie, in modalità esclusivamente telematica, fatto salvo l’obbligo di adottare strumenti di telecomunicazione idonei a garantire la possibilità di identificare i partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto, e precisando la non necessaria compresenza del Presidente e Segretario (o Pubblico Ufficiale) nello stesso luogo.

Lo svolgimento delle Assemblee dei Soci in modalità esclusivamente telematica conferma ed elabora quanto enunciato dalla Commissione Società del Consiglio Notarile di Milano con la Massima n. 187/2020 in data 11 marzo 2020, nel periodo iniziale della diffusione del virus COVID-19, secondo la quale, nel caso di previsioni statutaria, vi sarebbe stata la possibilità di tenere Assemblee dei Soci in via telematica con riferimento a tutti i partecipati dell’Assemblea dei Soci, ivi compreso il Presidente, ma facendo salva la presenza del segretario verbalizzante (o notaio) presso il luogo indicato nell’avviso di convocazione.

Con l’intervento legislativo del Cura Italia, il legislatore ha deciso di ampliare l’alveo di legittimità per lo svolgimento di Assemblee dei Soci esclusivamente con mezzi telematici anche ai casi in cui non vi sia una precisa diposizione statutaria che lo consenta ovvero ai casi in cui tale modalità venga esclusa dalla legge.

Tuttavia, la disposizione lascia aperti alcuni profili meramente pratici, quali, anzitutto, la necessità di indicare uno specifico luogo nell’avviso di convocazione dell’Assemblea dei Soci e la necessità di presenza nel luogo di convocazione del Segretario.

A tal riguardo, una parte della dottrina ed Assonime [2] hanno dapprima sostenuto la necessità di avere tale indicazione del luogo, anche se la stessa Assemblea dei Soci fosse (convocata e) svolta esclusivamente con l’utilizzo di mezzi telematici, in ragione di una lettura della disposizione armonizzata al complesso di norme in materia di svolgimento dell’Assemblea dei Soci, oltre alla necessaria presenza del Segretario (o Notaio) presso tale luogo.

Successivamente, altra parte della dottrina [3], ed il Consiglio Notarile di Milano, nella motivazione della propria massima n. 187/2020, hanno espresso un parere in senso contrario.

In particolare, nella motivazione alla massima 187/2020 del Consiglio Notarile meneghino viene configurata la possibilità di un avviso di convocazione che preveda la partecipazione all’Assemblea dei Soci esclusivamente mediante mezzi telematici, senza che si renda necessaria l’indicazione di un luogo fisico, proprio in ragione della deroga della disposizione rispetto alla necessità di convocare l’Assemblea dei Soci in un determinato luogo fisico. In tali circostanze, come riconosciuto dal Consiglio Notarile, il Segretario prenderà parte all’Assemblea dei Soci in modalità telematica e non da un determinato luogo fisico di convocazione, seppur venga fatta salva la necessità che, nei casi in cui l’attività di segretario sia affidata ad un Notaio, lo stesso si trovi in un luogo all’interno del proprio ambito territoriale [4].

Data la previsione di un’Assemblea dei Soci con tutti i partecipanti, ivi incluso il Presidente ed il Segretario, connessi mediante mezzi telematici e, potenzialmente, tutti in luoghi diversi, si è posto un ulteriore tema per quanto attiene alle modalità di verbalizzazione, ed in particolare con riferimento alla doppia sottoscrizione del verbale dell’Assemblea dei Soci da parte sia del Presidente, sia del Segretario ai sensi dell’art. 2375, comma I, c.c. [5].

A tal riguardo, anzitutto, si segnala che il tema non si pone per quanto attiene ai verbali di Assemblea Straordinaria dei Soci, e – pertanto – con la funzione di segreteria affidata alla figura del Notaio. In tali casi, infatti, è riconosciuto dalla dottrina e dalla giurisprudenza che la sola sottoscrizione da parte del Notaio sia sufficiente al fine di perfezionare il verbale dell’Assemblea dei Soci in sede straordinaria [6].

Per quanto, invece, attiene a tutte quelle Assemblee che non necessitano di un verbale notarile, la doppia sottoscrizione Segretario-Presidente deve sussistere, pena la mancanza di verbale, ai sensi dell’Art. 2379, comma III, c.c.. A tal riguardo, data la mancanza di espressa previsioni di legge, il verbale potrà essere, come puntualizzato dalla Massima 187/2020 del Consiglio Notarile di Milano, oggetto di successiva redazione e successiva sottoscrizione, mentre sembra dubbia la possibilità di riconoscere, durante il perdurante periodo emergenziale, la validità del verbale sottoscritto unicamente dal Segretario [7].

Inoltre, si segnala che, come sottolineato dalla dottrina [8] e dalla stessa Assonime [9], le disposizioni di cui all’art. 106 del Cura Italia sono espressioni di principi applicabili anche alle riunioni del consiglio di amministrazione, dei comitati consiliari e degli organi di controllo anche in assenza di apposita previsione statutaria o autoregolamentare.

2.3 Società a responsabilità limitata

Per quanto attiene specificatamente alle Società a Responsabilità Limitata, l’art. 106 del Cura Italia ha previsto che, anche in deroga alle disposizioni di legge o di statuto, le decisioni dei soci possano essere adottate mediante consultazione o consenso espresso per iscritto.

Pertanto, si segnala che la previsione ha, da un lato, esteso tali modalità di esercizio di voto alle S.r.l. che non contengano disposizioni in tal senso nello statuto, e dall’altro lato, sostanzia la possibilità riconosciuta alle Assemblee dei Soci di S.r.l. di adottare tali (consueti) metodi decisionali anche nei casi in cui, ai sensi dell’art. 2479, l’Assemblea dei Soci debba adottare la decisione collegialmente, ovvero a titolo esemplificativo l’approvazione del bilancio e le modificazioni dell’atto costitutivo.

3. Impatto del Decreto Liquidità Italia in materia di perdite, bilancio e finanziamenti soci

Il Decreto Legge n. 23 dell’8 aprile 2020 convertito con la Legge 5 giugno 2020, n. 40 (il “Decreto Liquidità”), ha introdotto tre ordini di misure straordinarie e temporanee a favore delle imprese.

3.1 Deroghe alla disciplina civilistica in tema di perdite di capitale

Per quanto attiene alle perdite di capitale, l’art. 6 del Decreto Liquidità ha previsto che dalla data del decreto e fino alla data del 31 dicembre 2020, nel caso di perdite del capitale sociale rilevanti (superiori al terzo e/o tali da ridurlo al di sotto del minimo legale) troverà applicazione una disciplina in deroga ad una serie di disposizioni di natura codicistica, come segue:

  • nel caso di perdite tali da ridurre il capitale sociale in misura superiore al terzo del capitale o al di sotto del minimo legale, le società per azioni e le società a responsabilità limitata sono esonerate dall’obbligo di procedere a ricapitalizzazione o di trasformazione [10];
  • nel caso di perdite o riduzione del capitale al di sotto del minimo legale per le S.p.A. e le S.r.l., ovvero nel caso di perdita del capitale sociale per le Soc. Coop, non opererà la causa di scioglimento specificatamente prevista dall’art. 2484, comma 1 n. 4, c.c. per S.p.A. ed S.r.l., e dall’art. 2545-duodecies c.c. per le società cooperative.

Risulta opportuno segnalare che il testo di cui all’art. 6 del Decreto Liquidità riconosce la propria applicabilità a tutte le “le fattispecie verificatesi nel corso degli esercizi chiusi entro il 31 dicembre 2020”, riferendosi dunque sia alle perdite del capitale emerse nel corso dell’intero l’esercizio 2020 sia anche a quelle sorte negli esercizi precedenti.

Tale lettura letterale, da un lato non risulta essere in linea con la Relazione Illustrativa al Decreto dove vengono menzionate le perdite di capitale “dovute alla crisi da COVID-19” come sostenuto da parte della dottrina [11], dall’altro lato, altra parte della dottrina ha implicitamente riconosciuto tale estensione [12] [13] [14].

A tal riguardo, è intervenuto il Consiglio Notarile di Milano con la Massima n. 191 del 16 giugno 2020 [15], il quale ha sostenuto che la sospensione dell’obbligo di riduzione del capitale a copertura delle perdite troverebbe applicazione a prescindere da quale sia la data di riferimento del bilancio di esercizio o della situazione patrimoniale infra-annuale dai quali emergano le perdite, e pertanto, anche con riferimento a perdite che si siano formate antecedentemente all’emergenza epidemiologica legata al Covid-19 e del Decreto Liquidità.

Inoltre, attraverso la stessa massima, il Consiglio Notarile meneghino ha voluto ulteriormente precisare che restano comunque fermi gli obblighi informativi in capo agli amministratori e, in particolare, l’obbligo di convocazione senza indugio dell’assemblea sia nel caso in cui, per effetto delle perdite registrate, il patrimonio netto sia superiore al capitale minimo previsto dalla legge (ai sensi degli artt. 2446 e 2482-bis c.c.), sia nel caso in cui il patrimonio netto sia inferiore al capitale minimo previsto dalla legge per effetto di perdite registrate che siano superiori a un terzo del capitale sociale (ai sensi degli artt. 2447 e 2482-ter c.c.).

Infine, si segnala che, nella stessa massima, viene ulteriormente sostenuta la legittimità di deliberazioni, assunte nel periodo intercorrente tra il 9 aprile 2020 ed il 31 dicembre 2020, aventi ad oggetto l’aumento di capitale a pagamento anche se non precedute dalla riduzione del capitale sociale a copertura delle perdite ai sensi di legge, anche qualora, ad esito dell’aumento di capitale, il rapporto tra patrimonio netto della società continui ad essere inferiore ai due terzi del capitale sociale (fattispecie di cui agli artt. 2446 e 2482-bis c.c.) o inferiore al minimo legale (fattispecie di cui agli artt. artt. 2447 e 2482-ter c.c.).

3.2 Continuità aziendale e bilancio

Per quanto attiene alla disciplina in merito alla redazione del bilancio, l’art. 7 del Decreto Liquidità ha previsto, per i bilanci dell’esercizio in corso, che la valutazione delle voci di bilancio possa essere operata nella prospettiva della continuazione aziendale se tale situazione fosse sussistente nel bilancio dell’esercizio precedente [16].

Per quanto attiene all’applicabilità, la disposizione del Decreto Liquidità prevede che tale criterio di valutazione possa essere adottato anche con riferimento ai bilanci chiusi, e non ancora approvati, fino alla data del 23 febbraio 2020, il che nella maggior parte dei casi coinciderà con il bilancio chiuso al 31 dicembre 2019.

Inoltre, l’adozione di tale criterio di valutazione dovrà essere specificamente illustrata dall’organo amministrativo nella nota informativa, anche mediante il richiamo delle risultanze del bilancio precedente.

Sul punto è intervenuta anche la Corte di Cassazione con la propria Relazione Tematica n. 56 datata 8 luglio 2020, nella quale viene riconosciuta un’applicabilità generalizzata della norma in questione, senza che si renda necessaria una valutazione dell’impatto derivante dalle conseguenze collegate all’emergenza epidemiologica [17].

Inoltre, sempre la Corte di Cassazione, nella menzionata Relazione Tematica, ha scrupolosamente precisato che una volta venuta meno l’applicabilità della norma in questione, la consistenza patrimoniale e le prospettive economiche dovranno essere nuovamente valutare in base ai termini ordinari, e – pertanto – la società che abbia beneficiato della norma dovrà aver mantenuto ovvero ricostituito un equilibrio economico finanziario e la relativa consistenza patrimoniale [18].

Infine, si segnala anche l’intervento dell’Organismo Italiano di Contabilità [19], il quale, in merito alla portata della norma (che richiama esplicitamente l’art. 2423bis c.c.), ha chiarito, inter alia, che:

(a)  la deroga di cui all’art. 7 troverebbe applicazione unicamente con riferimento alle società che redigano il bilancio applicando le norme del codice civile e dell’OIC, e non anche a quelle società che siano tenute a redigere il bilancio mediante l’utilizzo dei principi contabili internazionali IAS/IFRS;

(b) i bilanci per i quali troverebbe applicazione l’art. 7 sarebbero quelli relativi (i) agli esercizi chiusi dall’organo assembleare prima della data del 23 febbraio 2020, ma non ancora approvati, (ii) ai bilanci d’esercizio relativi agli esercizi che si chiuderanno successivamente al 23 febbraio 2020 e prima del 31 dicembre 2020 e, infine, (iii) ai bilanci relativi all’esercizio in corso al 31 dicembre 2020.

(c) la nota integrativa dovrà illustrare le significative incertezze “in merito alla capacità dell’azienda di continuare a costituire un complesso economico funzionante destinato alla produzione di reddito per un prevedibile arco temporale futuro relativo a un periodo di almeno dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio” e, a tal fine, dovrà illustrare i fattori di rischio, le assunzioni effettuate, le incertezze identificate, i piani aziendali futuri per far fronte a tali rischi ed incertezze, ovvero qualora nel futuro arco temporale di riferimento non vi siano alternative ragionevoli alla cessazione dell’attività, la nota integrativa dovrà indicare tutte tali circostanze e gli eventuali e probabili effetti che tali circostanze siano destinate a produrre sulla situazione patrimoniale ed economica della società.

3.3 Postergazione dei finanziamenti soci

Infine, si segnala che l’art. 8 del Decreto Liquidità ha introdotto una nuova misura atta ad escludere l’applicazione della disciplina della postergazione, di cui all’art. 2467 c.c., ai finanziamenti dei soci, ovvero, ai sensi dell’art. 2497-quinquies c.c., ai finanziamenti dei soggetti che esercitano direzione e coordinamento.

Pertanto, la norma fa venir meno la necessità in capo ai soci finanziatori di procedere ad una valutazione finanziaria – patrimoniale della società al momento dell’erogazione del finanziamento, con la conseguenza che in caso in cui venisse concesso un finanziamento cd. “anomalo” (dunque, quando concesso in un momento in cui la società (a) anche in considerazione del tipo di attività svolta, versasse in una condizione di eccessivo squilibrio tra indebitamento e patrimonio netto ovvero (b) quando vi fosse stata una situazione finanziaria della società tale da rendere ragionevole un apporto a titolo di conferimento), il credito derivante non sarebbe soggetto ad un rimborso postergato rispetto alle pretese creditorie di terzi creditori.

La disposizione sembra essere finalizzata ad incentivare i finanziamenti endogeni alla società per il mantenimento della continuità aziendale, in un periodo emergenziale, con il coinvolgimento in primis degli stessi soci e – di conseguenza – anche in tutti quei casi in cui la società non avesse ulteriori accessi al credito presso terzi.

In merito alla portata della norma, occorre precisare che parte della dottrina si è orientata, da un lato, a ritenere che l’utilizzo della locuzione “finanziamenti effettuati” debba riferirsi a quei finanziamenti non solamente conclusi tra socio e società, ma anche erogati entro l’arco temporale indicato dalla norma, mentre, dall’altro lato, a ritenere che la deroga alla postergazione troverebbe applicazione anche qualora il rimborso del finanziamento effettuato (rectius, erogato) entro il 31 dicembre 2020 sia successivo a tale data [20].

A tal riguardo, infine, si precisa che la postergazione, disciplinata specificamente per le società a responsabilità limitata, trova applicazione, come riconosciuto dalla dottrina e giurisprudenza, anche con riferimento alle società per azioni, alle quali, conseguentemente, si applicheranno anche i benefici introdotti dal Decreto Liquidità in materia.

 

A cura di Filippo Federici e Angelo Fabris.

Il contenuto di questo elaborato ha valore meramente informativo e non costituisce, né può essere interpretato, quale parere professionale sugli argomenti in oggetto. Per ulteriori informazioni si prega di contattare il vostro professionista di riferimento ovvero di scrivere al seguente indirizzo: corporate.commercial@nctm.it.

 

 

[1] Per una panoramica delle novità (e alcuni profili comparatistici) si veda anche il recente articolo Ventoruzzo, “Continuità aziendale, perdite sul capitale e finanziamenti soci nella legislazione emergenziale da COVID-19”, in Le Società, 05/2020.
[2] Sul Punto, si è dapprima espressa Assonime, e, in tal senso, per quanto attiene alle società quotate, dando per assunta la necessità di indicazione di un luogo di convocazione, P. Marchetti – Ventoruzzo, “Assemblea Virtuale? Qualcosa resterà”, in Corriere della Sera, 30 marzo 2020.
[3] Si veda Busani, “Assemblee e Cda in audio-video conferenza durante e dopo COVID-19”, in Rivista Le Società 04/2020, secondo il quale l’indicazione del luogo fisico per l’Assemblea dei Soci è un elemento “Francamente, se l’assemblea si svolge (obbligatoriamente) del tutto on-line, l’indicazione, nell’avviso di convocazione, di un luogo di convocazione non ha senso (e, quindi, appare legittimo un avviso di convocazione che non riporti il luogo di convocazione): il luogo di convocazione è il luogo indicato dalla società all’esclusivo fine di permettere agli aventi diritto di partecipare all’adunanza, quando, invece, per definizione, l’assemblea che si svolge totalmente on line, un luogo di convocazione non ce l’ha”; in tal senso anche Schiuma, “Dagli atomi ai bit: l’assemblea in via esclusivamente telematica”, in Il Sole24Ore, 7 Aprile 2020; in tal senso, riconoscendo implicitamente la configurabilità di un avviso di convocazione Atlante – Maltoni – C. Marchetti – Notari – Roveda, “Le disposizioni in materia societaria nel Decreto-legge COVID-19 (Decreto legge 17 marzo 2020, n. 18). Profili applicativi”, in Federnotizie, 30 marzo 2020.
[4] Si veda Consiglio Notarile di Milano, “Intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione (art. 2370, comma 4, c.c.)”, Massima n. 187, 2020. Nella motivazione il Consiglio Notarile Meneghino specifica che “Viene quindi derogata proprio la regola che impone di convocare le assemblee in un determinato luogo fisico (nell’ambito territoriale stabilito dalla legge o dallo statuto) e che quindi attribuisce a tutti i soci il diritto di partecipare all’assemblea recandosi fisicamente in tale luogo, senza avvalersi dei mezzi di telecomunicazione. I soci, pertanto, per poter esercitare il loro diritto di intervento, sono in tal caso obbligati ad utilizzare i mezzi di telecomunicazione previsti dall’avviso di convocazione. […] Si deve cioè affermare che qualora l’avviso di convocazione preveda esclusivamente la partecipazione mediante mezzi di telecomunicazione, senza indicare un luogo fisico predeterminato di svolgimento della riunione, non è necessaria la presenza di alcun soggetto in alcun determinato luogo”.
[5] Cfr. Articolo 2375, Comma I, Codice Civile “Le deliberazioni dell’assemblea devono constare da verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario o dal notaio. Il verbale deve indicare la data dell’assemblea e, anche in allegato, l’identità dei partecipanti e il capitale rappresentato da ciascuno; deve altresì indicare le modalità e il risultato delle votazioni e deve consentire, anche per allegato, l’identificazione dei soci favorevoli, astenuti o dissenzienti. Nel verbale devono essere riassunte, su richiesta dei soci, le loro dichiarazioni pertinenti all’ordine del giorno. Il verbale dell’assemblea straordinaria deve essere redatto da un notaio. Il verbale deve essere redatto senza ritardo, nei tempi necessari per la tempestiva esecuzione degli obblighi di deposito o di pubblicazione”.
[6] Per la dottrina, Consiglio Notarile di Milano, Tempi e regole per la formazione del verbale di assemblea (art. 2375 c.c.)”, Massima n. 45, 2004; Consiglio nazionale del Notariato, “Il presidente dell’assemblea”, in Studio di Impresa n. 70, 2009; per la giurisprudenza, Tribunale di Messina, 22 aprile 2005 in Pluris.
[7] Si veda Busani, op. cit..
[8] Si veda P. Marchetti – Ventoruzzo, op. cit. e Busani, op. cit..
[9] Assonime, “Decreto-legge del 17 marzo 2020 n. 18: le disposizioni in materia di svolgimento delle assemblee (art. 106)”, 18 marzo 2020.
[10] Tali obblighi vengono disposti, per le S.p.A., agli artt. 2446, commi 2 e 3, e 2447 c.c., e, per le S.r.l., agli artt. 2482-bis commi 4, 5 e 6, e 2482-ter c.c., espressamente derogati dall’art. 6 del Decreto Legge n. 23 dell’8 aprile 2020.
[11] In tal senso Legnani,, “Le nuove disposizioni in materia societaria volte a fronteggiare l’emergenza”, in Il Societario, 16 aprile 2020; Brizzi, “Il diritto societario della crisi alla prova dell’emergenza Covid-19”, in Il Corriere Giuridico, 07/2020.
[12] In tal senso, Ventoruzzo, “Continuità aziendale, perdite sul capitale e finanziamenti soci nella legislazione emergenziale da COVID-19”, in Le Società, 05/2020, p. 531 secondo il quale un’“interpretazione “minimalista” […] non è accettabile. Simili distinzioni tra le cause di un ipotetico dissesto sarebbero, nella stragrande maggioranza dei casi, estremamente difficili, incerte, e in certo senso arbitrarie: i fenomeni economici, e il modo in cui essi si riflettono nel bilancio, sono correlati e interdipendenti, e il mancato incasso di un vecchio credito – che in ipotesi non avesse alcun legame causale con l’emergenza sanitaria – difficilmente potrebbe ritenersi, da solo, essere la ragione della non continuità, essendo questa la conseguenza del complesso della gestione. Nulla esclude, ad esempio, che in assenza di un peggioramento delle vendite, e di ciò che esso implica sulla valutazione delle rimanenze anche nel bilancio 2019 non ancora chiuso (fenomeni invece connessi alla infezione), concorra alla perdita di continuità. La stessa Relazione illustrativa del decreto, a ben leggere, pur facendo ovviamente riferimento agli effetti negativi legati alla pandemia, non afferma la necessità di isolare e neutralizzare solo gli effetti strettamente connessi ad essa.” e Giampaolino, “Congelato l’obbligo di assemblea per perdite di rilevante entità”, in Sole 24 Ore Focus Norme e Tributi, 16 aprile 2020.
[13] In tal senso, si veda anche la Relazione Tematica n. 56 della Corte di Cassazione datata 8 luglio 2020, la quale, richiamando D’Attorre, “Disposizioni temporanee in materia di riduzione del capitale ed obblighi degli amministratori di società in crisi”, in Fallimento, 05/2020, segnala che “La parentesi esonerativa si apre al di fuori di qualsiasi controllo pubblicistico e intercetta tutte le imprese, senza distinzioni”.
[14] Per una panoramica in merito alle due opposte interpretazioni si veda Busani, “Il 2020 come anno di grazia per le perdite da Covid-19” in Le Società, 05/2020, dove l’Autore sostiene una tesi restrittiva della norma.
[15] Si veda Consiglio Notarile di Milano, “Sospensione della disciplina in tema di riduzione obbligatoria del capitale a copertura di perdite, nel periodo dell’emergenza Covid-19 (artt. 2446, 2447, 2482-bis e 2482-ter c.c.; art. 6 d.l. 23/2020)”, Massima 191, 2020.
[16] A tal riguardo, si segnala che, come correttamente evidenziato da parte della dottrina, l’art. 7 non costituirebbe un obbligo in capo agli amministratori nella valutazione delle voci di bilancio, quanto una facoltà; in tal senso Ventoruzzo, op. cit. e Brizzi, op. cit..
[17] Corte di Cassazione, op. cit., in base alla quale “l’esenzione è generalizzata e prescinde dall’analisi della situazione dell’impresa, non vagliandosi se essa sia o meno interessata dalle conseguenze della pandemia o esibisca una precarietà finanziaria pregressa o indipendente”.
[18] Corte di Cassazione, op. cit..
[19] Organismo Italiano di Contabilità, Documento Interpretativo n. 6, 3 giugno 2020.
[20] A tal riguardo, si veda Ventoruzzo, op. cit. e Brizzi, op. cit..

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