Rassegna Stampa
10/06/2019
Milano Finanza
Diritto del Mercato dei Capitali

L’expertise legale per approdare al listino

La law firm milanese ha dato un contributo fondamentale alla crescita del listino dedicato alle piccole e medie imprese, seguendo quasi un terzo di tutte le IPO portate a termine in 10 anni

Nato nel 2000 dall’idea di aggregare un gruppo di avvocati d’affari in uno studio legale indipendente, Nctm è oggi una delle più importanti e affermate realtà italiane del settore, sia per dimensioni sia per numero e rilevanza delle operazioni seguite. Operazioni che, nel corso dell’ultimo decennio, hanno dato un contributo fondamentale anche alla crescita e al successo dell’AIM: delle 115 societa presenti nel mercato di Borsa Italiana dedicato alle PMI, infatti, ben 34, pari al 29,5% del totale, sono giunte alla quotazione accompagnate proprio dallo studio legale milanese. Dalla prima quotazione all’AIM seguita da Nctm, quella di Poligrafici Printing nel 2010, fino all’ultima, quella di AMM nel 2019, passando per il successo dell’ingresso all’AIM di Telesia (digital media company controllata da Class Editori) nel 2017 e per interventi particolari come quello per la quotazione di Comer Industries (una SPAC – Special purpose acquisition company – per la quale è stata elaborata una procedura diversa dal solito, con la raccolta avviata a target già annunciato), gli avvocati dello studio hanno seguito quasi un terzo delle IPO finora portate a termine sul listino delle PMI. Senza contare che Nctm è l’unico studio italiano scelto dal Financial Times per il proprio report internazionale sulle Law Firm più innovative.

Un successo determinato anche dal fatto, spiega I’avvocato Lukas Plattner, partner di Nctm, che «abbiamo creduto prima di altri in un mercato con un elevato potenziale. Del resto fin dalla fondazione Nctm ha posto grande attenzione al midmarket, e quindi alle PMI, alle quali offriamo la nostra profonda expertise e un servizio a tutto tondo, comprese quindi le operazioni di private equity o quotazione a sostegno della crescita». E nei 10 anni dal via dell’AIM, Nctm ha contributo con un ruolo di primo piano «non solo supportando le aziende», rimarca il legale, «ma anche innovando dal punto di vista tecnico-giuridico: ad esempio replicando negli statuti delle aziende quotate all’AIM meccanismi che in precedenza si trovavano solo in quelli delle società del mercato regolamentato, e introducendo così elementi importanti per garantire la crescita e la stabilità delle piccole e medie imprese italiane» in un passaggio importante come quello della quotazione, nel quale la posta in gioco è molto alta ed è quindi necessaria un’analisi attenta e mirata delle caratteristiche e delle peculiarity di ogni singola azienda. Perché, sottolinea Plattner, «con la quotazione le società cambiano necessariamente pelle, sia dal punto di vista della governance sia da quello degli assetti organizzativi», e la mutazione porta a innegabili vantaggi: «In tutte le operazioni di quotazione che abbiamo portato a termine», sottolinea il legale, «non ho mai trovato un imprenditore che si sia pentito della scelta, che mi abbia detto ‘se tornassi indietro non lo rifarei’. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: i dati economici delle società quotate all’AIM sono di rilievo quanto alla crescita, e mostrano che c’è una ricaduta più che positiva anche sul mercato del lavoro».

E ora piu che mai il settore gode di buona salute anche grazie al fatto che «il quadro normativo è completo e favorevole alle imprese, con interventi quali gli incentivi fiscali per alleviare costi di quotazione nonché attrarre per gli investimenti in PMI Innovative e soprattutto con i PIR 2.0» che, in base al decreto attuativo pubblicato in Gazzetta il 7 maggio, sono vincolati a investire proprio sull’AIM una quota minima del 3,5% della raccolta. Secondo Plattner, quindi, «nei 10 anni dalla creazione dell’AIM questo mercato è cambiato ed è cresciuto, assumendo sempre maggiore importanza anche per quanto riguarda le operazioni di M&A o exit dal mercato. E il trend con una raccolta che è andata da un minimo di 3 a un massimo di 30 milioni di euro». Nonostante le previsioni e i risultati positivi, però, il partner di Nctm sottolinea che per I’AIM la strada da percorrere è ancora lunga, e potrà essere a tratti anche faticosa: «ln Gran Bretagna», spiega, «sono partiti oltre vent’anni fa, quindi più di dieci prima di noi e il successo di AIM UK è sotto gli occhi di tutti. Ma nel mezzo, insieme a tante soddisfazioni, hanno dovuto affrontare anche crisi e insuccessi».

 

Tratto da Milano Finanza