Rassegna Stampa
08/10/2019
Capital
Diritto del Mercato dei Capitali

Avvocati d’affari, i Top d’Italia

Kpmg corporate finance , «il trend di quest’anno è in linea con i dati a partire dalla seconda metà del 2018». E del resto il calo non è solo italiano, è globale in termini di controvalori complessivi. Fiani conferma che «pesano le dinamiche geopolitiche, non solo quelle fra Usa e Cina, che impattano sulle operazioni di m&a cross border, che di solito hanno le dimensioni maggiori». Finora, si sono in compenso moltiplicate operazioni di m&a con pmi e private equity, prevalentemente nei settori dei beni di consumo (26) e industriali (17), per 5,8 miliardi. Settori che contano più operazioni curate da avvocati d’affari sono poi capital market, banking & finance, energy, real estate, restructuring, tax, private equity, labour, amministrativo e antitrust. Pbv Monitor, società nata da una costola dell’agenzia Pbv&Partners , è una piattaforma capace di mettere a confronto i servizi in ambito business offerti in 77 giurisdizioni diverse da oltre 7mila studi legali (per oltre 80mila avvocati) in tutto il mondo, e renderli così disponibili ad aziende e professionisti che ricercano determinate prestazioni, soprattutto all’estero; un’eccellenza, dunque, al servizio delle imprese, forte di un grande e solido database. Per Capital ha esaminato cinque segmenti d’attività delle law firm italiane e internazionali, dal 22 settembre 2018 al 23 settembre 2019: corporate m&a, finance, equity e debt capital market, tax. Il risultato sta nelle classifiche in queste pagine, con i primi 10 studi legali e i primi 10 avvocati per valore aggregato delle operazioni e per numero di operazioni. «Non ci sono più i valori del 2018, ma il trend si può comunque considerare positivo, considerando sia il numero di operazioni sia i valori aggregati», commenta Ambrogio Visconti , cofounder, insieme con Paolo Bossi e Andrea Canobbio, di Pbv Monitor. «Utile notare come nel corporate m&a, nel finance e nel capital market il primo terzo degli studi mantenga un vantaggio considerevole rispetto ai restanti 2/3 del campione in termini di valori transati. La forte concentrazione degli incarichi, con i valori più alti assegnati a un numero di studi relativamente piccolo, risulta particolarmente marcata nel settore del capital market, dove buona parte delle operazioni sono curate da meno di 20 studi». Per crescere ancora, e per rispondere alla forte domanda di servizi legali integrati da parte delle principali società clienti, gli studi più importanti hanno scelto di avviare o potenziare alcune practice, come il diritto di famiglia nello studio Carnelutti, guidato da Luca Arnaboldi, e la consulenza per difendersi dal white collar crime, sempre più richiesta dalle imprese. «Il motivo è semplice: gli illeciti penali sono fra i maggiori rischi che un’azienda e i suoi vertici possono dover affrontare. Così come i rischi nei settori regolati e quelli riguardanti aziende che operano in paesi sottoposti a sanzioni internazionali o unilaterali», spiega Bruno Cova , managing partner di Paul Hastings Italia. Quasi tutti i grandi studi d’affari puntano sulla crescita oltreconfine, da BonelliErede, che presidia mercati come Africa e Middle East, a Gop, che ha desk attivi in Africa, Cina, Corea, India e Lussemburgo. C’è chi allarga gli orizzonti con nuove linee di business: è il caso di Bird & Bird, che ha accelerato sul fronte della consulenza con la creazione di Oxygy management consulting , nata dalla fusione tra Baseline (società di consulenza manageriale e organizzativa dello studio) e Valeocon management consulting . «Investendo in questo progetto, lo studio è un esempio del crescente interesse a dare più expertise ai clienti», sottolinea Di Molfetta. Inevitabile nella nuova fisionomia degli studi legani d’affari il forte peso dell’innovazione. La tecnologia è disruptive e trasforma la professione dei business lawyer: più web anche per il dialogo con i clienti, più intelligenza artificiale, più data mining. E ci sono nuove frontiere del diritto legate per esempio a biotech, fintech, insurtech. «Il mondo globalizzato genera problemi giuridici, come quelli relativi all’ambiente, a cui non possiamo certo sottrarci», riconosce Claudia Parzani dello studio Linklaters. Oltre all’abilità di utilizzare nuovi strumenti gestionali, di valutazione della compliance, di gestire sistemi di videoconferenza, serve approfondire la giustizia predittiva, che significa scavare nell’immensa mole di big data giurisprudenziale per rafforzare le ragioni del cliente o per evitargli rischi, sulla base di sentenze precedenti. Dentons e lo studio Portolano Cavallo , per esempio, utilizzano Luminance, piattaforma di intelligenza artificiale leader di mercato, capace di analizzare e classificare clausole contrattuali, gestendo in maniera centralizzata le attività di due diligence. Fra i tool più utilizzati ci sono poi Bluebird, che sostituisce la segretaria a tempo pieno, e Tessian, che aiuta a non inviare email all’indirizzo sbagliato. Alle opportunità del legal tech si aggiunge l’innovazione di startup che offrono servizi legali, anche non legati al business.

È il caso di Lexdo.it, che offre servizi legali automatizzati online. Fondata nel 2015 da Giovanni Toffoletto, nel 2018 ha registrato risultati record con oltre 200mila documenti generati dagli utenti sulla piattaforma digitale. C’è spazio anche per Slidinglife, piattaforma che agevola l’espletamento delle esigenze di una coppia in fase di divorzio, vincitrice del premio Legaltech venture day, fondata nel 2017 dall’avvocato Massimiliano Arena. E naturalmente anche le law firm investono denaro nel legal tech innovativo. Alcune, come Hogan Lovells, gestiscono anzi fondi per l’investimento nelle neoaziende. Altre creano hub dove imprese, avvocati e startupper lavorano insieme per individuare e testare soluzioni tecnologiche nel settore legale. Il primo, NextLaw Labs è stato lanciato da Dentons nel 2015 e ha accompagnato al successo RossIntelligence, la piattaforma di ricerche legali aumentate grazie all’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale. Il futuro del settore è dunque sempre più digitale e presto serviranno competenti in materie scientifiche. Le università hanno iniziato a proporre corsi di studio avanzati, come il master in law of internet technology della Bocconi: «È il primo master of laws italiano sul diritto applicato al digitale e all’innovazione tecnologica, all’estero ci sono forti competitor come Tilburg, Tel Aviv o Londra», informa Oreste Pollicino, docente di diritto costituzionale e diritto dei media. Dal prossimo anno saranno potenziati gli insegnamenti su blockchain, fintech e smart contract. Consulenti anche dell’arte, compresa quella di strada «Appassionati d’arte, esperti di diritto», è il motto di Annapaola NegriClementi , insieme con il padre Gianfranco socio fondatore e managing partner dello studio omonimo, Negri-Clementi , boutique legale tra le prime in Italia a credere nelle potenzialità e nell’importanza del diritto dell’arte. «Mio padre iniziò a collezionare opere all’inizio degli anni Settanta e da avvocato s’interessò subito alle problematiche legali del settore. Classe 1970, laurea alla Statale di Milano, Annapaola Negri-Clementi si occupa di diritto commerciale, societario, immobiliare, bancario e dei mercati finanziari, ha approfondito la tematica delle pmi e della gestione del passaggio generazionale, siede nei cda di diverse società quotate ed è stata in prima linea nella riforma sull’obbligatorietà delle quote rosa. «Nella mia professione ho un’anima societaria e commerciale, l’altra è di art expert». Lo studio fornisce ai clienti un servizio di advisory nei mercati (non fa nomi di clienti e trattative seguite). «Prestiamo consulenza anche a banche e reti di private banking e wealth management, per le quali organizziamo fiere e mostre». Una delle passioni recenti è la Street art. «Ne abbiamo approfondito diversi aspetti legali, alla tutela del diritto d’autore fino al real estate. Un recente studio dell’Università di Warwick (Regno Unito) ha dimostrato come quartieri con alta percentuale di arte urbana, murales, sculture esterne, eventi, hanno visto crescere il valore degli immobili. La Street art può favorire il rinnovamento urbanistico e sociale, e l’interesse di nuovi abitanti più facoltosi».

Classifica Equity Capital Markets – Studi legali Valore aggregato delle operazioni
Numero di operazioni Lukas Plattner. Socio di Nctm, si occupa di diritto del mercato dei capitali e di fusioni & acquisizioni. Ha maturato una profonda esperienza nell’ambito di operazioni sul mercato primario (Ipo) e sul mercato secondario. Il suo dossier degli ultimi 12 mesi vanta 9 operazioni per un valore aggregato di 135 milioni.

 

Tratto da Capital

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