Rassegna Stampa
17/05/2021
Corriere L'Economia
Fusioni & Acquisizioni, Private Equity

L’anno dell’M&A (anche negli Studi). 2,6 miliardi agli avvocati d’affari

Sul gradino più alto del podio BonelliErede (194 milioni), seguono Pwc Tls (166,7) e Gianni&Origoni (150). Aggregazioni, fusioni e diversificazione hanno spinto il fatturato. La classifica di LegalCommunity.

Possibile continuare a far crescere il fatturato anche nell’anno del Covid? La risposta è affermativa. A dimostrarlo è il mercato dei servizi legali per il business che ha archiviato il 2020 ancora in crescita. Le prime 50 insegne per fatturato, in base alle stime elaborate da Legalcommunity.it in occasione dello speciale Best 50 di Mag, di cui «l’Economia» può dare un’anticipazione, hanno mosso in totale un giro d’affari superiore a 2,6 miliardi di euro. L’incremento rispetto alla performance del 2019 è stato del 4%. Secondo i dati ricostruiti da Legalcommunity.it per Mag, solo il 10% dei Best 50 del 2020 ha chiuso in calo. A questi si aggiunge un 20% che ha archiviato l’anno in linea con l’esercizio precedente. Mentre il 70% ha portato a casa una crescita, anche se contenuta.

 

I migliori tre 

Cosa ha favorito questa performance? «Due fattori su tutti – spiega Nicola Di Molfetta, direttore di Mag — Il buon andamento dell’m&a, settore trainante per gli studi d’affari, assieme alle aggregazioni avvenute nel comparto, hanno sostenuto i risultati di fine anno. Inoltre, la diversificazione delle attività nella maggioranza degli studi associato ha consentito di compensare il rallentamento di alcune aree (si pensi al giudiziale) con l’aumento dell’attività su altri fronti». Ma veniamo al podio che conferma le posizioni dell’anno prima con BonelliErede in vetta con circa 194 milioni di ricavi seguito da PwC Tls (166,7) e Gianni & Origoni (150). Tra i big italiani sono gli studi Legance, Chiomenti, Nctm e Pirola Pennuto Zei & Associati, quelli che hanno realizzato le performance migliori. Legance ha superato per la prima volta il muro della tripla cifra chiudendo l’anno a 102 milioni di euro: +7,4%. Crescita che a inizio 2021 ha portato lo studio a mettere a segno uno colpo nella «campagna acquisti legal» prendendo Roberta Figari da Clifford Chance. Bene anche Chiomenti, che in base alle stime ha chiuso il 2020 con ricavi in aumento del 5%. Lo studio presieduto da Francesco Tedeschini (di fresca nomina) è stato protagonista di una stagione di importanti operazioni e con nuovi arrivi eccellenti come quello di Gianrico Giannesi da Orrick che si aggiunge all’integrazione della boutique di diritto internazionale Ejc-Roberti & Associati. Più 5% anche per Nctm che arriva a un giro d’affari stimato attorno a 80 milioni di euro. Completa il quadro la performance di Pirola Pennuto Zei & Associati che con i suoi 137,8 milioni di fatturato è cresciuto del 4%.

 

Le super boutique 

Anche il 2020 è ha confermato il successo delle super boutique. Due, in particolare, le insegne che si sono messe in luce: Pedersoli e Gatti Pavesi Bianchi Ludovici. Pedersoli, grazie a un track record di particolare rilievo (basti pensare al ruolo avuto nell’ops di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca), ha archiviato il suo migliore anno di sempre mettendo a segno una crescita del 33% (la più elevata tra quelle realizzate dagli studi nella Best 50) e arrivando a generare ricavi stimabili attorno a 53 milioni di euro.

Bilancio positivo anche per le insegne collegate alle cosiddette big 4 della consulenza che, considerate insieme, ormai hanno raggiunto una quota di mercato del 20%. Anche in questo caso sono due i casi che si fanno notare perché entrambi hanno messo a segno una crescita stimabile attorno al 10%. Si tratta degli studi Deloitte e di EY law. Il primo, in particolare sul fronte legal, ha messo a segno un’operazione di grande rilievo sul fronte labour con Luca Failla e il contestuale avvio di un’alleanza strategica con LabLaw. Il secondo, invece, ha rodato e mandato a pieni giri la struttura creata dalla managing partner Stefania Radoccia negli scorsi anni, superando i 130 milioni di ricavi. Una performance che, tra l’altro, ha consentito allo studio di tornare sul mercato mettendo a segno una delle acquisizioni professionali che hanno maggiormente inciso su questa prima metà dell’anno, portando in squadra l’avvocato Renato Giallombardo.

Infine il mercato degli studi internazionali presenti in Italia: hanno generalmente fatto bene tutti e in molti casi hanno ottenuto un riconoscimento in termini di promozioni. La sede italiana di Latham & Watkins, da quest’anno guidata dal socio Stefano Sciolla, è quella che ha messo a segno la crescita più rilevante con un aumento del 28% del fatturato che è arrivato a superare i 42 milioni di euro, trascinato da private equity e International capital markets.

 

Tratto da Corriere L’Economia

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