Rassegna Stampa
01/07/2019
ItaliaOggi Sette
Fusioni & Acquisizioni, Private Equity

Anche gli esperti di m&a si ritagliano uno spazio nel food

NEL SETTORE AGROALIMENTARE SI REGISTRANO OPERAZIONI SEMPRE PIÙ COMPLESSE E TRANSNAZIONALI

Mai come in questo caso è vero che i grandi affari si concludono a tavola. Come nel recente caso di Newlat che ha acquisito la Delverde; operazione che ha visto coinvolti BonelliErede, con un team coordinato dal partner Matteo Maria Pratelli, al fianco del gruppo Newlat, gruppo italiano del settore agroalimentare, nell’operazione di acquisizione del 100% di Delverde Industrie Alimentari, azienda italiana dello stesso settore, dalla multinazionale argentina Molinos Rio de la Plata, assistita dallo studio legale internazionale Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners. Anche Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners, è al lavoro sul settore food. «All’interno del dipartimento di M&A alcuni dei soci e senior associates si sono occupati più frequentemente di operazioni nel settore food e questo ha naturalmente creato nel tempo un expertise specifica, non solo per le operazioni straordinarie ma anche per l’assistenza continuativa a importanti gruppi nel settore» spiega Sebastiano Cassani, partner di Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners. «Particolare rilievo hanno le problematiche relative ai canali distributivi, sia italiani sia esteri; con riferimento a questi ultimi ci siamo trovati a gestire problematiche connesse ai mercati di sbocco eventualmente coinvolti da restrizioni di embargo internazionale. Il settore agroalimentare italiano ha indubbiamente una grande importanza e un’enorme attrattiva per gli investitori. Le linee di sviluppo sono sempre legate allo sviluppo di operazioni di investimento e aggregazione, con un importante ruolo giocato dal reperimento di risorse finanziarie.

Aggiungo che il settore alimentare è anche chiave per il traino di settori laterali, sui quali abbiamo più volte lavorato, quali il packaging, macchinari e automazione della linea di produzione» aggiunge. «Possiamo creare team M&A multidisciplinari con enorme esperienza nel settore Food&Beverage, spaziando in maniera trasversale dal private equity, ai temi di gestione governance familiare, al tax, al diritto amministrativo e comunitario in materia di food law», spiega Massimiliano Nitti, partner, responsabile del Dipartimento m&a dello studio Chiomenti. «Abbiamo assistito diversi soggetti stranieri – società e fondi – interessati a entrare a far parte di realtà del mondo F&B. Molto spesso le questioni di governance e i rapporti tra gli investitori istituzionali e i gruppi familiari di seconda generazione sono la chiave di volta di queste operazioni. Diversamente da altri settori, le aziende di F&B sono resilienti alle crisi di mercato (lo abbiamo visto nel 2009) e quindi, essendo particolarmente stabili nella loro redditività, risultano spesso adatte ad operazioni di leveraged buy out. Le società italiane attive in questo settore sono prevalentemente pmi a carattere familiare che si trovano quindi a dover gestire il ricambio generazionale e le sfide della nuova economia». Altra realtà attiva è Nctm dove Simone De Carli, partner responsabile del dipartimento di fusioni e acquisizioni, private equity ricorda che lo studio «ha un team specializzato in diritto alimentare comunitario, nazionale e internazionale, anche a livello di Omc e Codex Alimentarius. I nostri professionisti si relazionano in maniera continuativa con le principali istituzioni dell’Ue e dell’Omc in materia di accesso al mercato e accordi commerciali regionali, autorizzazioni di prodotti, uso e autorizzazione di agro chimici, confezionamento ed etichettatura. La conoscenza del diritto regolamentare legato alla produzione e distribuzione di prodotti alimentari distingue il nostro studio dalla maggior parte dei nostri competitor. Possiamo infatti estendere il nostro servizio, oltre che alla consulenza m&a basata anche su una profonda conoscenza delle dinamiche del mercato, anche alla verifica di profili di criticità specifica nella gestione della società e, ove opportuno, possiamo assistere e guidare il cliente o la target nella gestione del problema». «Abbiamo una practice di diritto alimentare nell’ambito del dipartimento ambiente e sicurezza con la quale offriamo consulenza sull’intera filiera alimentare, dalle operazioni indirizzate alla fornitura di beni e servizi per l’impresa alimentare (farm supplies aggregate), passando per l’insieme delle attività aziendali di trasformazione e commercializzazione di alimenti, fino ad arrivare alla distribuzione di tali prodotti al consumatore finale e a gestire la fase di post vendita», spiega Francesco Bruno di Pavia e Ansaldo. Lo studio ha assistito una multinazionale francese del settore dei fertilizzanti e dell’agribusiness che ha investito su una food company nel comparto dolciario. Sotto il profilo penalistico ci sono proposte legislative che tendono a riordinare i reati alimentari e lì certamente la richiesta di assistenza di compliance da parte delle aziende crescerà. Inoltre, per gli aspetti civilistici la nuova legge sulla class action probabilmente richiederà una particolare attenzione da parte degli interpreti e degli operatori del diritto». Infine, Daniele Guarnieri direzione affari legali e societari Nestlè Italiana «Da una parte aumenta il grado di specializzazione richiesto agli studi per affrontare i temi di particolare diffi coltà tecnica su cui il team legale interno necessita una consulenza, dall’altra è sempre più fondamentale che i consulenti conoscano le particolarità del business in cui l’azienda opera. Oltre alle tradizionali aree legali attualmente sono molto sentiti i temi legati alla sostenibilità ambientale, alla 231 e tutto ciò che è etica».

 

Tratto da ItaliaOggi Sette

Ricevi i nostri aggiornamenti