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05/08/2020

La Battaglia di Bilbao del XXI secolo: no alla tassazione delle Autorità Portuali spagnole

Uno dei temi che abbiamo affrontato diverse volte nel nostro Shipping & Transport Bulletin è quello della tassazione delle Autorità Portuali nei porti europei. Il tema è particolarmente delicato per l’Italia in quanto – come ricorderemo meglio infra – è in corso una procedura [1] avviata dalla Commissione Europea allo scopo appunto di verificare la compatibilità del regime di tassazione applicato alle Autorità di Sistema Portuale italiane con la normativa europea.

Con il presente intervento vogliamo esaminare una situazione analoga, che coinvolge però le Autorità Portuali spagnole.

È stata infatti recentemente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea l’informativa relativa al ricorso presentato dalla Autoridad Portuaria de Bilbao (nel prosieguo “AP Bilbao”) avverso la decisione della Commissione europea dell’8 gennaio 2019 [2], relativa alla tassazione dei porti in Spagna, nonché contro le decisioni della Commissione europea del 7 marzo 2019 [3] e del 15 novembre 2019 [4] (“Decisioni Impugnate”) [5].

Le Decisioni Impugnate dichiarano le agevolazioni fiscali ricevute dai porti spagnoli, ivi incluso il porto di Bilbao, incompatibili con le norme europee sul libero mercato e sulla concorrenza.

La Commissione Europea, con le Decisioni impugnate, aveva contestato il fatto che (i) in Spagna le autorità portuali fossero esenti dall’imposta sul reddito delle società relativamente alle loro principali fonti di reddito, ovvero le tasse portuali e/o le entrate derivanti dalle concessioni demaniali; mentre (ii) nei Paesi Baschi, le autorità portuali fossero addirittura completamente esenti dall’imposta sul reddito delle società.

Secondo la Commissione Europea, tali agevolazioni costituiscono a tutti gli effetti un aiuto di Stato.

Nel novembre 2019, a seguito della sopra citata Decisione della Commissione europea dell’8 gennaio 2019, la Spagna ha accettato di modificare la propria legislazione in materia di imposta sul reddito delle società per allinearla alle norme unionali sugli aiuti di Stato. In particolare, le autorità spagnole si sono impegnate ad assoggettare i porti spagnoli, compresi quelli situati nei Paesi Baschi, alle ordinarie norme in materia di imposta sul reddito delle società a partire dal 2020. La Commissione ha accolto con favore questo impegno e lo ha formalmente accettato con la menzionata Decisione del 15 novembre 2019.

L’AP Bilbao, tuttavia, non condividendo le Decisioni Impugnate e non intendendo perdere il regime agevolato di cui ha goduto fino ad oggi, ha presentato ricorso contro le Decisioni Impugnate dinnanzi al Tribunale dell’Unione Europea.

L’AP Bilbao ha fondato il proprio ricorso su cinque argomenti:

  1. Le misure di esenzione fiscale oggetto delle Decisioni Impugnate non costituirebbero un vantaggio economico, mentre la soppressione di tale esenzione imporrebbe un onere economico a carico dell’AP Bilbao. Infatti, quest’ultima sarebbe comunque tenuta a finanziare investimenti di interesse generale con le proprie risorse.
  2. Nell’istruttoria condotta dalla Commissione Europea non sarebbe stata svolta un’analisi completa dei dati disponibili.
  3. L’esenzione fiscale non falserebbe né minaccerebbe di falsare la concorrenza e non inciderebbe in alcun modo sugli scambi tra Stati membri. Infatti, le misure di esenzione oggetto delle Decisioni Impugnate non migliorerebbero la posizione concorrenziale delle autorità portuali e, pertanto, non si avrebbe un’incidenza dell’esenzione in parola sugli scambi tra Stati membri. Per tale motivo, queste agevolazioni non potrebbero costituire un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107 TFUE.
  4. L’esenzione fiscale, inoltre, non sarebbe selettiva, in quanto non costituirebbe un’eccezione al sistema di riferimento, motivo per cui non potrebbe costituire un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107 TFUE.
  5. Infine, anche qualora venisse ritenuta un aiuto di Stato, l’esenzione in parola sarebbe comunque compatibile con il mercato interno. Infatti, a norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE, gli aiuti intesi a facilitare lo sviluppo di determinate attività o di determinate regioni economiche possono essere considerati compatibili con il mercato interno, a condizione che non alterino le condizioni degli scambi in senso contrario all’interesse comune. Non vi sarebbe dubbio, secondo l’AP Bilbao, che l’esenzione fiscale in questione consentirebbe lo sviluppo dell’attività portuale in Spagna. Senza tale regime agevolato, infatti, l’AP Bilbao non sarebbe in grado di effettuare gli investimenti portuali che sta attualmente sviluppando.

Monitoreremo gli sviluppi di questa vicenda [6], in quanto la questione è di particolare interesse anche per le Autorità di Sistema Portuale italiane.

Come detto, infatti, la Commissione Europea ha ravvisato una violazione dell’art. 107 del TFUE nell’esenzione fiscale concessa agli enti responsabili della gestione dei porti in Italia, in quanto anche tale esenzione parrebbe costituire un aiuto di Stato.

La Commissione Europea, infatti, ha ritenuto che “il trattamento differenziato tra le autorità portuali (che non sono assoggettate all’imposta sul reddito delle società) e le altre imprese operanti in Italia (che vi sono assoggettate) costituisca un vantaggio selettivo a favore delle prime, che non può essere giustificato dalla natura e dalla logica del sistema fiscale italiano applicabile alle società. Tale trattamento fiscale agevolato, inoltre, minaccia di falsare la concorrenza e di incidere sul commercio all’interno dell’Unione”  [7].

L’Italia si è sempre difesa affermando che le Autorità di Sistema Portuale italiane non sarebbero qualificabili come imprese, in quanto enti pubblici non economici. Tale impostazione – come già rilevato nei nostri precedenti interventi sul tema [8] – collide con la visione prevalente in ambito unionale. Ricordiamo infatti che la Corte di Giustizia ha chiarito più volte che “la nozione di impresa abbraccia qualsiasi entità che eserciti un’attività economica, a prescindere dallo status giuridico di detta entità e dalle sue modalità di finanziamento, e che costituisce un’attività economica qualsiasi attività che consista nell’offrire beni o servizi su un determinato mercato” [9].

La Commissione Europea, inoltre, si è più volte espressa nel senso che “lo sfruttamento commerciale di infrastrutture portuali e la costruzione di simili infrastrutture ai fini di sfruttamento commerciale costituiscono attività economiche” e – più precisamente – è stato ritenuto che le Autorità di Sistema Portuale esercitino attività economica in quanto “rilasciano concessioni o autorizzazioni (uso di un bene dietro pagamento di un canone) a imprese (generalmente) private per l’impiego commerciale del bene (infrastruttura portuale di base) e la fornitura di servizi (ad esempio carico, scarico, pilotaggio, traino) a compagnie di navigazione” [10].

Per quanto riguarda l’Italia, la procedura avviata dalla Commissione Europea [11] è attualmente in corso. La Commissione Europea ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea [12], in data 10 gennaio 2020, la lettera con cui veniva comunicato all’Italia l’avvio della procedura d’indagine formale ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 2, del TFUE e l’“Invito a presentare osservazioni a norma dell’articolo 108, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea”.

Vista l’assoluta rilevanza della procedura appena citata e l’impatto che potrà avere sulla nostra industry, continueremo a seguire con la massima attenzione queste vicende per fornirvi aggiornamenti e commenti.

 

Il contenuto di questo elaborato ha valore meramente informativo e non costituisce, né può essere interpretato, quale parere professionale sugli argomenti in oggetto. Per ulteriori informazioni si prega di contattare il vostro professionista di riferimento.

 

 

[1] SA.38399
[2] Vds. decisione della Commissione europea dell’8 gennaio 2019 [C (2018) 8676 final].
[3] Vds. decisione della Commissione europea del 7 marzo 2019 [C (2019) 1765 final].
[4] Vds. decisione del 15 novembre 2019 [C (2019) 8068 final].
[5] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:62020TN0126&from=EN
[6] La causa è stata iscritta a ruolo del Tribunale dell’Unione Europea T-126/20.
[7] Cfr. pag. 11 della Comunicazione della Commissione Europea – DG Concorrenza alla Rappresentanza Permanente d’Italia del 30.4.2018.
[8] Per un commento sulla vicenda vds. “Shipping & Transport Bulletin giugno – luglio 2018”.
[9] Vds. Corte di Giustizia, causa C-35/96, Commissione/Italia, punto 36.
[10] Ex multis vds. decisione della Commissione Europea “Aiuti di Stato SA.38399 (2018/E) – Tassazione dei Porti in Italia. Per un commento sulla vicenda vds. “Shipping & Transport Bulletin giugno – luglio 2018”.
[11] vds. decisione della Commissione Europea “Aiuti di Stato SA.38399 (2018/E) – Tassazione dei Porti in Italia. Per un commento sulla vicenda vds. “Shipping & Transport Bulletin giugno – luglio 2018”.
[12] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/ALL/?uri=OJ:C:2020:007:TOC.

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