Rassegna Stampa
09/07/2019
TS

L’azienda? È la mia squadra del cuore

Un convegno svoltosi a Milano ha analizzato una realtà in grande sviluppo nell’ambito del mondo del lavoro: le imprese stanno aprendo sempre di più ad attività sportive che coinvolgano i propri dipendenti, a qualsiasi livello. Evidenti i benefici in termini di benessere, produttività e senso di appartenenza

Pronti…Partenza…Via! Il colpo di pistola è partito insieme alla corsa delle imprese e delle organizzazioni professionali verso il miglioramento del benessere del proprio personale, manageriale o dipendente che sia, attraverso programmi sportivi e la partecipazione a manifestazioni, competitive e non. Le motivazioni sono state sintetizzate nel titolo dell’evento che si è svolto a Milano, il 24 giugno scorso: “Le frontiere del benessere in azienda: lo sport come strumento per coniugare salute, engagement, produttività e networking”. Un convegno organizzato dall’Associazione Italiana Direzione Personale (www.aidp.it) in collaborazione con Professional Corporate Run presso gli spazi di coworking di Spaces Porta Nuova. Gli organizzatori sono partiti dal presupposto che da sempre la metafora sportiva accompagna la vita manageriale: la squadra, il campo, l’avversario, il goal sono termini che guidano all’azione, dentro e fuori le imprese. Ma hanno voluto dare voce alla positiva evoluzione di tali concetti, che fa sì che oggi lo sport vero, quello praticato, fatto di sudore, sconfitte, vittorie e traguardi, inizia ad avere un ruolo sempre più importante nei contesti aziendali. Nell’evento, condotto e moderato dall’attrice e presentatrice Gisella Donadoni, che è anche madrina di Professional Corporate Run (da cui ha ricevuto gli omaggi messi a disposizione dai partner di PCR 25inch e Polar), e da Guido Bartalini (partner di Nctm Studio Legale e ideatore di Professional Corporate Run insieme a Ferdinando Cesana), è stata data voce, da un lato, ai protagonisti aziendali, che, attraverso diversi approcci al wellness e con modalità differenti, mirano tutti a migliorare engagement, networking, spirito di appartenenza e produttività, e, dall’altro lato, a coloro che mettono la propria esperienza, la propria professionalità e le proprie organizzazioni, al servizio delle aziende per lo svolgimento di attività sportive.

Un’ulteriore chiave di lettura nella scelta dei protagonisti è stata quella di andare oltre la semplice analisi di un fenomeno in ampliamento, ma di individuare anche i parametri per misurarne gli effetti utili, anche in termini di prevenzione e conseguenti risparmi di costi. Le aziende partecipanti hanno portato il proprio contributo rispetto alle loro esperienze in atto, un contributo prezioso in considerazione del livello delle realtà rappresentate: Unicredit, Chanel, Edison, KPMG, Tamini Trasformatori (società del gruppo Terna), Generali Italia e Reinsurance Group of America, tutte aziende che hanno colto con entusiasmo e condivisione l’opportunità di iniziare a dare una voce corale al concetto che il movimento e l’attività sportiva generano un benessere psicofisico che incide positivamente anche sul lavoro. Dai contributi forniti è emerso che questo tipo di programmi determina un grande e positivo coinvolgimento del personale ed è stato utilizzato da alcune aziende anche per facilitare processi di change management. Inoltre, già in un periodo sufficientemente breve, i benefici in termini di efficienza e produttività possono superare i costi dell’investimento. Da evidenziare che la motivazione per le aziende non è legata a un riflesso esterno in termini di marketing e diffusione del brand, ma piuttosto nella volontà di ampliare l’offerta di servizi idonei a una migliore retention e affezione verso i colori sociali e la propria “squadra aziendale”. Un elemento che ha contribuito alla positiva riuscita dell’evento è stata la partecipazione di professionisti che operano per portare il benessere in azienda, soggetti del livello di Gabriele Rosa, Alessandro Tappa, Max Monaco e Rossella Cardinale. O come Andrea Trabuio e Pierfrancesco Calori che aprono sempre più i propri eventi sportivi ad aziende e ad organizzazioni professionali, anche attraverso l’adesione al circuito di gare di Professional Corporate Run, un vero campionato costruttori realizzato nel running anziché nella Formula1. Da questi contributi si è evidenziato che, sia che si tratti di proporre alle aziende il movimento in genere (corsa, yoga oppure ciclismo o triathlon), il punto di partenza è sempre il coinvolgimento emozionale, che rende più facile e leggera la conseguente attività fisica e determina migliori stimoli anche per l’eventuale successiva fase competitiva, necessaria almeno per i più combattivi. Alcune manifestazioni tendono ora a proporre nuove modalità di partecipazione più facilmente fruibili da parte delle aziende, perché basate sulla partecipazione a squadre, come avviene per la Salomon Running Milano, aderente a Professional Corporate Run. Il tutto, inoltre, con l’ulteriore driver proposto da sempre più diffuse finalità charity, attraverso onlus come Sport Senza Frontiere o campagne di raccolta fondi attraverso Rete del Dono. C’è anche la possibilità di avere offerte complete e flessibili come avviene con Gympass, un sistema particolarmente adatto per le aziende, perché dà modo, attraverso un unico abbonamento, di usufruire di 2.100 palestre e 440 tipologie di attività sportive in 784 città per meglio prepararsi alle attività outdoor. Durante l’evento il quadro si è poi ulteriormente riempito di colori con l’intervento di Michele Maisetti, che ha fatto anche una dimostrazione pratica del caschetto attraverso il quale si possono registrare e mostrare le onde cerebrali, che attestano gli effetti emozionali dei soggetti monitorati in occasione di attività fisica e sportiva. E last but not least Andrea Severino ha presentato la App Virtuoso, attraverso la quale si può registrare la propria attività fisica dei precedenti 30 giorni traducendo il livello di intensità in crediti da utilizzare per ottenere prodotti o servizi legati al benessere. Insomma si ha la possibilità di tradurre la propria attività in beneficio economico, oltre che a lanciare sfide ad amici e colleghi. Si è trattato di un’esplorazione approfondita dentro l’universo del welfare in aziende e organizzazioni professionali, che da parte di AIDP (oltre 17.000 membri, 3000 soci attivi, suddivisi in 16 gruppi regionali, e che si avvale di una rete internazionale, che dal 1960 promuove uno sviluppo serio e responsabile della cultura manageriale nell’ambito delle risorse umane) ha rappresentato il lancio dell’Osservatorio sullo sport in azienda, che avrà un seguito con altri eventi analoghi così da creare un dialogo continuo. La gara è solo iniziata, con uno spirito olimpico, il cui richiamo è più che mai appropriato perché un momento speciale dell’evento è stato l’annuncio in diretta, con la presenza di Marco Riva in rappresentanza del CONI, dell’assegnazione a Milano-Cortina dei Giochi olimpici invernali 2026. Un successo dello sport in Italia che rappresenterà un grandissimo stimolo anche per le organizzazioni professionali e aziendali più moderne e lungimiranti.

 

Tratto da TS

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