Rassegna Stampa
19/06/2020
Il Sole 24 Ore
Corporate & Commercial

Un codice valido anche per chi investe in Cina

Le riforme di Pechino | Più tutela ambientale e trust testamentario tra le novità del corpus di leggi civili

di Rita Fatiguso

L’ultima Plenaria del Parlamento cinese ha prodotto due grandi novità legislative. Delle due, quella che più ha creato scompiglio è la legge sulla sicurezza a Hong Kong: era attesa da anni e Pechino, nell’inerzia dell’ex colonia, l’ha varata con atto proprio ma non l’ha promulgata, quindi ancora non la si conosce in dettaglio né si sa in che modo sarà attuata.
L’altra novità che non mancherà di avere effetti rivoluzionari per ciò che si nasconde tra commi e cavilli è il nuovo Codice civile, un corpus giuridico in gestazione addirittura dagli anni Settanta, che raccoglie e sviluppa le leggi in materia di diritto civile e commerciale approvate finora, nonché l’importante modifica della Costituzione in materia di proprietà attuata nel 2004.

Proprietà statale, collettiva e privata, vengono messe sullo stesso piano, e da questo codice ricevono pari tutela. Di fatto tutti i componenti della società sono mobilitati per creare ricchezza, mentre il legislatore cinese riesce anche a brillare per innovazione, tanto è vero che all’articolo 1133, comma 4, spunta una possibilità un tempo inconcepibile: si prevede addirittura che una persona fisica possa dar vita a un trust testamentario mettendo così in sicurezza i propri beni già in vita. Se, come proclamava Deng Xiaoping, arricchirsi è glorioso, blindare le ricchezze è diventato un must. È noto che questa è una preoccupazione diffusa tra chi ha utilizzato le occasioni di aumentare le proprie risorse offerte dal sistema socialista con caratteristiche cinesi, tuttavia le opportunità di disporre di queste ricchezze in favore degli eredi erano piuttosto limitate.

Il codice dà valore ai diritti della personalità, al diritto alla privacy, ai diritti civili e introduce anche una tutela rafforzata dell’ambiente nei confronti di chi lo danneggia, con una strategica inversione dell’onere della prova – d’ora in poi sarà il presunto autore del danno ambientale a doversi scagionare per evitare, tra l’altro, sanzioni e risarcimenti. In una società afflitta dai danni dell’inquinamento creati da una industrializzazione troppo rapida si tratta di una rivoluzione copernicana: chi inquina paga.

«Un codice che tiene il passo con la pratica e i tempi», così l’ha definito il presidente Xi Jinping, segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista cinese e presidente della Commissione militare centrale, in un articolo appena pubblicato sulla rivista delle Guardie Rosse in cui si sottolinea «la centralità del codice civile, una legge fondamentale che detiene una posizione importante nel sistema delle leggi socialista cinese». «Il codice civile è di grande importanza per far progredire la governance basata sulla legge in tutti i campi – specifica il core leader Xi Jinping -, accelerare la costruzione di un Paese socialista basato sullo stato di diritto, sviluppare l’economia di mercato socialista e consolidare il sistema economico socialista. È anche importante aderire alla filosofia di sviluppo incentrata sulle persone, proteggere i diritti e gli interessi delle persone in conformità con la legge, promuovere lo sviluppo della causa dei diritti umani in Cina e modernizzare il sistema e la capacità di governo del Paese».

Il Parlamento ha varato l’approvazione con grande enfasi. «Epoche importanti hanno dato vita a grandi codici. Così si è espresso il legislatore cinese all’alba della approvazione del primo Codice civile della Repubblica Popolare cinese – dicono Laura Formichella ed Enrico Toti sinologi, studiosi di diritto cinese, avvocati dello studio Nctm -. L’obiettivo, più volte ripetuto, era che la compilazione del codice, elaborato per la necessità concreta di sostenere e migliorare il sistema socialista con caratteristiche cinesi, promuovendo la governance del Paese in base alla legge, riflettesse la volontà del popolo cinese e lo spirito della nazione cinese. Nella previsione di misure di modernizzazione, il codice introduce quei requisiti ritenuti imprescindibili per migliorare il benessere delle persone e soddisfare il loro desiderio di una vita migliore. Sin dalla elaborazione della bozza, il codice ha incarnato chiaramente le caratteristiche del nuovo corso storico, riflettendo il mutato stile di vita della popolazione e le nuove richieste di tutela della Cina contemporanea».

Per gli investitori. il codice sarà un punto di riferimento essenziale per quanto riguarda contratti e responsabilità civile. Soprattutto, dal 1° gennaio 2020 la nuova legge cinese sugli investimenti esteri ha abrogato la normativa speciale fino a quel momento applicabile alle forme societarie ad investimento straniero che oggi risultano sottoposte alla normativa generale cinese sulle società e dunque alla normativa del codice quando entrerà in vigore, il prossimo 1° gennaio. Dato che la nuova legge sugli investimenti – eredità della Plenaria del Parlamento dell’anno scorso – elimina ogni differenza tra aziende cinesi e non cinesi, il nuovo codice si applicherà integralmente anche alle aziende straniere che investono in Cina.

 

Tratto da Il Sole 24 Ore

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