Rassegna Stampa
24/05/2019
Insideart

Ecco l’installazione che dominerà il Parco Sempione durante la Photo week

Droni e strumenti tecnologici all’avanguardia. Se nei giorni dal 6 all’ 8 giugno passeggiando per il Parco Sempione a Milano davanti al Teatro continuo di Alberto Burri vi imbatterete in un’installazione avveniristica e quasi inquietante, che vi farà sentire sotto stretta osservazione, non vi preoccupate. Si tratta dell’opera del polacco Krzysztof Wodiczko, che in concomitanza con la Milano photo week metterà “in scena” la performance intitolata Loro (Them), dedicata ai migranti, ai rifugiati politici e ai cittadini emarginati, per esplorare la complessità della loro vita nella società odierna. Si tratta di un’installazione multimediale molto interlocutoria, che coinvolge il pubblico in un dialogo virtuale.

Fin dagli anni Ottanta Wodiczko coniuga nelle sue opere l’attenzione verso situazioni di emarginazione con l’utilizzo dellenuove tecnologie e nel caso di Loro (Them) si serve di droni a bassa quota per generare conversazioni tra individui di diversa estrazione, esperienza ed età. Grazie alla collaborazione con la Casa della Carità di Milano, Wodiczko insieme a Micaela Martegani di More Art, ha incontrato queste persone e le loro voci e i loro occhi sono stati registrati. I droni sono spesso associati a immagini di guerra e violazione della privacy, intrusione e paura, ma nel caso di Loro (Them) il drone viene letteralmente reso antropomorfo: durante la performance ci saranno quattro droni, ciascuno munito di due schermi raffiguranti solamente gli occhi delle persone coinvolte nel progetto e un megafono come naso/bocca. I droni non sono più visti come dispositivi disumani, ma provocano empatia nel pubblico attraverso i loro movimenti e soprattutto attraverso la voce di coloro che hanno incontrato Krzysztof Wodiczko e raccontato a lui la loro storia con candore e franchezza. Non saranno mostrati i lorovolti per proteggere la loro identità, ma gli occhi e la voce saranno sufficienti per creare una relazione con il pubblico e permettergli di identificarsi con loro, stabilire un dialogo e penetrare all’interno della complessità delle loro identità, altrimenti taciute.

Il progetto è stato organizzato dallo studio legale Nctm, Galerie Lelong, Università Cattolica e generose donazioni individuali.

 

Tratto da Insideart