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03/12/2020

Gli oneri economici per i servizi di vigilanza non possono gravare sui soli concessionari di aree demaniali

Con alcune recenti pronunce [1], il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana ha chiarito che gli oneri economici per lo svolgimento del servizio pubblico di controllo ai varchi doganali non possono essere posti a carico dei soli concessionari di aree demaniali, dovendo invece essere ripartiti tra tutti gli utilizzatori dei servizi del porto.

Le suindicate pronunce traggono origine, in particolare, da due ricorsi proposti contro i provvedimenti con cui, nel corso del 2015, l’allora Autorità Portuale di Livorno (ora Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale) aveva richiesto a due società concessionarie il pagamento di determinate somme da destinare al pagamento della società incaricata del servizio di vigilanza e controllo doganale all’interno del Porto di Livorno.

Il T.A.R. Toscana, con le pronunce in commento, ha accolto i ricorsi proposti dai concessionari, annullando le richieste di pagamento inviate dall’Autorità Portuale.

Il Giudice fiorentino ha in particolare ritenuto che la disposizione della legge finanziaria 2007 [2] che riconosce all’Autorità il potere di applicare una addizionale “su tasse, canoni e diritti” per il sovvenzionamento del servizio di vigilanza impone all’Autorità anche di porre tali oneri a carico di tutti gli utilizzatori dei servizi del porto, senza distinzione alcuna.

Il Giudice Amministrativo ha quindi ritenuto che la scelta dell’Autorità Portuale di far ricadere solo sui concessionari di aree e banchine portuali i costi per i servizi di vigilanza fosse contraria alle previsioni della legge finanziaria 2007, dovendo tali servizi essere finanziati anche per il tramite delle altre entrate dell’Autorità, quali i proventi di autorizzazioni per operazioni portuali, gli eventuali proventi derivanti dalle cessioni di impianti e, ancora, il gettito delle tasse sulle merci sbarcate ed imbarcate.

È di particolare interesse rilevare che, nelle pronunce in commento, il TAR Toscana ha evidenziato l’illegittimità delle richieste di pagamento inviate ai concessionari anche nella parte in cui gli importi erano stati determinati dall’Autorità tenendo in considerazione solamente la dimensione delle aree detenute in concessione, essendo illogico, secondo i Giudici toscani, presuppore che a superfici maggiori corrisponda sempre e comunque un più consistente impegno dei varchi e del servizio di vigilanza.

Le sentenze in commento, imponendo all’Autorità di procedere ad una diversa (e più equa) distribuzione dei costi per l’espletamento del servizio di vigilanza all’interno delle aree portuali, costituiscono, con tutta evidenza, un importante approdo per garantire una sostanziale parità di trattamento fra i diversi operatori attivi sul mercato delle operazioni portuali.

 

Il contenuto di questo elaborato ha valore meramente informativo e non costituisce, né può essere interpretato, quale parere professionale sugli argomenti in oggetto. Per ulteriori informazioni si prega di contattare il vostro professionista di riferimento.

 

 

[1] TAR Toscana, Firenze, sez. I, 14 ottobre 2020, n. 1209 e TAR Toscana, Firenze, sez. I, 14 ottobre 2020, n. 1207.
[2] L’art. 1, comma 984 della legge 27 dicembre 2006 n. 296.

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