Comunicati Stampa
04/03/2019
Diritto Amministrativo, Pubblico Comunitario

Nuovo Codice appalti

Nctm Studio Legale ha assistito Asmel – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, nella redazione della proposta di riforma al D. Lgs. n. 50/2016, cosiddetto “Codice appalti”.

“É necessaria un’immediata modifica del codice dei contratti pubblici per provocare una ripresa del mercato di riferimento. Un mercato che ha visto la perdita di oltre 600.000 posti di lavoro dall’inizio della crisi economica e la chiusura di circa 120.000 aziende, secondo fonti ANCE. Nonostante i dati negativi, il comparto pesa ancora l’8% del prodotto interno lordo da solo e, complessivamente, più del 22%, se si considerano anche la filiera e le attività immobiliari.” – ha dichiarato Marco Monaco, partner Nctm Studio Legale.

Le modifiche necessarie, messe a punto con Asmel, che associa oltre 2.600 comuni in tutt’Italia, si soffermano su:

  1. introduzione di una fonte regolamentare, per dare attuazione alle disposizioni del codice, eliminando ed abrogando i provvedimenti attuativi, ovvero decine di decreti ministeriali (76) e tutte le Linee guida Anac, riportate nel D. Lgs. n. 50/2016;
  2. eliminazione delle ipotesi di gold plating e di violazione delle direttive comunitarie, già evidenziate dalla Commissione europea, con la procedura d’infrazione n. 2273/2018;
  3. previsione di un’esplicita ipotesi di esclusione della responsabilità erariale per colpa grave in caso di stipula del contratto di appalto, senza rischi in capo a chi firma, già nella fase cautelare del processo amministrativo;
  4. reintroduzione dell’appalto integrato, ovvero alla facoltà di ricorrere all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione di lavori sulla base del progetto definitivo dell’amministrazione aggiudicatrice;
  5. reintroduzione dell’affidamento dei lavori, servizi e forniture complementari, con procedura negoziata senza bando;
  6. superamento della previsione della nomina delle commissioni giudicatrici attraverso il procedimento incardinato in base all’albo Anac;
  7. sistemazione della disciplina delle varianti;
  8. eliminazione dell’obbligo di qualificazione delle centrali di committenza, lasciando alle amministrazioni il potere di decidere come aggregarsi, in linea con quanto previsto dalle disposizioni comunitarie;
  9. introduzione, con la fonte regolamentare, di una disciplina specifica per l’affidamento di un contratto di concessione di servizi, con il procedimento della finanza di progetto;
  10. mera semplificazione di diverse disposizioni, articolate in capi diversi del testo, sebbene riferite a fasi procedurali strettamente connesse (si pensi, a titolo esempio, alla sub- procedura dell’esito dei risultati della procedura ed al procedimento di accesso agli atti).