Rassegna Stampa
28/01/2020
MAG by Legalcommunity.it
Fusioni & Acquisizioni, Private Equity

Studi Legali, un anno di M&A

di Nicola di Molfetta

Legance sul mega deal Fca-Peugeot conquista la vetta. Gianni Origoni Grippo Cappelli è primo per numero di operazioni seguite. Dicembre decisivo per il bilancio delle operazioni sopra il miliardo

Una frenata sul fronte del valore delle operazioni. Mentre i volumi sono rimasti in linea con quelli dell’anno precedente. Parliamo di M&A. Il 2019 non ha lasciato con le mani in mano il settore della consulenza legale d’affari che ha avuto parecchio da fare sul fronte delle operazioni di piccolo e medio cabotaggio, su quello del private equity nelle varie declinazioni e persino sui cosiddetti big deal.

L’operazione dell’anno? Senza dubbio le nozze tra Fca e Psa, il cui valore (fonte Mergermarket) è di circa 14,7 miliardi di euro. Si tratta, a beneficio di chi è meno avvezzo alle sigle, della mega fusione tra i gruppi Fiat Chrysler e Peugeot da cui nascerà un colosso automobilistico da 8,7 milioni di veicoli l’anno, 400mila dipendenti e un fatturato complessivo superiore ai 180 miliardi di euro. Un gigante industriale, insomma, destinato a diventare il quarto operatore mondiale del settore.
L’annuncio dell’avvio del cantiere per la realizzazione di questa mega integrazione nel comparto delle quattro ruote, a fine dicembre, è stato seguito dopo qualche giorno dall’ufficializzazione di un altro big deal a nove zeri. Vale a dire l’accordo con cui Nexi ha deciso di rilevare il ramo d’azienda merchant acquiring di Intesa Sanpaolo (per un valore di circa un miliardo) e che al contempo ha determinato l’ingresso della banca italiana (con una quota del 9,9%) nel capitale dell’operatore pay tech (con una manovra da 653 milioni).

Un uno-due che ha coinvolto numerosi consulenti legali ma che ha visto anzitutto la presenza costante di Legance. Lo studio, infatti, nel primo caso ha fatto parte del pool legale che ha affiancato Fca e nel secondo ha assistito Nexi. Più in dettaglio, il senior partner Alberto Giampieri, assieme alla counsel Laura Li Donni, al managing associate Stefano Bandini e all’associate Donatella Ruggiero, hanno gestito i profili di diritto italiano del combination agreement raggiunto tra le case automobilistiche. Gli avvocati hanno collaborato con i colleghi di Sullivan & Cromwell (nel cui team ha lavorato l’italiano Oderisio de Vito Piscicelli), Macfarlanes, Loyens & Loeff, De Brauw Blackstone Westbroek e Darrois Villey Maillot Brochier. Alla lista va aggiunto anche Cleary Gottlieb che con un team multigiurisdizionale (di cui hanno fatto parte anche alcuni professionisti italiani tra cui il socio Roberto Bonsignore) ha assistito l’advisor finanziario Glodman Sachs. Mentre, lato tax, sempre dall’Italia, l’operazione ha coinvolto al fianco dell’ex Fiat Guglielmo Maisto e Cesare Silvani.
Nell’operazione Nexi-Intesa, invece, Legance ha agito con una squadra composta tra gli altri dai senior partner Filippo Troisi, Giampieri e Andrea Giannelli oltreché dal managing partner Alberto Maggi. Sempre lato Nexi, l’operazione ha visto al lavoro un team di Gitti and Partners guidato dal name partner Gregorio Gitti, mentre Kpmg ha seguito i profili tax. Per Intesa, l’operazione è stata portata avanti dallo studio Pedersoli con un team guidato da Carlo Pedersoli, mentre i profili fiscali sono stati affidati a Dario Romagnoli, Lorenzo Piccardi e Antonio Vitali dello studio Tremonti Romagnoli Piccardi.

Per un anno che, alle prime battute, sembrava destinato a un bilancio gramo sul versante delle grandi operazioni, il 2019 ha sicuramente registrato una buona dose di billion deal. Undici per l’esattezza. In media, quasi uno al mese, con un’accelerazione importante negli ultimi trenta giorni, per un valore complessivo pari a 31,9 miliardi di euro. Tra questi, solo uno (l’acquisizione americana dei biscotti Kellogg’s da parte di Ferrero, che si è affidata a Davis Polk & Wardwell) non ha coinvolto advisor legali italiani.

Più in generale, sul podio degli studi che hanno preso parte alle operazioni di maggior valore, il 2019, secondo le elaborazioni curate da Legalcommunity su dati Mergermarket, ha visto Legance in testa con 20,1 miliardi per 38 deal complessivi, seguito da BonelliErede con 10,5 miliardi per 34 deal e Gianni Origoni Grippo Cappelli (Gop) con 10,2 miliardi di euro. Con 65 operazioni annunciate, Gop si è imposto, invece, come studio leader sul fronte del numero di operazioni, seguito da Nctm che con 56 dossier si conferma tra le realtà più prolifiche assieme a Pedersoli che conquista il terzo gradino del podio con 49 attività.

Di Legance abbiamo già detto e al massimo si può ricordare che lo studio ha fatto tris sul fronte dei billion euro deal assistendo anche Cvc nella cessione di Doc Generici a Intermediate Capital e Merieux per i quali ha agito un pool legale composto da Gattai Minoli Agostinelli, che ha schierato una squadra guidata da Bruno Gattai, Latham & Watkins e Pwc TLS, oltre a White & Case. Il management di Doc Generici è stato affiancato, invece, da Nctm e in particolare da Pietro Zanoni che, come vedremo più avanti, anche quest’anno è stato tra i professionisti più produttivi in termini di operazioni seguite.
Tornando agli studi che hanno gestito le transazioni di maggior valore, BonelliErede ha portato a casa il big deal Progetto Italia (valore, oltre 2 miliardi), probabilmente la più rilevante operazione dell’anno sul fronte real estate e infrastrutture, nell’ambito della quale ha assistito Salini Impregilo nell’apertura del capitale a Cdp Equity affiancata da Chiomenti.
In campo alcuni tra i soci di maggior rilievo dei due studi a cominciare da Roberto Cera, Marco Arato, Emanuela Da Rin e Francesco Anglani per BonelliErede e Francesco Tedeschini, Andrea Sacco Ginevri, Federico Amoroso e Antonio Tavella per Chiomenti.
Sempre per guardare alle operazioni a nove zeri, BonelliErede ha seguito (assieme a Gop) anche il passaggio da 1,082 miliardi di Sias ad Astm, affiancata da Chiomenti e in particolare da un team guidato da Carlo Croff; così come, lo studio presieduto da Stefano Simontacchi ha fatto parte del pool legale che ha affiancato Eni nell’acquisizione da 2,8 miliardi del 20% della Abu Dhabi Oil Refining Company.

Gianni Origoni Grippo Cappelli si conferma uno studio capace di macinare lavoro sia sul piano del valore sia su quello dei volumi. L’organizzazione fondata da Francesco Gianni e GianBattista Origoni ha archiviato il 2019 con 65 operazioni per un valore complessivo di circa 10,2 miliardi di euro. L’avvocato Gianni si è ancora una volta confermato un vero e proprio locomotore per l’attività MA& dello studio, partecipando direttamente ad almeno 12 operazioni (praticamente un deal su cinque) tra cui l’acquisizione di Unipol Banca da parte di Bper, il passaggio di Astaldi a Salini Impregilo, la già citata vendita di Sias ad Astm, lo shopping portoghese di Assicurazioni Generali nonché la mega acquisizione di 11mila torri Vodafone da parte di Inwit. Fca-Psa a parte, si è trattato della più grande operazione di M&A dell’anno, con un valore di circa 5,3 miliardi di euro. Un dossier che ha inevitabilmente coinvolto numerosi altri studi. Sempre lato acquirente, infatti, hanno agito i professionisti di Pedersoli con un team composto tra gli altri da Carlo Pedersoli, Andrea Gandini, Maura Magioncalda, Marida Zaffaroni, Diego Riva e Davide Cacchioli; oltre a una squadra di Allen & Overy guidata da Paolo Ghiglione.

 

Al fianco di Vodafone, invece, ha agito Nctm che nel 2019 non solo ha confermato le performance degli anni precedenti sul fronte del numero di operazioni seguite (in base ai dati Mergermarket, si tratta di 56 deal annunciati), ma ha fatto registrare anche un forte balzo in avanti del valore dei deal seguiti: +307%. In particolare, in merito all’operazione sulle torri Vodafone, lo studio ha agito con un team formato, tra gli altri, dai soci Vittorio Noseda, Matteo Trapani e Lucia Corradi. Trapani, assieme a Pietro Zanoni, si conferma tra i soci più prolifici dello studio guidato da Paolo Montironi e Alberto Toffoletto. Zanoni, in particolare, nel corso del 2019 ha messo a segno 16 operazioni per un valore complessivo di circa 1,6 miliardi di euro. Alle sue spalle, invece, troviamo come nell’anno precedente Alessandro Marena dello studio Pedersoli con 14 deal, seguito dal già citato Francesco Gianni.

Tanti i nomi di professionisti under 50 nella lista dei primi dieci deal maker più attivi. Oltre a Zanoni e Trapani, segnaliamo anche Fabrizio Scaparro, socio dello studio Giovannelli, attivo su dieci operazioni annunciate nel corso del 2019, tanti quanti ne ha seguiti Luca Saraceni, socio di Pedersoli, e Mario Giambò, anche lui socio di Nctm che è stato accreditato su nove operazioni.

Allargando lo sguardo sugli studi legali più attivi nel mercato M&A del 2019 va registrata una netta predominanza delle insegne italiane. Il podio, come s’è visto, è tricolore. Ma anche guardando al resto delle prime venti insegne per numero di operazioni seguite, si contano 12 posizioni occupate da organizzazioni italiane, otto da law firm internazionali e due da studi collegati ai colossi della consulenza Pwc e Deloitte.
Tra gli italiani, spiccano le superboutique: tre fra le prime dieci insegne in lista troviamo Pedersoli (ai cui piani futuri abbiamo dedicato la cover story del precedente numero di MAG), Gattai Minoli Agostinelli che ha seguito 34 deal e Gatti Pavesi Bianchi che ne ha seguite 32. Cresce, inoltre, l’attività di insegne “giovani” come Giovannelli e Associati che tiene il passo rispetto a quanto realizzato nel 2018 (si veda il numero 114 di MAG).
Quanto agli studi internazionali, è Orrick, con 36 operazioni a risultare il più attivo, seguito da Dla Piper (29), Allen & Overy (21), Latham & Watkins (20), Dentons (17), Clifford Chance (15), White & Case (14) e Simmons & Simmons (13).

 

 

Tratto da MAG by Legalcommunity.it

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