Rassegna Stampa
29/07/2019
Ilsole24ore.com
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Tlc: maxiaccordo Tim-Vodafone per la condivisione della rete mobile

Debito Tim in calo 1,4 mld, incasso Vodafone a taglio debito

Inwit raddoppia con le 11mila torri di Vodafone che si sommano all’analogo parco Tim, rivoluziona l’azionariato con una governance paritetica tra Telecom e la multinazionale inglese e si pone come potenziale polo aggregatore in Italia, mercato in cui parte da leader. La nuova Inwit, dunque, avrà azionariato e governance paritetici con il 37,5% di quota per ciascuno dei due gruppi e il 25% di flottante sul mercato. Il consiglio sarà formato da cinque consiglieri per ciascuno dei due soci di controllo e tre saranno invece i posti riservati alle minoranze. Vodafone e Tim, che nomineranno il top management di comune accordo, saranno legate da un patto parasociale della durata di tre anni, periodo nel quale i due azionisti potranno scendere in parallelo nel capitale di Inwit fino al 25% ciascuno, al massimo quindi fino alla soglia del controllo. Operativamente, Vodafone Italia scorporerà le sue torri che saranno trasferite in una scatola societaria sotto Vodafone Europe. Inwit la rileverà pagando cash 2,14 miliardi per il 42%-43% e per il resto con proprie azioni, 360 milioni di titoli da emettere in aumento di capitale riservato a Vodafone. La nuova società della rete mobile – che potrebbe essere operativa dall’inizio dell’anno prossimo (già avviate le pratiche antitrust e la notifica ai fini del golden power) – si indebiterà quindi di conseguenza, arrivando a un livello net debt/Ebitda pari a 5,5-6 volte, compatibile, per un operatore infrastrutturale di questo tipo, con un rating BB+. La condivisione porterà nell’arco del decennio a sinergie dell’ordine di 800 milioni a beneficio di ciascuno dei due partner, mentre per il 2026, grazie all’aggregazione, è previsto ci siano 200 milioni di Ebitda in più rispetto al proforma attuale, sostanzialmente pari al doppio dell’Ebitda di Inwit.
Per Telecom col tempo è attesa grazie questa operazione una riduzione del debito dell’ordine di 1,4 miliardi. L’operazione dovrà essere approvata dall’assemblea degli azionisti di Inwit con il meccanismo del “white wash”, cioè con l’approvazione della maggioranza delle minoranze (escluso dunque il 60% di Telecom), senza passare da Opa né prevedere il diritto di recesso. La capitalizzazione del nuovo gruppo, agli attuali multipli di settore e considerato l’aumento del debito, potrebbe attestarsi intorno a 8,5-9 miliardi. Grande festa in Borsa, dove Telecom Italia è risalita sopra la soglia psicologica di 0,50 euro, chiudendo in rialzo del 4,05% a 0,517 euro (oltre i 10 miliardi di capitalizzazione, comprese le risparmio), Inwit ha terminato la corsa in progresso del 3,81% a 8,845 euro, mentre Vodafone ha fatto il botto con un balzo del 10,6% a 146 sterline (e una quotazione di oltre 39 miliardi di sterline), dopo aver annunciato il progetto TowerCo, con lo scorporo delle proprie torri in dieci mercati europei (Italia compresa) in una nuova società che diventerà il leader continentale del settore con oltre 61mila torri. L’operazione Inwit è stata illustrata all’Accademia dei Lincei a Roma dagli amministratori delegati delle tre società coinvolte: Luigi Gubitosi per Tim, Aldo Bisio per Vodafone Italia e Giovanni Ferigo per Inwit. Coinvolti, come di consueto, stuoli di advisor. Inwit è stata assistita da Mediobanca e dallo studio Pedersoli (Equita advisor finanziario dei consiglieri indipendenti). Telecom si è avvalsa di Banca Imi, BofA-Merrill Lynch, Goldman Sachs e dello studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners. Vodafone ha usufruito della consulenza di Ubs e dello studio legale Nctm.
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