Rassegna Stampa
21/07/2020
legalcommunity.it
Fusioni & Acquisizioni, Private Equity

M&A, in frenata nel primo semestre

Effetto Covid. Per il mercato M&A il primo semestre 2020 si chiude, a livello globale, con un calo del 32% del numero delle operazioni annunciate e del 52,7% del valore dei deal. Un rallentamento atteso. Una frenata annunciata da più parti. Anche se ancora in molti si chiedono quanto sarà lunga. Per adesso, il segno che sta lasciando sull’asfalto del mercato è alquanto evidente. Secondo i dati elaborati da Mergermarket, infatti, a livello mondiale il rallentamento dell’attività m&a nel secondo trimestre 2020 rispetto al primo (quando il settore risultava ancora “asintomatico”, si veda il numero 140 di MAG) è rappresentato da un crollo del numero delle operazioni annunciate, passate da 4.308, registrate tra gennaio e marzo, a 2.630. Del pari, si è registrata una pesante riduzione del valore dei deal sceso dagli oltre 592 miliardi di dollari del primo trimestre di quest’anno ai quasi 309 miliardi del periodo aprile-giugno.

Come prevedibile, alcuni dossier sono stati momentaneamente congelati. Mentre altri sono alle prese con un iter quantomeno tortuoso. Uno scenario complesso, in cui l’Italia non fa eccezione.
E gli advisor legali e finanziari se ne sono accorti. Considerati i primi venti player per numero di operazioni annunciate nel corso del semestre, infatti, il 75% delle law firm e il 65% delle banche ha registrato un calo del numero di operazioni seguite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A soffrire maggiormente sono i cosiddetti big deal. Tra quelli che, al momento, sembrano aver interrotto il proprio cammino c’è la vendita di Partner Re da parte della holding Exor. Un’operazione che, nonostante il dna italiano, non vedeva impegnati advisor tricolori, soprattutto sul piano legale. Proseguono, invece, le attività sul fronte del mega deal bancario che vede Intesa Sanpaolo impegnata nella ops su Ubi. Con i suoi 4,8 miliardi di euro di valore, è di fatto una delle cinque più grandi operazioni di m&a nel comparto dei servizi finanziari in corso quest’anno a livello mondiale. Qui, più che il coronavirus, a rendere incerto il perfezionamento dell’operazione sembrano essere le resistenze dei vertici della target al progetto di integrazione messo a punto dal Ca’ de Sass (il via libera Antitrust è arrivato nella serata del 16 luglio). In questa operazione, gli advisor sono tutti italiani. Intesa, come noto, è assistita fin dall’inizio dallo studio Pedersoli, con un team di quattordici professionisti guidato dal socio Carlo Pedersoli. In pista anche un pool legale di Gatti Pavesi Bianchi con i name partner Francesco Gatti e Carlo Pavesi.
Dall’altra parte, al fianco dell’istituto bresciano, sono al lavoro come co-counsel gli studi BonelliErede e Linklaters con due squadre di professionisti rispettivamente guidate da Sergio Erede e Roberto Casati. Mediobanca agisce come sole m&a e lead financial advisor per Intesa Sanpaolo. In particolare, la banca d’affari italiana coordina con J.P. Morgan, Morgan Stanley, Ubs Investment Bank ed Equita Sim, le attività e relazioni con i mercati finanziari. Sulla sponda opposta, Ubi risponde con Goldman Sachs e Credit Suisse.
L’unico fronte su cui si è mosso qualcosa di sostanziale, finora, è quello della cessione di filiali per cui Intesa si è impegnata con Bper. A metà giugno, infatti, i due istituti hanno sottoscritto un accordo integrativo (nell’ambito dell’offerta pubblica di scambio) di quello in cui Bper si impegnava ad acquisire un ramo d’azienda di Intesa. Nel dettaglio, l’integrativo in questione prevede un aumento del numero di filiali oggetto di acquisizione, che passano dalle 4-500 inizialmente previste a un totale di 532. La ex Popolare dell’Emilia Romagna risulta affiancata da Chiomenti che agisce con un team guidato da Francesco Tedeschini e Rothschild, al lavoro con una squadra guidata da Fabio Palazzo e Alessandro Fustinoni.

L’operazione più rilevante del secondo trimestre 2020, invece, è un’operazione che si è anche chiusa. Parliamo del deal Esselunga. Con i suoi 1,84 miliardi di euro di valore, risulta la seconda operazione di maggior valore, a livello mondiale, siglata nel settore retail dall’inizio dell’anno a oggi. Con l’acquisizione del 30% di Supermarkets Italiani da Giuseppe e Violetta Caprotti, Giuliana Albera e Marina Caprotti sono diventate proprietarie del 100% del gruppo. Dopo la definizione del valore dell’azienda con un arbitrato chiuso a fine marzo, si è arrivati alla cessione delle quote da un ramo all’altro della famiglia. Come detto Giuseppe e Violetta Caprotti hanno ceduto le proprie partecipazioni (complessivamente il 30%) della holding Supermarkets Italiani alla società acquirente Superit Finco, controllata da Giuliana Albera e Marina Caprotti. Al fianco di Giuliana Albera e della figlia Marina, secondo quanto riferito da Legalcommunity, hanno agito gli avvocati Ferigo Foscari, Michael Immordino e Iacopo Canino di White & Case assieme a Francesco Gianni, di Gianni Origoni Grippo Cappelli (Gop). I profili societari e fiscali sono stati seguiti da Pirola Pennuto Zei, con un team guidato dai partner Stefano Tronconi e Roberta Pirola e dall’associate partner Cristiana Tironi. Roberto Casati, assieme a Stefano De Dominicis di Linklaters, ha rappresentato Giuseppe Caprotti, mentre Violetta Caprotti è stata stata assistita da Sergio Erede, socio fondatore di BonelliErede, assieme al partner Gianpiero Succi. Quanto agli advisor finanziari, Mediobanca ha assistito come financial advisor Violetta Caprotti con un team composto da Francesco Canzonieri, Francesca Anzeloni, Christian Basellini, Matteo Calegari e Luca Bollini. Giuseppe Caprotti è stato invece affiancato da Marco Costaguta di Long Term Partners, e dall’ex banker di Morgan Stanley e Bnp Paribas, Marco Lippi, ora partner del fondo Pamplona. Giuliana Albera e la figlia Marina hanno, invece, arruolato come advisor i banchieri d’affari di Zaoui & co. e un team di Colombo & Associati.
L’operazione è stata perfezionata presso lo studio notarile Marchetti ed è stata finanziata in parte (100 milioni) con mezzi propri, in parte con la cessione a UniCredit del 32,5% di La Villata Spa società immobiliare che possiede gran parte degli immobili che ospitano i punti vendita Esselunga. Il deal prevede anche un finanziamento in pool messo a disposizione da Intesa Sanpaolo, UniCredit e Bnp Paribas. White & Case ha seguito anche la finanza e si è occupato, per conto della famiglia, della dismissione di La Villata (un’operazione da 435 milioni).
Questa operazione, sempre secondo quanto riferito da Legalcommunity, è stata seguita dai soci Foscari e Immordino. Clifford Chance ha assistito il pool di banche coinvolte con un team finance guidato dal partner Giuseppe De Palma. Sempre per Clifford Chance, un team corporate guidato dal partner Alberta Figari ha assistito Unicredit nell’acquisizione di La Villata.

Al termine di questo primo semestre del 2020, BonelliErede e Mediobanca risultano rispettivamente lo studio legale e l’advisor finanziario impegnati sulle operazioni di maggior valore. Per lo studio presieduto da Stefano Simontacchi parliamo di tredici operazioni annunciate per un valore complessivo di 9,1 miliardi di euro.
Mentre Piazzetta Cuccia, secondo i dati Mergermarket rielaborati da MAG, risulta impegnata su sette dossier di valore complessivo superiore a 10 miliardi di euro.
Oltre alla delicata partita Intesa-Ubi e al mega deal Esselunga, BonelliErede, con un team guidato da Mario Roli, è impegnato al fianco di Aleatica (Ifm Global infrastrutture fund) nell’acquisizione da Intesa Sanpaolo delle partecipazioni di controllo di Brebemi: l’operazione ha un enterprise value di oltre due miliardi di euro. Intesa è stata affiancata, anche in questo caso, da Pedersoli che ha agito con un pool legale coordinato da Giovanni Pedersoli e Marida Zaffaroni. Qui, Imi corporate & investment banking ha agito per Intesa Sanpaolo, operando con un team composto da Simone Basili, Nicola Sanna, Rossano Giso, Leonardo Pergolesi, Diego Amelini e Luca Cavaliere. L’advisor finanziario di Aleatica è stato, invece, Goldman Sachs.

La banca d’affari americana risulta seconda, per valore dei dossier su cui è impegnata (oltre 6 miliardi di euro), alle spalle di Mediobanca. Oltre alle operazioni già citate, Goldman Sachs è stata, assieme a Ubs Investment Bank, advisor dell’operazione con cui Lagfin, azionista di maggioranza di Campari, ha rilevato un’ulteriore quota della società di spirits in vista del trasferimento della sede legale in Olanda. Ma soprattutto, Goldman Sachs ha gestito per Tim e assieme a Imi e Bank of America l’ingresso di Ardian in Inwit con una quota del 49%. Sul piano legale, Tim è stata assistita da Gop con un team coordinato dal partner Francesco Gianni e composto dai counsel Chiara Gianni e Filippo Ughi per gli aspetti m&a, dall’of counsel Giulia Staderini per gli aspetti di capital markets, dal partner Fabio Chiarenza e dall’of counsel Sandro Maria Galardo per gli aspetti fiscali, e dal partner Antonio Lirosi per quelli relativi al golden power. Ardian, invece, è stata affiancata da Nomura con un team guidato da Stefano Giudici, da Vitale con una squadra capitanata dal partner Roberto Sambuco e da Mediobanca. Lato legale, BonelliErede ha agito con un pool coordinato dai partner Stefano Cacchi Pessani ed Elena Busson e composto dalla managing associate Federica Munno e dagli associate Francesca Peruzzi, Francesca Ricceri e Michela Sandri. Il socio Riccardo Ubaldini e il managing associate Christoff Filippo Cordiali hanno curato gli aspetti fiscali mentre il partner Massimo Merola con il senior counsel Leonardo Armati, hanno seguito quelli antitrust e relativi alla disciplina golden power.

Guardando agli studi più attivi per numero di operazioni seguite, Gop si piazza secondo alle spalle di Nctm che domina l’elenco con 28 dossier, tra i quali il passaggio di Nexive alla joint venture tra Mutares (80%) e PostNL (20%) affiancate rispettivamente da BonelliErede e Chiomenti. Nctm ha agito con un team guidato dal socio Pietro Zanoni, mentre le squadre di BonelliErede e Chiomenti sono state coordinate rispettivamente da Fulvio Marvulli e Massimiliano Nitti.
Sempre Nctm, che quest’anno taglia il traguardo dei 20 anni di attività, ha seguito con un team guidato dal partner Vittorio Noseda e in tandem con Legalitax che ha schierato una squadra capitanata dal socio Roberto Limitone, Roberto Industria Alimentare nel passaggio a Morato Pane, affiancata da Carnelutti che ha schierato un pool coordinato da Pierfrancesca Belcredi e Alexia Falco.
Lo studio fondato da Alberto Toffoletto e Paolo Montironi, inoltre, ha seguito Acea nell’acquisizione del 70% di Simam, assistita da Curtis; Noovle nel passaggio a Tim; nonché Equinox nell’accordo con gli azionisti di Villa Pedemonte Atelier e Lombardi mirato alla creazione di un polo nel settore della manifattura dell’alta gioielleria.

Sul terzo gradino del podio degli studi legali con più dossier all’attivo, infine, troviamo Gatti Pavesi Bianchi (15 operazioni) che, invece, si piazza secondo per valore delle operazioni seguite (circa 6,7 miliardi di euro) in questa prima metà d’anno, precedendo Linklaters (con deal per oltre 5 miliardi) che quindi è terzo.

Quanto agli advisor finanziari, mentre il podio dei player sulle operazioni di maggior valore è completato da Jp Morgan, quello degli operatori attivi sul maggior numero di dossier è tutto all’insegna delle big four con Kpmg che guida grazie a 20 operazioni, seguita da EY con 18 dossier e Deloitte con 16. (n.d.m.).

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